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sabato 04 dicembre 2021
 
Finanza etica
 

Gravidanze più sicure con il social bond

14/10/2013  La Banca Popolare di Bergamo presenta un nuovo prodotto finanziario i cui proventi saranno in parte devoluti alla Fondazione Dr. Ambrosoli Memorial Hospital

La finanza spietata, cannibale, senza cuore, prova a cambiare faccia. E lo fa con uno dei suoi prodotti più discussi e diffusi: il prestito obbligazionario. Protagonista di questo nuovo lancio è Banca Popolare di Bergamo, del gruppo UBI Banca, che ha annunciato l’emissione di un “social bond” del valore di 5 milioni di euro destinato a nuovi risparmi: i proventi, nella misura dello 0,50% del valore nominale delle obbligazioni complessivamente sottoscritto, saranno devoluti a titolo di liberalità alla Fondazione Dr. Ambrosoli Memorial Hospital per il “Programma gravidanza sicura” attivato a Kalongo, nel Nord dell’Uganda.

Un impegno che, come sottolineato da Cristian Fumagalli, direttore territoriale Saronno e Milano di Banca popolare di Bergamo, consente di “aiutare questa Fondazione ed è essere dunque ancora una volta vicini al territorio e alle associazioni del Terzo Settore che generano valore. Il social bond è un innovativo strumento finanziario che si colloca all’interno di quel modello di servizio, UBI Comunità, che tante soddisfazioni ci sta riservando, finalizzato a identificare un approccio commerciale strutturato che spazia dalla progettualità agli investimenti passando dai servizi bancari”.

E ancora, per usare le parole di Osvaldo Ranica, direttore generale di Banca popolare di Bergamo: “Siamo fieri di sostenere la Fondazione Dr. Ambrosoli Memorial Hospital che con tanta passione garantisce al maggior numero possibile di persone l’accesso ai servizi sanitari, con particolare attenzione a bambini, anziani e donne, in una parte del mondo estremamente povera”.

 

La Fondazione Dr. Ambrosoli Memorial Hospital, costituita nel 1988 da Missionari comboniani e dalla famiglia di padre Giuseppe Ambrosoli, nel corso del 2012, grazie al progetto Gravidanza sicura ha potuto monitorare e curare 3mila future mamme. La lotta alla mortalità materna e neonatale sono due piaghe che ancora colpiscono duramente le zone rurali il nord dell’Uganda. “Ridurre i fattori di rischio e di complicanza in gravidanza – prosegue Giovanna Ambrosoli, presidente della Fondazione – significa ridurre il tasso di mortalità materna che in Uganda rappresenta ancora oggi una vera emergenza”. Si calcola con dai social bond si potranno ricavare proventi sufficienti a coprire il monitoraggio di circa 2.500 madri per tutta la durata della gravidanza da parte di equipe specializzate.

Un progetto concreto, la cui bontà trova ulteriori conferme nelle parole del console onorario dell’Uganda a Milano Roberto Randazzo: “Da oltre 50 anni l’ospedale di Kalongo non solo è presidio sanitario di riferimento nella regione ma rappresenta anche un centro di aggregazione e supporto alle popolazioni locali. Il ruolo che la Fondazione svolge per il sostegno dell’ospedale di Kalongo, dunque, è vitale per tutta l’area. Sono felice di rappresentare la gratitudine dell’Uganda per l’operazione svolta dalla Fondazione e intendo complimentarmi con Banca popolare di Bergamo per l’innovativa modalità di supporto filantropico presentata in questa occasione”.

 

 
 
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