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mercoledì 19 giugno 2024
 
Giovani
 

Ha quindici anni e crede di essere "una donna adulta"

11/10/2016 

La mia seconda figlia, di 15 anni, è una ragazza positiva, molto dinamica, autonoma e impegnata. Ma con lei è difficile rapportarsi: nelle discussioni, di fronte a un divieto, tende sempre ad alzare la voce, a imporsi e ad argomentare fino allo sfinimento. In questi giorni stiamo discutendo sull’idea di trasferirci in una casa indipendente, nella stessa zona dove abitiamo adesso. Lei si è messa a urlare dicendo che non lascerà mai questo appartamento e che se ce ne andremo non ci seguirà, poi se n’è andata sbattendo la porta e non ci ha rivolto la parola per diverso tempo.

ANNA

Mi sembra, cara Anna, che tua figlia sia un po’ confusa. A 15 anni si sente già grande e lo manifesta con la sua autonomia e le sue attività, ma anche quando tratta con voi da pari a pari. Ha una sorella di 10 anni maggiore, che vive e lavora in una città lontana da voi, e forse anche lei, sebbene più piccola, si sente proiettata in quella dimensione. Vi minaccia di andare a vivere da sola, senza (ovviamente) avere i mezzi per sostentarsi. Da quanto scrivi, non mi sembra di capire che la ragazza mostri la stessa collera e arroganza fuori casa. L’atteggiamento da “donna adulta” riguarda quindi solo la relazione con voi ed è l’altra faccia della medaglia di una ragazza indipendente e operativa nelle sue scelte. Varrebbe la pena di capire se è tutta opera sua, o se voi, magari inconsapevolmente, con atteggiamenti di eccessiva lode o trattandola da grande fin da bambina, avete rafforzato questa immagine alta e sicura di sé che la ragazza manifesta. In questo momento, ciò che appare maggiormente è la fatica che fa a controllare le proprie emozioni davanti a voi. Con il vostro aiuto, ha bisogno di ricordarsi di essere una ragazzina in piena adolescenza, e non un’adulta. E di ridimensionare la sua tendenza a imporsi ai genitori, senza considerare le loro richieste. Se se ne va sbattendo le porte, è segno che non ha più nulla da opporre alle vostre affermazioni e si difende con il silenzio. Voi genitori non potete però lasciare perdere, soprattutto per quanto riguarda i suoi atteggiamenti dominanti e oppositivi. Quando è passata la tempesta, è indispensabile che si riprendano i discorsi chiedendole di spiegare le sue posizioni e soprattutto che cosa la irrita o la preoccupa di più. Probabilmente la ragazza ha bisogno anche di fare i conti con i suoi aspetti più emotivi e indifesi. Va ascoltata per capire con lei che cosa le fa perdere il controllo di sé. Va aiutata a riconoscere che nella maggior parte dei casi chi alza la voce non ha ragione, ma ha paura. E che un bell’atto di coraggio vero sarebbe riuscire a chiedere scusa ai genitori.

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