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Gravidanza, come affrontare i piccoli disturbi

13/08/2015  Nausee, parodontite e anemia: sono tra i più comuni fastidi delle mamme in dolce attesa. Vi proponiamo una sintetica guida pratica per prevenire e risolvere questi inconvenienti che a volte risultano fastidiosi...

Durante i nove mesi della gravidanza, i cambiamenti ormonali, strutturali e funzionali a cui il corpo della donna va incontro per riuscire ad accogliere e a far crescere la nuova vita possono rendere la futura mamma più sensibile ed esporla ad alcuni inconvenienti. Insieme alla dottoressa Fiammetta Trallo, specialista in Ginecologia e Ostetricia a Bologna, vediamo alcuni tra i problemi più frequenti e come affrontarli.

Il disturbo più diffuso: la nausea

Tra le donne in attesa, la nausea è sicuramente il disturbo più “classico”: spesso, è proprio il primo indizio di gravidanza, insieme alla scomparsa delle mestruazioni. «All’origine, ci sono le modificazioni legate all’aumento dei cosiddetti ormoni della gravidanza, in particolare della gonadotropina corionica», spiega la dottoressa Trallo. «È importante dire, comunque, che, per quanto fastidioso, il problema riguarda solo la mamma. Nella stragrande maggioranza dei casi, il fenomeno scompare o si attenua notevolmente dopo il primo trimestre».

Nel frattempo, quali accorgimenti si possono adottare? «Dato che la nausea si manifesta soprattutto al risveglio, una buona norma può essere quella di tenere pronti sul comodino crackers, grissini o biscotti secchi da sgranocchiare ancora prima di scendere dal letto», suggerisce la ginecologa. «Nell’arco della giornata, poi, meglio non tenere troppo a lungo lo stomaco vuoto, facendo pasti piccoli e frequenti». Una sostanza che può essere di aiuto è lo zenzero: «Lo si può assumere sotto diverse forme: grattugiato nel brodo o sulla verdura, per esempio, oppure come tisana, o nei biscotti. In commercio si trovano anche caramelline e gomme da masticare, molto utili quando si è fuori casa», sottolinea la dottoressa Trallo.

Molto efficace nel contrastare il disturbo è l’agopuntura: due settimane di trattamento spesso sono sufficienti per risolvere il problema. Alcuni ospedali offrono questo servizio, magari appoggiandosi a centri privati convenzionati. L’elenco dei medici diplomati in agopuntura, comunque, si può trovare sul sito della Fisa, la Federazione italiana delle società di agopuntura: www.agopuntura-fisa.it. In vendita in farmacia, si trovano anche appositi braccialetti che sfruttano lo stesso principio dell’agopuntura e la cui validità è ormai comprovata da numerosi studi scientifici: non hanno effetti collaterali e si possono indossare anche per otto o dieci ore, quotidianamente.

Gengive infiammate

  

Secondo alcuni studi, esiste un legame tra le malattie odontoiatriche e le possibili complicanze del periodo prenatale: soffrire di parodontite (una grave infiammazione del cavo orale) durante la gravidanza aumenterebbe il rischio di mettere al mondo un bambino sottopeso o prematuro.

Una ragione in più per prestare attenzione e curare al meglio la propria salute orale: «La cosa migliore sarebbe sottoporsi a una visita di controllo ancora prima di iniziare la gravidanza», afferma la dottoressa Fiammetta Trallo. «Lo specialista provvederà a rimuovere il tartaro, cioè il deposito di placca batterica calcificata, valuterà la condizione di denti e gengive e darà alla donna le informazioni utili per garantire il benessere della bocca nei mesi a venire».

Se non lo si è fatto prima, comunque, è possibile sottoporsi a una visita anche a gravidanza iniziata: «Oggi non ci sono più pratiche odontoiatriche assolutamente precluse a chi aspetta un bambino», osserva ancora la dottoressa. «Le anestesie sono così leggere da non interferire con la gestazione, e anche le radiografie (tra l’altro, schermate dalle apposite coperture) hanno ormai dosaggi talmente bassi da non risultare dannosi per il feto. È ovvio che, soprattutto nei primi tre mesi, è opportuno adottare una certa cautela.

Ma questo non deve diventare una scusa per non affrontare eventuali disturbi, rimandando a “quando il bambino sarà nato”: il rischio è che la situazione peggiori, provocando danni più gravi». Ma perché così spesso, durante l’attesa, le gengive appaiono gonfie e infiammate? «Il motivo, anche in questo caso, è da ricercarsi nelle modificazioni ormonali, in particolare nell’aumento del progesterone, che rende tutte le mucose, e quindi anche le gengive, più irrorate di sangue e maggiormente esposte al rischio di infezioni», risponde l’esperta. «Per riportare la situazione sotto controllo, in genere è sufficiente sottoporsi a una pulizia dei denti eseguita dallo specialista».

Una scrupolosa igiene orale quotidiana, naturalmente, è fondamentale: l’ideale sarebbe lavarsi i denti dopo ogni pasto, eventualmente completando l’operazione con scovolino e filo interdentale.

Quando il ferro va giù...

Specialmente nel secondo e terzo trimestre, può capitare alla futura mamma di soffrire di anemia, dovuta a un insufficiente apporto di ferro, minerale necessario per la sintesi dell’emoglobina, cioè la proteina responsabile del trasporto di ossigeno da parte dei globuli rossi. «In questa fase della gravidanza, il fabbisogno di ferro da parte della donna aumenta notevolmente, perché viene utilizzato per lo sviluppo del feto», conferma la dottoressa Trallo. Come correre ai ripari? «Intanto, attraverso l’alimentazione», commenta l’esperta. «Gli alimenti che contengono questo minerale nella forma più facilmente assimilabile sono la carne rossa, le uova, il pesce. Si trova poi però anche nelle lenticchie, nelle verdure a foglia verde, nei semi di girasole, nelle noci».

L’assorbimento del ferro e la sua biodisponibilità migliorano se si assume insieme ad acido ascorbico e vitamina C: una buona norma può quindi essere quella, per esempio, di condire ove possibile ciò che si mangia con del succo di limone o spremerne un po’ nell’acqua, durante i pasti. Nelle forme più marcate è opportuno, invece, ricorrere a un integratore specifico, possibilmente sempre associato a vitamina C e acido folico. «Oggi ce ne sono alcuni, in commercio, che, sciogliendosi direttamente sotto la lingua, non passano molto per lo stomaco e sono quindi tollerati molto meglio dalle future mamme»

 
 
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