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martedì 28 giugno 2022
 
educazione ambientale
 

Con i Green Village di Horticultura d'estate i bambini diventano piccoli agricoltori

16/06/2022  Il progetto degli orti didattici museali all'interno di aree occupate da beni culturali in Campania va avanti dopo la fine della scuola, con i campi estivi. Gli alunni delle classi che hanno curato gli orti durante l'anno scolastico possono continuare a frequentarli durante le vacanze, dedicandosi alla cura delle piante e a laboratori di scienze

Dalla scuola al campo estivo. Il progetto che crea una naturale continuità didattica è quello che vuol bene alla Madre Terra e anche ai contadini, un lavoro oramai "in via d’estinzione". Si chiama Horticultura ed è promosso da Terra Felix e Legambiente Geofilos che insieme ad altri partner hanno accolto un’opportunità offerta dall'impresa sociale “Con i Bambini” nell'ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Gli orti sono stati realizzati all’interno di aree occupate da beni culturali: la Reggia di Caserta, il Parco archeologico di Pompei, il Museo archeologico dell’agro-atellano, il Museo dell’Antica Capua e l’Anfiteatro Campano. Ogni orto didattico museale è curato da una classe di una scuola elementare della città in cui ricade il museo (IC Calcara di Marcianise, IC Mazzocchi di Capua Vetere, la Direzione didattica di Orta di Atella e il Circolo didattico di Pompei) che fa gruppo con bambini segnalati dai servizi sociali.

 «I Green Village di Horticultura partono subito dopo la chiusura delle scuole. È il nostro modo di stare vicino ai genitori in modo concreto ed immediato senza costringerli, come avviene ogni anno a valutare ed organizzare un alternativa alla scuola prima che arrivino le ferie dal lavoro», spiega Paola Pascale, responsabile del progetto, «i bambini potranno continuare a frequentare gli orti didattici museali che hanno curato durante l’anno scolastico e aiutati dal bel tempo questi luoghi si potranno vivere nella loro completezza scoprendone nuovi angoli grazie alle attività istruttive che non sono soltanto la cura della terra ma tutto ciò che è collaterale, infatti se il terreno deve riposare si effettuano laboratori di scienze per spiegare ai bambini per esempio la fotosintesi clorofilliana o il compostaggio».

Dalla semina al raccolto tutti i bambini si sono sporcati le mani con la terra diventando consapevoli di essere responsabili della natura che li circonda e di ciò che i genitori mettono in tavola. Tutto parte dal lavoro dei contadini di un casale nell’hinterland casertano da cui i responsabili del progetto hanno tratto ispirazione. «Quelle che erano uscite didattiche in fattorie sono diventate una materia da studiare a scuola», spiega Ivan Esposito, «vedevamo i contadini zappare la terra, persone anziane che custodivano i segreti per permettere al cibo che i bambini magari vedono direttamente nei supermercati o nei negozi di crescere spontaneamente dalla terra e così abbiamo pensato di attingere direttamente da loro».

I bambini sono diventati piccoli imprenditori agricoli: non solo la semina ed il raccolto finale ma manutenzione, pulizia e controllo delle piantine che seguono le stagioni. Ma Horticultura non è soltanto un progetto che fa bene all’ambiente e all’educazione alimentare dei bambini, è un progetto che dà il buon esempio e si porta avanti con le direttive nel campo dell’automotive: i bambini, infatti, per poter interagire tra loro si spostano da un sito all’altro a bordo di un pulmino elettrico. Un piccolo "ortobus" che rispetta i prodotti che i piccoli hanno coltivato con pazienza e sacrificio.

 
 
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