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lunedì 02 agosto 2021
 
la nomina
 

Il Papa nomina il padre gesuita Chow Sau-yan nuovo vescovo di Hong-Kong

17/05/2021  Dopo due anni e mezzo di sede vacante, papa Francesco ha nominato il gesuita alla guida della diocesi dell’ex colonia britannica sconvolta dalle repressioni del movimento democratico anti Pechino. Il neo pastore in un’intervista di un anno fa: «Sono disposto a essere un ponte. Questa società non avrà futuro se qualcuno non sceglie di camminare nel mezzo e di fare da ponte»

Hong Kong, dopo quasi due anni e mezzo di sede vacante, ha un nuovo vescovo: si tratta del gesuita padre Stephen Chow Sau-yan, S.I., 61 anni, finora provinciale della Provincia cinese della Compagnia di Gesù, con studi in precedenza di educazione e della psicologia presso università presitigiose ed una lunga esperienza nel campo della formazione accademica e religiosa.

La nomina è stata resa nota lunedì a mezzogiorno dal bollettino della Sala Stampa vaticana.

Nato il 7 agosto 1959 proprio ad Hong Kong, padre Chow Sau-yan, dopo il periodo di studi pre-universitari, ha ottenuto il Baccalaureato e un Master’s degree in psicologia presso l’Università del Minnesota, negli Stati Uniti. A 25 anni è entrato a far parte della Compagnia di Gesù il 27 settembre 1984. Dal 1984 al 1986 ha compiuto il noviziato e ha conseguito la licenza in Filosofia in Irlanda, continuando dal 1988 al 1993 gli studi teologici a Hong Kong, dove il 16 luglio 1994, ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale. Alla Loyola University di Chicago ha ottenuto un Master’s degree in Sviluppo Organizzativo (1993-1995) e alla Harvard University di Boston (2000-2006) ha conseguito il titolo di Dottore in Sviluppo Umano e Psicologia (Ed.D.). Ha pronunciato i voti finali il 17 aprile 2007.

Numerosi gli incarichi svolti in questi anni, in particolare nella sua diocesi di provenienza: dal 2007, supervisore di due collegi gesuiti a Hong Kong e al Wah Yan di Kowloon; professore assistente onorario presso l’Università di Hong Kong (2008-2015) e formatore dei Gesuiti (2009-2017). Dal 2009 è stato anche presidente della Commissione per l’Educazione della Provincia Cinese dei Gesuiti e dal 2012 insegnante part-time di psicologia presso il Seminario Diocesano Holy Spirit di Hong Kong. Dal 2012 al 2014 ha fatto parte come membro del Consiglio presbiterale della Diocesi di Hong Kong, dal 2013 al 2017 consultore provinciale e dal 2017 membro del Consiglio Diocesano di Educazione. La nomina come superiore della Provincia cinese della Compagnia di Gesù è giunta il primo gennaio 2018. Dal 2020 padre Chow Sau-yan ha svolto anche la mansione di segretario dell'Associazione dei Superiori Religiosi degli Istituti Maschili di Hong Kong.

«È una notizia molto bella», commenta padre Gianni Criveller, missionario del Pime, attento conoscitore e analista delle vicende di Hong Kong dove ha vissuto per molti anni, «la comunità cattolica attendeva con ansia questo annuncio da ben due anni e quattro mesi. E credo che la reazione dei fedeli sia positiva: Hong Kong aveva bisogno urgente di un leader giovane, in pieno possesso dell’autorità del vescovo ordinario, in grado di assumere una guida di prospettiva per una comunità che sta attraversando il momento forse più difficile della sua storia. Il vescovo eletto», continua Criveller in un commento pubblicato su Mondo e Missione, «non è una figura particolarmente nota, ma chi lo conosce lo descrive come una persona preparata, gentile, un uomo di sincera fede e attento all’educazione dei giovani. A lui vanno le nostre sincere congratulazioni. È bello che la comunità cattolica abbia un pastore, e che sia una persona che ci infonde profonda fiducia e speranza. È positivo che sia gesuita, forse così potrà avere un contatto maggiore con papa Francesco, rappresentandogli la preoccupante situazione di Hong Kong, che sembrava smarrita dai radar vaticani».

«Sono disposto a essere un ponte»

Padre Chow, continua Criveller, «era nel gruppo ristretto responsabile dell’implementazione del progetto di una università della Compagnia di Gesù nel territorio di Hong Kong. Un progetto ambizioso e importante, che avrebbe finalmente portato una Università Cattolica nella città. Purtroppo, nonostante l’impegno fattivo della Compagnia di Gesù e dell’allora padre generale Adolfo Nicolas, il governo di Hong Kong, passato nelle mani del filo-comunista C. Y. Leung, cambiò le carte in tavola, negando la concessione promessa (a Queen’s Hill, a Fanling, vicino il confine tra Hong Kong e il Continente) e destinando il terreno all’edificazione di palazzi residenziali. Fu un grave smacco per i progetti educativi della Compagnia di Gesù, per la comunità diocesana e accademica della città. Lo stesso Stephen Chow ha vissuto l’amarezza del voltafaccia dal governo. Ma questo episodio ci fa capire la grande attenzione del vescovo eletto per i temi e la libertà dell’educazione cattolica».

Per Criveller quello di Chow è il profilo di un pastore dal curriculum "eccellente" e capace di dalogare: «Lo scorso anno», ricorda,« Stephen Chow aveva dichiarato al settimanale cinese Ming Chau di aver partecipato, nel passato, alle veglie del 4 giugno (in commemorazione di Piazza Tiananmen). E, circa la situazione di Hong Kong, Chow affermò che “nessuno in questo mondo è neutrale. Ma nella mia posizione (di direttore di scuola e di religioso ndr), cerco di accogliere tutte le opinioni. E sono disposto a essere un ponte. E come un ponte cerco di sopportare la critica quando le mie osservazioni sono spiacevoli per entrambe le parti. Questa società non avrà futuro se qualcuno non sceglie di camminare nel mezzo e di fare da ponte. Certamente», è l’analisi, «la scelta di Stephen Chow è legata al fatto che non è visto né come uno strenuo sostenitore del movimento democratico (quale era il candidato Joseph Ha, attuale vescovo ausiliare) né percepito come amico della Cina (quale era ritenuto, credo a torto, l’altro vicario generale, padre Peter Choy)».

L'augurio di «ogni benedizione per questo nuovo ministero» è giunto dal Preposito generale della Compagnia di Gesù, padre Arturo Sosa: «Sono felice che padre Stephen possa continuare a servire», ha detto, ricordando che: «Noi gesuiti siamo fieri dei nostri rapporti con il popolo cinese, che risalgono al grande missionario Matteo Ricci che aveva grande rispetto per la cultura cinese».

La guida della diocesi della ex colonia britannica, sconvolta da forti scontri tra il governo e i cittadini, che hanno registrato violenze e arresti tra i quali molti fedeli cattolici o che avevano studiato nelle scuole cattoliche, era rimasta vacante dalla morte del vescovo Michael Yeung Ming-cheung, avvenuta il 3 gennaio 2019. Il presule era succeduto ad agosto del 2017 al cardinale John Tong Hon, che ha presentato le dimissioni a 77 anni di età, e, alla morte del suo successore, era stato nominato amministratore apostolico della diocesi. Prima ancora, dal 2002 al 2009, aveva guidato la diocesi il cardinale salesiano Joseph Zen Ze-kiun.

L'ordinazione episcopale il 4 dicembre prossimo

  

Sono 404mila i cattolici residenti a Hong Kong – su una popolazione di 7,5 milioni di abitanti – secondo dati della diocesi aggiornati al 31 agosto 2019. A loro vanno aggiunti però altri 217mila cattolici, che sono lavoratori stranieri in città, in larga parte filippini. Le parrocchie sono 52, i sacerdoti diocesani 68 (65 di loro cinesi), i religiosi 211 (63 i cinesi) di 19 congregazioni diverse. Le suore sono 427 (293 cinesi) appartenenti a 26 congregazioni.

La diocesi di Hong Kong organizza il calendario del nuovo vescovo. In particolare per motivi legati alla sua successione come guida della provincia cinese dei gesuiti, Stephen Chow Sau-yan riceverà l’ordinazione episcopale il 4 dicembre, alla vigilia della seconda domenica di Avvento e in prossimità della Solennità dell’Immacolata Concezione, festa patronale della Cattedrale e della diocesi di Hong Kong, (che non è un giorno festivo nell’ex colonia britannica).

 
 
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