Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
sabato 20 aprile 2024
 
 

Fukushima, aiutiamoli a vivere

18/11/2012  I dati della fondazione Aiutiamoli a vivere sull’accoglienza estiva mostrano la solidarietà delle famiglie italiane: circa 2 mila minori provenienti da Paesi contaminati dal nucleare.

Fukushima come Chernobyl, anche nella solidarietà delle famiglie italiane. C’erano 36 bimbi con gli occhi a mandorla quest’estate, a respirare aria pulita e mangiare cibi sani per disintossicarsi dai contaminanti radioattivi. Sono i ragazzi giapponesi venuti in Italia per iniziativa della Fondazione Aiutiamoli a vivere, che ha diffuso i dati dell’accoglienza estiva 2012: poco meno di duemila minori, di cui oltre il 90% provenienti dalla Bielorussia e dall’Ucraina, e poche centinaia da altre zone (Balcani e Africa). Tra queste, i piccoli del Sol Levante: soltanto 36 per limiti stabiliti dal governo di Tokyo, ma le famiglie disponibili a ospitarli erano molte di più.


Anche questi ragazzi, sia pure in misura minore da chi era bambino nell’inferno di Chernobyl, portano nel corpo – oltre che nell’anima – i segni  del disastro nucleare del 24 maggio 2011. Sono 25 mila infatti i minori che hanno dovuto abbandonare la propria casa e il proprio mondo di relazioni per adattarsi a una nuova città, a uno spazio domestico non familiare, vivendo disagi che per molti di loro si sommavano alla perdita di persone care. Nella regione di Fukushima le infrastrutture hanno bisogno di interventi a lungo termine e oltre 300 mila persone vivono ancora nei rifugi temporanei o dipendono dai sussidi governativi per potersi permettere una casa. Oltre 7 mila scuole e asili nido sono stati distrutti dallo tsunami, comportando un terribile vuoto nella formazione dei bambini.

I 36 piccoli giapponesi sono stati ospitati da altrettante famiglie a Roma, Terni e Bari. “Nonostante siano rimasti in Italia solo nel periodo delle vacanze scolastiche, da fine luglio a fine agosto, i contaminanti radioattivi presenti nel loro organismo si sono  notevolmente ridotti”  dice Fabrizio Pacifici, presidente nazionale della Fondazione Aiutiamoli a vivere. “Le analisi mediche lo hanno confermato. Sono bambini meravigliosi, come tutti i bambini del mondo, al di là delle differenze culturali. Speriamo di poterne accogliere di più l'anno prossimo, abbiamo tante famiglie che lo desiderano”.

Per i ragazzi bielorussi e ucraini, invece, l’accoglienza è una tradizione ormai decennale per la Fondazione, che ne accoglie 3000 ogni anno da queste zone, di cui 2000 durante le vacanze e 1000 nel periodo  scolastico. La continuità didattica è assicurata in aule messe a disposizione dalle nostre scuole, con insegnanti locali mandati dai rispettivi governi.

Per loro, l’accoglienza si unisce al sostegno economico nei Paesi d’origine. L’Ucraina e la Bielorussia sono infatti ben lontani dal livello di ricchezza del Giappone, la povertà è diffusa e le misure di contrasto ai danni da radioattività sono limitate dalle scarse risorse dei governi locali. Aiutiamoli a Vivere si accolla tutte le spese di viaggio e soggiorno dei bambini, circa 1 milione e mezzo di euro l’anno. I 200 comitati locali si  finanziano  con la raccolta fondi e con il contributo delle stesse famiglie ospitanti, senza nessun aiuto istituzionale.

Altri 3 milioni sono destinati a progetti sanitari in Ucraina e Bielorussia. La contaminazione in quelle terre ha ancora effetti devastanti dopo 36 anni e continuerà a farlo per decenni, forse secoli.Facciamo un solo esempio, tra i tanti. Il cesio 137,uno degli elementi radioattivi più pericolosi, viene assunto in piccole dosi attraverso l’alimentazione, perché i cibi, a tutt’oggi, sono ancora contaminati. Attacca lentamente, ma progressivamente gli organi vitali ed è responsabile di una particolare forma di cardiopatia che si è  manifestata molti anni dopo l’incidente nucleare, la "cardiomiopatia da cesio", scoperta dall’anatomopatologo Yuri Bandazhevskij, arrestato e condannato per corruzione poco dopo le sue denunce.

L'ACCOGLIENZA DI MINORI STRANIERI: I NUMERI
17.823    minori accolti temporaneamente in Italia
Paesi di provenienza:
92,8%   Russia ed Europa dell'Est
5%        Balcani
1,9%     Africa
0,1%     Altri (Giappone e Brasile)
Fonti: Governo italiano (dati 2011)

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo