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martedì 30 novembre 2021
 
Da mezzo secolo è attivo in Italia
 

I 50 anni di SOS Villaggi dei bambini

21/10/2013  L'organizzazione internazionale impegnata nell'aiuto all'infanzia in difficoltà è presente da mezzo secolo in Italia: oltre ai sette Villaggi aperti, molte altre sono le strutture e i servizi attivi nel nostro Paese a sostegno di minori e famiglie.

Taglio della torta alla festa dei 50 anni
Taglio della torta alla festa dei 50 anni

SOS Villaggi dei Bambini, l’organizzazione internazionale apolitica e aconfessionale impegnata nell’accoglienza di bambini privi di cure familiari e nella prevenzione all’abbandono,  compie 50 anni di attività in Italia. L’anniversario  è stato celebrato nei giorni scorsi con una grande festa a Milano a cui hanno partecipato amici, sostenitori e testimonial dell’associazione.   

Nel nostro Paese Sos Villaggi del Bambini è nata nel 1963,  creando  il primo programma di accoglienza con il Villaggio SOS di Trento. A questo sono poi seguiti altri sei “Villaggi”: quelli di  Ostuni (Brindisi) nel 1969, Vicenza nel 1981, Morosolo (Varese) nel 1986 e  Roma nel 1987, Saronno (Varese) nel 1992 e Mantova nel 1995.  

In mezzo secolo di attività a favore dell’infanzia e delle famiglie vulnerabili, l’associazione, dal primo programma di accoglienza dedicato a 60  minori privi di cure, è arrivata a seguire 81 programmi e servizi a sostegno di 475 bambini e ragazzi e delle loro famiglie.  Ai sette  Villaggi SOS, nel tempo, sono stati affiancate altre strutture e servizi  per il sostegno dell’infanzia in difficoltà. Tra questi: tre asili nido,  quattro centri diurni,  cinque case del giovane dedicate agli adolescenti provenienti dal Villaggio SOS con l’obiettivo di accompagnarli all’autonomia,  gli “appartamenti autonomia”, pensati per ragazzi maggiorenni che non hanno ancora raggiunto l’indipendenza,  le “Case Mamma con bambino”, i servizi di rafforzamento familiare in ogni Villaggio SOS e un Centro Estivo Internazionale SOS a Caldonazzo (Trento).  

 “Il 2013 per noi segna un traguardo molto importante. In questi 50 anni, infatti, abbiamo raggiunto tanti obiettivi. Siamo entrati a far parte dell’Osservatorio Nazionale per l’infanzia e l’adolescenza. Abbiamo risposto alle mutevoli esigenze del territorio, creando nuovi servizi a sostegno dell’infanzia e delle famiglie in stato di necessità, come le Case papà o mamma con bambino e il programma di rafforzamento familiare avviato a Torino” afferma Franco Muzio, Direttore di SOS Villaggi dei Bambini. “Senza alcun dubbio, il successo più grande è quando riusciamo in un solo anno a far sì che oltre 50 bambini accolti nei nostri Villaggi SOS rientrino nella loro famiglia, perché siamo stati in grado di ricostruire insieme ai genitori e ai servizi sociali le condizioni ottimali per il ricongiungimento, e che 15 riescano a trovare una famiglia affidataria”.

  L’organizzazione è stata fondata nel 1949 in Austria dal medico Hermann Gmeiner, che nel dopoguerra pensò di riunire in nuovi nuclei familiari vedove e orfani. Questa concezione ebbe un impatto rivoluzionario. Gmeiner creò delle case con un numero massimo di dieci bambini affidati a una donna. L’adozione a distanza e la donazione sono le forme di sostegno all’intervento dell’associazione. “Oggi siamo la più grande organizzazione a livello mondiale, impegnata nell’aiuto a bambini privi di cure familiari o a rischio di perderle e interveniamo in 133 Paesi nel mondo, dove ospitiamo nelle nostre strutture oltre 80 mila bambini. In Italia abbiamo visto cambiare notevolmente le ragioni che spingono i servizi sociali ad affidarci bambini e ragazzi. Oggi, infatti, solo l’1% dei bambini accolti nei Villaggi SOS sono orfani di entrambi i genitori e l’1,6% è figlio di genitori ignoti. Il principale motivo di collocamento è legato all’inadeguatezza genitoriale: incapacità educativa dei genitori, maltrattamento, trascuratezza, conflittualità intrafamiliare. Motivazioni spesso correlate tra loro” afferma Samantha Tedesco, Responsabile Area Programmi e Sviluppo di SOS Villaggi dei Bambini.

In Italia oggi ci sono 30 mila minori fuori casa e la povertà  mina la coesione familiare di molti altri nuclei familiari. Per questo i programmi di SOS Villaggi dei Bambini punteranno soprattutto al rafforzamento familiare, con l’obiettivo di rilevare e risolvere le problematiche in seno alla famiglia e di prevenire così l’allontanamento dei bambini dai loro genitori.

 
 
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