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sabato 02 luglio 2022
 
LA FESTA
 

I Carabinieri celebrano la Virgo fidelis, monsignor Marcianò: «Maria vi guidi nel rapporto con la gente»

22/11/2021  «​Stare tra la gente, impostare relazioni autentiche con le persone, per comprenderne con concretezza i veri bisogni, le necessità; vivere in un contesto per sperimentare in prima persona i problemi che si è chiamati a risolvere ma anche per cogliere le bellezze dei luoghi, le caratteristiche delle culture, la varietà del patrimonio artistico. È questo spirito che conferisce un valore aggiunto al vostro servizio»

I Carabinieri celebrano la loro patrona, la Virgo fidelis. Lunedì 22 novembre, nella chiesa di San Roberto Bellarmino, a Roma, l'Ordinario militare, monsignor Santo Marcianò, presenti i vertici dell’Arma, ha celebrato una solenne eucaristia. «Con gioia e gratitudine, salutiamo i carissimi Carabinieri che sono a servizio del nostro popolo, della nostra patria, delle nostre famiglie e che guardano alla Madonna, per imparare da Lei la fedeltà alla missione loro affidata», ha affermato tra l'altro nell'omelia. «Nel Vangelo, Maria è presentata tra la gente, è una del popolo, sente il senso di appartenenza che in nulla cancella la sua chiamata a diventare Madre del Messia. È del popolo, Maria, e tra il popolo è stata scelta, per un servizio al popolo, potremmo dire. Anche i Carabinieri hanno un rapporto particolare con il popolo, con i cittadini, con la gente. Lo ha riconosciuto papa Francesco quando ha definito la celebrazione del vostro bicentenario come un "ripercorrere due secoli della storia d’Italia, tanto è forte il legame dell’Arma dei Carabinieri con il Paese». Un legame, in realtà, facilitato da quella «presenza capillare che vi chiama a partecipare alla vita della comunità nella quale siete inseriti, cercando di essere vicini ai problemi della gente, specialmente alle persone più deboli e in difficoltà"»

«È una peculiarità della quale essere fieri e dalla quale tutti dobbiamo imparare», ha proseguito monsignor Marcianò. «​Stare tra la gente, impostare relazioni autentiche con le persone, per comprenderne con concretezza i veri bisogni, le necessità; vivere in un contesto per sperimentare in prima persona i problemi che si è chiamati a risolvere ma anche per cogliere le bellezze dei luoghi, le caratteristiche delle culture, la varietà del patrimonio artistico. È questo spirito che conferisce un valore aggiunto al vostro servizio: dal compito di vegliare sui paesini o sulle città, allo studio scientifico nell’ambito della sicurezza e della conservazione artistica; dalla protezione e cura di tanti stranieri, in Italia o nelle Missioni internazionali per la pace, alla gestione di emergenze e calamità naturali. E come non ricordare quanto avete fatto nei momenti più duri della pandemia, non solo con la gestione dei grandi problemi ma anche con la vicinanza semplice e con l’aiuto pratico alle persone più sole e in difficoltà, a tanti anziani che hanno trovato nella vostra prossimità supporto, sollievo, consolazione».

«In questa, come in tante altre situazioni difficili, siete stati e siete il volto bello, generoso, disinteressato, fraterno del nostro Paese e – aggiungo, da vescovo – della nostra Chiesa, dentro la quale camminate assieme alle vostre famiglie, accompagnati dal ministero prezioso dei vostri cappellani militari», ha sottolineato inoltre l'ordinario. «Dunque un lavoro, il vostro, che si svolge tra la gente e per la gente, nella quale non vedete una folla, ma persone da servire. E la gente lo sa e conta su di voi. «Ecco mia madre e i miei fratelli». Come Maria, che è Madre, voi infatti vedete nella folla ciò che vede Gesù: «Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre», Egli dice. E non si tratta tanto di eseguire quanto piuttosto di «compiere»; di aiutare Dio, per così dire, a realizzare il Suo volere, per far sì che il mondo proceda secondo la Volontà d’Amore e di pace che sgorga dal Cuore di Dio Amore; ed essere, cosi, «madre» anche noi. Cari carabinieri, è una sorta di maternità il vostro servizio di protezione della vita, di ogni vita umana, assieme al servizio al bene comune, alla giustizia, alla pace. È una maternità che vi pone vicino alle tante croci degli uomini, così come Maria è stata fedele alla Sua maternità fin sotto la Croce del Figlio. Quante madri raccolgono, nel dolore, il figlio malato, drogato, perduto, morto, talora il figlio che esse stesse abbandonano, nella speranza di donargli un futuro; penso alle scene indimenticabili di madri che gettano i figli oltre il filo spinato dell’aeroporto di Kabul o del bimbo siriano di un anno, morto di freddo in braccio alla madre, al confine tra Polonia e Bielorussia… Non sono storie lontane per voi carabinieri, non sono scene che vi lasciano indifferenti, come spesso purtroppo accade, ma hanno come risposta, silenziosa e fattiva, il vostro servizio, consumato in una dedizione esemplare, pronta, talvolta eroica, come quella dei cari caduti, che vogliamo ricordare assieme alle loro famiglie e assieme ai tanti uomini e donne dell’Arma feriti, talora in modo grave e invalidante».

«Cari carabinieri, grazie perché, come Maria, siete del popolo e per il popolo», ha infine concluso monsignor Santo Marcianò. «Grazie perché siete capaci di vedere, nel popolo, non una folla anonima ma una famiglia di figli, sorelle e fratelli per i quali, come Gesù, vivere e dare la vita. È questa la fedeltà che la Virgo Fidelis vi insegna e dona, indicandovi la strada da seguire. Così, ripercorrendo le vicende dell’Arma, non ritroviamo solo la storia del nostro Paese ma anche la storia straordinaria di un servizio competente e solidale, di una carità generosa e fraterna, di una santità autentica: come fu per Salvo D’Acquisto e com’è, ancora oggi, per tanti nostri carabinieri che, nel silenzioso servizio quotidiano, sanno essere, per tutti, fratello, sorella, madre».

 

 
 
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