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lunedì 22 luglio 2024
 
Relazione tossica
 

«Ha il ragazzo, ma non la vediamo serena»

29/04/2024  «Da quasi due anni, nostra figlia Giorgia di 17 sta con un ragazzo di un paio d’anni più grande. Già da alcuni mesi non la vediamo più contenta di questa relazione» Leggi la risposta di Fabrizio Fantoni

Da quasi due anni, nostra figlia Giorgia di 17 sta con un ragazzo di un paio d’anni più grande. Già da alcuni mesi non la vediamo più contenta di questa relazione. Da quel che capiamo e da quel poco che ci dice, questo ragazzo ci sembra molto centrato su di sé, poco attento alle esigenze di Giorgia, dominante su di lei nelle scelte.

È molto difficile parlarne con nostra figlia: se noi le diciamo che non la vediamo serena e che preferiremmo che riflettesse su questo rapporto, lei ci risponde che non capiamo perché comunque lui la ama, e poi tronca il discorso. Non sappiamo che cosa dire e che cosa fare.

RICCARDO E GIOVANNA

 

Risposta di Fabrizio Fantoni

– Non si può fare molto, cari genitori, se si affronta in modo troppo diretto l’argomento. Un partner narcisista può essere una vera e propria trappola per una ragazza. Da un lato, può essere affascinata dalla sua personalità forte, almeno in apparenza; dall’altro si convince di poterlo aiutare a trovare un migliore equilibrio, nel momento in cui il ragazzo esibisce le sue fragilità.

L’orgoglio di essere l’unica a saper stare con un ragazzo difficile finisce poi per ostacolare qualunque intervento che spinga la ragazza a ripensare alla qualità di questo rapporto, da qualsiasi parte venga. Meglio allora affrontare il discorso in modo più obliquo. Magari provando a dare un senso più ampio all’affermazione “mi ama”, chiedendole di declinarla in una serie di domande più precise: “Si prende cura di me?”; “riconosce ciò che per me è importante?”; “fa qualcosa per rendermi migliore, per aiutarmi a realizzare i miei progetti?”; “è interessato a quello che penso, a quello che mi piace?”, “sa chiedermi scusa?”; “quando discutiamo, è capace di riconoscere il mio contributo?”.

Domande che danno spessore a quella affermazione fatta da cinque lettere, dentro la quale si cela un mondo complesso che i ragazzi hanno bisogno di imparare a decifrare.

 
 
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