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lunedì 25 ottobre 2021
 
Figli grandi in casa
 

«Ha 27 anni, lavora e mio marito vorrebbe che andasse a vivere da solo»

02/02/2021 

Gent. dott. Fantoni, vorrei proporle un argomento che suscita qualche discussione tra me e mio marito. Abbiamo due figli, un ragazzo di 27 anni e una ragazza di 23. Il primo è un bravo ragazzo, lavora da quando ha finito le superiori e ha un impiego sicuro e che gli piace da alcuni anni. La figlia, anche lei una ragazza seria e impegnata, studia all’università. Mio marito insiste a dire che il figlio dovrebbe andare a vivere fuori casa, magari facendo un mutuo o in affitto, comunque per conto suo. Del resto, ha una nuova ragazza da poco, e non crediamo siano ancora pronti né al matrimonio né alla convivenza. Io invece penso che lui esageri e che non andrebbe forzato a uscire di casa. Mio marito mi accusa di tenerlo troppo legato, io invece penso che queste cose debbano seguire il loro corso. Quando il ragazzo vorrà, noi saremo disponibili. Che cosa ne pensa?

PAOLA

Cara Paola, fa piacere sentire che avete due bravi figli e che siete contenti per le loro vite. Li descrivi come due ragazzi maturi e laboriosi. E allora, che cosa impedisce che il primo, che ha un’autonomia economica adeguata, decida di affrontare la sua vita al di fuori delle protezioni offerte dalla famiglia? Ha l’età e le capacità per farlo, e su questo siete entrambi concordi, tu e tuo marito. Sappiamo tutti che per diventare pienamente adulti occorre rendersi autonomi. Perché allora non consentirgli di fare questo passo, che gli permetterebbe di esprimere totalmente le sue potenzialità? A che cosa ti riferisci quando scrivi che le cose devono seguire il loro corso? Non si tratta ovviamente di metterlo alla porta, ma di incoraggiarlo a proiettarsi più decisamente nel suo futuro. Vivendo per conto proprio le sue potenzialità potranno esprimersi in modo più completo.

L’invito che tuo marito gli fa di trovarsi una casa, investendo i suoi guadagni in un mutuo, o anche cercando una soluzione in affitto, meno vincolante per le decisioni che dovrà prendere più avanti, è un’importante assunzione di responsabilità, che si tradurrà in una maggiore sicurezza personale e in una idea di sé più solida. Un’uscita di casa, sostenuta e incoraggiata da voi, potrà migliorare la qualità delle vostre relazioni: più paritarie, più serene. In questo momento vi viene richiesto di fare un passo indietro, lasciando a lui le scelte, evitando intromissioni, ma dandogli tutto il supporto che lui richiederà. E una volta che vivrà a casa sua, pur rispettando la sua separatezza, lo ritroverete come figlio. In fondo, la gioia più grande per un padre e una madre è vedere che un figlio diventa adulto e cammina in autonomia per la sua strada, senza avere più bisogno dei genitori. Né i genitori di lui.

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