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martedì 09 agosto 2022
 
scuola
 

Bambini Down, le difficoltà dell'accoglienza

10/09/2016  La mamma di un ragazzino affetto dalla sindrome di Down ci scrive per raccontare l'esperienza negativa vissuta con suo figlio in una scuola paritaria di Roma.

Ho letto qualche settimana fa una lettera di una madre di una bimba Down iscritta in una scuola paritaria accolta e seguita con amore ed entusiasmo. Io non ho avuto la stessa esperienza positiva all’ingresso di mio ’figlio in una scuola paritaria di Roma. Lo abbiamo adottato lo scorso anno e pensavamo che la scuola paritaria fosse per lui un luogo protetto e accogliente, dove avrebbe potuto sviluppare le proprie competenze. Pur avendo presentato la valutazione neuropsichiatrica che evidenziava una forma di iperattività e una grave dislessia, dopo alcuni giorni il preside ci ha convocato dicendo che avremmo dovuto cambiar scuola perché le dif’ficoltà di apprendimento erano notevoli e non era possibile assumere un insegnante di sostegno. Con grande delusione lo abbiamo così iscritto a una scuola statale dove è stato accolto e ha compiuto vari progressi nonostante i suoi limiti.

ANNAMARIA

Cara Annamaria, mi fa piacere accogliere questa tua lettera sulle pagine del nostro giornale che, se non vado errata, segue a una tua missiva dell’estate scorsa quando mi raccontavi della gioia per l’arrivo nella vostra famiglia di un figlio e di tutte le difficoltà incontrate, per mancanza di posti, nell’iscriverlo in una scuola statale capace di capire e accogliere un bambino adottato e con comprensibili difficoltà. E capisco quindi la tua amarezza di oggi per non aver trovato nella scuola paritaria, dove avevate alla fine deciso di iscriverlo, quell’accoglienza che ti aspettavi dover essere automatica in un ambiente a tuo avviso, e anche mio, più protetto al suo interno e con maggiori possibilità per le famiglie di condividere il percorso scolastico dei figli. Ma la verità è che di fronte a gravi situazioni anche la scuola paritaria può poco, anzi non sempre riesce, come nel vostro caso, a garantire un insegnante di sostegno e questo per i costi aggiuntivi che esso prevede. L’errore della scuola sta proprio qui, nel non aver valutato con attenzione tutta la documentazione che voi avete prodotto e quindi non facendovi fin da subito presente l’impossibilità di garantire quel sostegno. Forse l’erronea valutazione delle diagnosi e il desiderio di venir incontro alla vostra difficoltà hanno indotto a pensare che la situazione avrebbe potuto essere gestita dalle sole insegnanti. Quindi più che di una mancata accoglienza vedo una incapacità di giudizio rispetto alla problematicità della situazione commisurata alle proprie risorse. Per fortuna, e direi anche finalmente, la scuola pubblica è riuscita a darvi quel posto che fin dall’inizio vi spettava, dove spero che abbiate trovato insegnanti curricolari e di sostegno capaci di comprendere il difficile cammino che state percorrendo. Vi auguro un anno scolastico più sereno del passato.

 
 
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