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martedì 30 novembre 2021
 
 

La battaglia di Atene

11/05/2011  Il debito pubblico, le privatizzazioni, i prestiti da chiedere all'Europa, i tagli. La Grecia è scesa in piazza con la paura del futuro.

Un'immagine degli scontri di Atene.
Un'immagine degli scontri di Atene.

Ieri sera, in piazza Syntagma, di fronte al Parlamento greco, erano rimaste una ventina di persone al massimo. Gente di età diversa: qualche pensionato, diversi studenti, alcuni lavoratori di mezza età. Se ne stavano tutti seduti in cerchio, con al centro un poster del premier Georgios Papadreou vestito da pagliaccio. Intorno, oltre cinquanta poliziotti. E' l'ultima istantanea dei cortei che ieri hanno invaso Atene in occasione dello sciopero generale.      

     Di mobilitazioni, nell'ultimo anno, ce ne sono state dieci, ma quella di ieri ha avuto un significato particolare. Innanzitutto perchè è arrivata un anno dopo la morte di tre impiegati bancari intrappolati nel rogo della filiale della Marfin Egnatia, in via Stadiou. E poi perchè nel frattempo di notizie preoccupanti sullo stato dell'economia ellenica ne sono arrivate parecchie. Ci sono le voci di una ristrutturazione del debito pubblico, ipotesi che “avrebbe conseguenze devastanti per il Paese e per l'Europa”, secondo il commissario Ue agli affari economici e monetari, Olli Rehn. Ci sono le indiscrezioni, finora smentite dal governo, della necessità di un nuovo prestito da 60 miliardi di euro da parte di Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale.

     C'è infine la certezza di un imminente piano di privatizzazioni, che dovrebbe essere presentato domenica in Parlamento. Per questo, ieri, nelle strade di Atene, hanno sfilato migliaia di persone. I docenti universitari, spaventati da un disegno di legge che prevede la riduzione da 24 a 11 degli Atenei. E poi i medici, i lavoratori del settore ferroviario e di quello navale, i controllori di volo, gli impiegati di banca e i giornalisti. “Ci hanno tagliato le pensioni, le tredicesime e le quattordicesime", spiega Panaghiotis, veterinario della capitale, "nel frattempo hanno aumentato le imposte. La benzina verde costa un euro e ottanta centesimi al litro, quasi il doppio rispetto a un anno fa. L'Iva, per molti beni di consumo, è passata dal 19 al 23%”.

     Le manifestazioni sono state pacifiche fino alle due del pomeriggio. Poi, a pochi passi dal Parlamento, un gruppo di anarchici ha iniziato a tirare bottiglie d'acqua verso la polizia. Gli agenti hanno risposto con i lacrimogeni, gli anarchici hanno usato sassi e molotov. Per due ore il centro di Atene si è trasformato in un campo di battaglia. E' finita con una trentina di persone fermate e decine di feriti. Tra questi anche un uomo, Christos Reso, trasportato in sala operatoria nell'ospedale di Nikaia per un grave ematoma cranico.

     “Resteremo qui finché non avremo notizie del nostro compagno ferito”, dice uno dei venti manifestanti rimasti seduti davanti al Parlamento. Dicono di essere il movimento di Syntagma, s'ispirano alle proteste pacifiche di piazza Tahrir, in Egitto. “Ma se il nostro compagno dovesse morire - assicurano - le cose non saranno più come prima”.

 
 
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