(L'immagine di copertina è stata stratta dal sito Internet www.lalocomotivadimomo.com)
Se i bambini fanno troppo rumore, l’asilo deve traslocare. Sembra assurdo ma è così. Almeno secondo i condomini di Via Anfossi 36 a Milano che hanno vinto in primo grado una causa fatta nei confronti dell’asilo, nido e materna privato e convenzionato, La locomotiva di Momo, ospitata al piano terra dello stabile. Motivo? Il vociare dei bambini che disturba.
Cinzia D’Alessandro, che con la sorella Giuliana ha dato vita all’asilo e ne è la responsabile educativa, è senza parole. «Un nido e materna per altro» ci dice, «accreditato, monitorato più volte dal comune ed elogiato per i livelli elevati di qualità. Siamo qui da vent’anni e siamo ormai un punto di riferimento per il quartiere. Siamo stati tra i primi a fare la convenzione con il comune e scommettere su una relazione tra pubblico e privato. Abbiamo un regolare contratto d’affitto per prendere in locazione i 600 mq di questa struttura. Quando stavamo per ultimare i lavori di ristrutturazione c’è stata una delibera condominiale votata dal 70% dei condomini che non vuole il nido. Da lì è nata la causa tra la proprietaria dell’immobile e il condominio stesso che avrebbe voluto impedirne l’affitto; in primo grado la sentenza ha dato ragione al condominio».
Cinzia che si sente vittima due volte, anzi tre: «Come cittadina che legge un regolamento di condominio senza poterlo capire giacché non c’è divieto esplicito di affittare a nidi. Due, vittima di una lite tra condomini e, tre, di un’intolleranza fortissima. A Milano il 90% dei nidi privati è nei condomini perché non esistono spazi idonei. Perché non dovrebbe essere così? A maggior ragione visto che è un’opportunità per chi vive, per collegare per esempio la vita degli anziani a quella dei bambini. Una forma inclusiva di convivenza, un luogo meraviglioso e unico. Ci dicono di trasferirci. Ma dove? Il problema è che dà fastidio che i bambini siano energia allo stato puro. Probabilmente sognano l’invisibilità delle persone. Siamo stati addirittura denunciati per inquinamento acustico, eppure l’Arpa è uscita e ha certificato che non diamo fastidio a nessuno».
Daniela Cipriani, mamma di Gaia di 6 anni e Alice di 4, conferma. «Entriamo tutti silenziosamente e usciamo coi bambini in braccio. È brutto e offensivo sentirsi trattati così. Sentiamo rabbia e dolore per questa situazione di ingiustizia: La locomotiva di Momo è un’eccellenza e andrebbe aiutata». Lei che quando è arrivata da Roma con il marito e le figlie si è sentita accolta come se fosse a casa. «È stato il nostro punto di forza e di partenza per entrare a Milano e ritrovare una socialità. È stato come essere a casa. Scolasticamente, poi, è un’esperienza a 360 gradi, dove spazi dai linguaggi artistici alle esperienze pratiche come la gita nelle fattorie. Ai bambini viene chiesto il loro pensiero e così imparano a esprimerlo. Sono tutte persone molto professionali e di cuore, qui trovi elasticità e affetto, un clima familiare dato da persone estremamente professionali. Per questo ci auguriamo che prevalga il buonsenso. Noi ci battiamo per formare cittadini civili ed evoluti, sarebbe un peccato dare il cattivo esempio».