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sabato 23 ottobre 2021
 
Letterina a Francesco
 

«Ho scritto al Papa e lui mi ha risposto»

01/03/2016  Alessio, 9 anni, di catania, ha inviato a Francesco una lettera. E il Papa gli ha risposto e lo ha incontrato. Lo abbiamo intervistato in esclusiva

Il sogno del piccolo Alessio è diventato realtà. La sua lettera destinata a papa Francesco ha ricevuto l’autorevole risposta dal Santo Padre ed è stata pubblicata in un bel volume, L’amore prima del mondo, edito da Rizzoli. Un sogno coronato, insieme con la madre, dall’incontro in Vaticano con il Pontece. Alessio Gulino, nove anni, originario di Catania, è l’unico italiano che si è visto pubblicare la lettera nel volume, curato da padre Antonio Spadaro, direttore di La Civiltà Cattolica.
Alessio ha disegnato un bambino in abiti da chierichetto e ha scritto: «Caro papa Francesco, sei mai stato accanto al sacerdote come chierichetto?». Il Pontece ha risposto così: «Caro Alessio, sì che sono stato chierichetto. E tu? Quello del disegno sei tu?». Nella prosecuzione della risposta, il Papa ha sottolineato la differenza notevole tra l’attività di chierichetto ai tempi della sua infanzia e la situazione attuale: «Ma, senti, adesso è più facile. Devi sapere che quando ero bambino io la Messa si celebrava in maniera differente da come si fa adesso. Il prete intanto guardava l’altare, che era accostato al muro, e non le persone. Poi il libro con il quale diceva la Messa, il messale, era messo sull’altare nella parte destra. Ma prima della lettura del Vangelo si spostava sempre sul lato sinistro. Questo era il mio compito: portarlo da destra a sinistra e da sinistra a destra. Ma che fatica! Era pesante! Io lo prendevo con tutta la mia energia, ma non ero robusto: lo sollevavo e mi cadeva, e così il prete mi doveva aiutare. Era un’impresa!».

«MI PIACEVA SERVIRE MESSA». Un’altra difcoltà era rappresentata dalla liturgia in lingua latina. Come ricordato da papa Francesco, «la Messa non era in italiano. Il prete parlava ma io non capivo niente. E così anche i miei compagni. Allora poi per gioco imitavamo il prete storpiando un po’ le parole per fare strane frasi in spagnolo. Ci divertivamo. E ci piaceva tanto servire la Messa».
Alessio Gulino è felice di essere uno dei protagonisti del nuovo libro del Papa. A lui rivolgiamo le stesse domande che gli ha formulato il Papa: sei stato mai chierichetto? E il bambino disegnato nel libro sei tu?
«Sono chierichetto», risponde Alessio, «ma il bambino del disegno non sono io, è il Papa durante l’infanzia. Ho lavorato con la fantasia, l’ho immaginato bambino, perché non ho mai visto una sua foto dell’epoca. L’idea di scrivere al Pontefice e addirittura di disegnarlo mi è venuta durante il catechismo». Religione è la materia preferita da Alessio, insieme alla Storia e alla Geografia: «La vita di Cristo mi ha sempre incuriosito, non solo per i suoi aspetti spirituali di Figlio di Dio, ma anche come persona che si è sacrificata sulla Croce per salvare l’umanità».
Alessio è affascinato anche dalla figura di papa Francesco: «Lo considero come un amico, come uno di noi, semplice e umano. Mi piace la sua idea del Giubileo della misericordia, perché Gesù insegnava la bontà e la gentilezza ». A differenza di molti suoi coetanei, Alessio non è appassionato di calcio. Il padre Gaetano, invece, è accanito tifoso del Catania (nonostante sia lontano dai fasti della Serie A e arranchi nella Lega Pro), e simpatizzante della Juventus.
Gaetano Gulino è un fiume in piena: «Sono felice per mio figlio, sorpreso per l’evento ed entusiasta di papa Francesco, che lascerà un segno indelebile nella storia dell’umanità. Ha un carisma fuori dalla norma, ricorda a tutti il dovere dell’accoglienza nei confronti degli immigrati, soprattutto in una terra di sbarchi come la nostra Sicilia, e si dedica all’affermazione della pace nel mondo come una persona comune, come qualcuno che deve risolvere una lite tra amici o tra vicini di casa».
Gaetano racconta l’avvicinamento alla religione: «Fino ad alcuni anni fa eravamo credenti, ma non praticanti. Ora, ogni domenica non manchiamo all’appuntamento della Messa nella chiesa del Crocifisso dei Miracoli». Il merito è anche del parroco, padre Gianni Notari, amatissimo gesuita di ampie vedute e attento al sociale. Quando nel 2010 fu trasferito da Palermo (dove era un punto di riferimento per molti) a Catania, vi furono manifestazioni, non soltanto da parte dei fedeli, ma anche di centri sociali, comitati per la casa e associazioni.
Maria Gulino, madre di Alessio, si dichiara orgogliosa di suo figlio: «La pubblicazione della sua lettera, la risposta del Papa e l’incontro in Vaticano nei giorni scorsi sono tre momenti storici che cambieranno per sempre la nostra famiglia e la nostra vita. Sono felice anche dell’occasione di scambio sociale, umano e culturale tra mio figlio e i bambini di nazioni ed etnie diverse. Perché non devono più esserci muri, confini, discordie tra i popoli»
Anche Maria è entusiasta di Bergoglio: «È protagonista di un cambiamento in positivo della Chiesa. La sua semplicità e umiltà, la sua costante attenzione alla misericordia, al perdono, sono necessari in un contesto storico come quello attuale. Così come è fondamentale la sua costante ricerca del dialogo tra le religioni e con i non credenti. Tutti dovrebbero essere felici che il Papa sia Bergoglio».

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