logo san paolo
mercoledì 01 dicembre 2021
 
 

I consigli di una "prof"

25/07/2013 

Si sa, lo dicono tutti: oggi i ragazzi non leggono più! Tra televisione, computer, I-pod, I-pad e via di seguito, il classico buon vecchio libro che un tempo aiutava quanto meno a sconfiggere parte della noia delle lunghe vacanze estive è passato di moda. Gli insegnanti però non demordono, ed ecco che ogni vacanza scolastica porta con sé la sua lista di libri da leggere, con infinite variazioni e sfumature. C’è chi in terza elementare assegna Il barone rampante, chi alle superiori consiglia Agatha Christie o i gialli Mondadori, chi fa leggere i Promessi Sposi o I Miserabili in riduzione scolastica o in integrale, chi non va oltre l’800 e chi invece “solo contemporanei”. E poi chi dà una lista al cui interno scegliere a piacere, come ha consigliato di recente anche il Ministro Carrozza, e chi invece obbliga a dei titoli specifici; chi chiede il riassunto dei testi, chi un tema relativo e chi solo una scheda di lettura.

Difficile in realtà, e privo di senso stabilire un criterio unico e universale. Alcune regole però andrebbero osservate, e la prima è leggere sempre preventivamente (o rileggere, in molti casi) il libro che si vuole assegnare, che si tratti di Gian Burrasca o della Ginzburg, di Benni o di Ammanniti (per citare due contemporanei molto “assegnati”); non basta il generico ricordo di una lettura risultata gradevole alcuni (o magari parecchi!) anni prima per decidere che quel testo è adatto alla nostra classe. Se intendiamo obbligare i ragazzi a leggerlo dobbiamo essere certi che situazioni, linguaggio, ambientazione siano alla portata della comprensione di tutti, e non si prestino ad urtare la sensibilità di qualcuno (questo non vuol dire che dobbiamo rinunciare a proporre alcune letture, ma che esse andranno affrontate in classe, con le possibilità di contestualizzazione, mediazione e spiegazione che ovviamente non possiamo offrire in vacanza).

Diversi sono i casi di romanzi spesso equivocati, ritenuti “da ragazzi” magari semplicemente perché il protagonista è un ragazzo (ad esempio Il bambino col pigiama a righe, terribile storia carica di simboli da decodificare), o al contrario “snobbati” come Heidi, gradevolissimo romanzo per l’infanzia che sconta il rimando immediato all’altrettanto gradevole ma molto infantile serie di cartoni animati televisivi degli anni ‘80.

Un altro elemento su cui fare chiarezza è l’obiettivo che ci si pone: far conoscere una (o più) specifica opera, oppure semplicemente stimolare alla lettura? E’ bene che questo sia chiaro ai ragazzi, soprattutto a quelli più grandi, ma anche ai piccoli: esporre le proprie motivazioni di insegnante è una mossa generalmente vincente. Se diremo con sincerità: «Ragazzi, questo libro mi è piaciuto tantissimo, leggetelo che così poi ne parliamo insieme!» oppure «Quest’estate vorrei che leggeste questo libro, perché a settembre affronteremo il periodo storico in cui è ambientato – oppure –studieremo il suo autore ed altre sue opere» - può dare un senso alla lettura che la pura e semplice assegnazione dei titoli non porterebbe automaticamente con sé se non per pochi.

Quanto al riassunto del libro, è noto che in rete si trovi di tutto e di più, ed anche i più ligi faticano a scampare alla trappola del lavoro già eseguito. Meglio dunque la scheda, fatta a mano, che li obbligherà alla peggio a copiare, e così almeno in parte a memorizzare, titolo, autore, ambientazione spazio-temporale e protagonisti.

Per finire, qualche idea per ragazzi della suola media che non avessero ricevuto indicazioni: F. Gatti, Viki che voleva andare a scuola (Fabbri), S. Dowd, Il mistero del London Eye (Uovonero); F. Silei, Bernardo e l’angelo nero (Salani), mentre per ragazzi del biennio delle superiori un libricino piccolo e denso: Io come te (EL) di P. Capriolo.

I vostri commenti
2

Stai visualizzando  dei 2 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo