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martedì 25 gennaio 2022
 
 

Infanzia, diritti dei minori a rischio

18/04/2012  Povertà e abbandono scolastico i problemi gravi che colpiscono i più piccoli. La prima relazione di Vincenzo Spadafora, Garante per l'infanzia. Che denuncia l'arretramento dei diritti.

I diritti dell'infanzia non sono diritti “minori” e l'Authority che li deve tutelare in Italia non è un'Autorità “minore”. E' questo un passaggio chiave della Relazione di Vincenzo Spadafora, Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza, letta questa mattina nella Sala della Lupa della Camera dei Deputati, alla presenza del presidente della Camera Gianfranco Fini. Spadafora ha assunto l'incarico solo cinque mesi. Più che una relazione sulle cose fatte, la sua è necessariamente una condivisione di “proposte concrete che l'Authority intende portare avanti”.

Ma non mancano gli spunti polemici. In Italia i bambini e gli adolescenti sono 10 milioni e 837 mila (il 17 per cento della popolazione italiana). Fra loro i minori di origine straniera regolarmente registrati all'anagrafe sono 1 milione e 38 mila. Secondo Spadafora, “non è difficile cogliere nel nostro Paese la tendenza verso un pericoloso arretramento di quei diritti che sono stati faticosamente riconosciuti alle persone di minore età nell'ultimo ventennio del secolo scorso”.

Il Garante denuncia “un quadro normativo lacunoso e incoerente, la mancanza di un sistema organico di protezione dei minori, le gravi sperequazioni da regione a regione, il piano di azione nazionale per l'infanzia e l'adolescenza privo di finanziamenti adeguati, l'insufficiente sostegno alla genitorialità, la mancanza di un sistema di formazione e aggiornamento obbligatorio per tutti gli operatori che lavorano con i bambini e gli adolescenti, le perduranti discriminazioni normative o di trattamento, la mancanza di una normativa generale sul diritto all'ascolto e alla partecipazione”.

Tra i problemi più gravi che colpiscono l'infanzia italiana Spadafora ricorda la povertà (secondo l'Istat sono 1 milione e 876 mila i minori che vivono in famiglie povere) e l'abbandono scolastico. Il Garante ha lanciato un appello al Parlamento perché intervenga in alcuni ambiti: la giustizia minorile, la tutela dei minori stranieri (“una legge attui pienamente il principio di non discriminazione nei confronti dei minori che nascono in Italia da genitori stranieri”), l'abuso sessuale dei minorenni, la tutela dei minori da parte dei media.

Spadafora invoca una grande “alleanza culturale” per meglio tutelare i diritti dell'infanzia, ma nello stesso tempo chiede al Governo “che ci metta in condizione di operare bene”. Deve ancora essere approvato il regolamento organizzativo dell'Authority e Spadafora sottolinea che “senza il regolamento esistiamo ma non viviamo”. Inoltre l'Authority è ancora in attesa di una sede autonoma.

Per ora al Garante e ai suoi collaboratori sono state assegnate alcune stanze all'interno del Ministero del Turismo. “La sede dell'Autorità Garante per l'Infanzia e l'adolescenza”, dice Spadafora, “non può essere percepita come come un costo ma, ancora una volta, dovrebbe rappresentare un investimento per il Governo e comunque un segno di attenzione che il Governo rivolge a questi temi”. 

L'Autorità Garante per l'infanzia e l'adolescenza è stata istituita con la legge 112 del 12 luglio 2011. Il Garante resta in carica quattro anni e il suo mandato è rinnovabile una sola volta. Vincenzo Spadafora, nato ad Afragola 37 anni fa, è stato nominato Garante dopo aver ricoperto, dal 2008 al 2011, la carica di presidente di Unicef Italia. Ha diverse competenze e in primo luogo quella di promuovere l'attuazione della Convenzione di New York e degli altri strumenti internazionali che promuovono e tutelano i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.

Il Garante può esprimere pareri al Governo sui disegni di legge e sulle leggi che riguardano l'infanzia, promuove studi e ricerche, collabora con gli organismi internazionali che si occupano di minori, tiene i contatti con le associazioni impegnate per l'infanzia, segnala alle autorità giudiziarie i minori in stato di abbandono, verifica che alle persone di minore età siano garantite pari opportunità nell'accesso alle cure.

Inoltre, ha il potere di accedere a dati e informazioni delle pubbliche amministrazioni e può compiere visite e ispezioni presso le strutture pubbliche o private che accolgono i minori. L'articolo 6 della legge stabilisce che “chiunque può rivolgersi all'Autorità garante, anche attraverso numeri telefonici di pubblica utilità gratuiti, per la segnalazione di violazioni ovvero di situazioni a rischio di violazione dei diritti delle persone di minore età”.

In Italia alcune Regioni hanno creato la figura del Garante regionale dell'infanzia e dell'adolescenza. I Garanti regionali sono presenti in Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Toscana, Lazio, Puglia, Calabria. Ci sono Garanti anche nella Provincia autonoma di Bolzano e nella Provincia autonoma di Trento.

In allegato alla Relazione del Garante per l'infanzia e l'adolescenza è stata presentata una ricerca curata nel mese di aprile dall'istituto di ricerche Lorien Consulting. Un campione di 1.000 cittadini è stato interpellato sul tema dei diritti e della qualità dei minori in Italia. Dalla ricerca emerge che i diritti dei minori sono la quinta causa importante sentita dagli italiani (27,4 per cento), dopo il diritto al lavoro (51,2 per cento), il diritto alla salute (35,4), il diritto alla vita (33,6) e i diritti umani (28,6). La percentuale, ovviamente, aumenta fra i genitori.

In genere gli italiani sanno che in Italia esistono delle leggi a tutela dei minori, ma si tratta di una conoscenza piuttosto generica. In base alla ricerca, il maggiore impegno a favore dei minori si riscontra nelle associazioni di volontariato (47,7 per cento), nella Chiesa (31,2), nelle istituzioni scolastiche (27,0). Per gli italiani, le urgenze da risolvere nei prossimi mesi sono la pedofilia (98,2 per cento), la tutela dei minori stranieri (96,7), la povertà delle famiglie con minori (97,3), la sicurezza delle scuole (94,5), i bambini piccoli costretti a stare in carcere con le madri (84,7).

La maggioranza degli italiani (circa 1 su 3) auspica poi per le famiglie la possibilità di potersi impegnare maggiormente nell'educazione dei figli e invita i media a rappresentare un modello educativo coerente con quello della famiglia e della scuola. Un italiano su due lamenta soprattutto la presenza di troppi stimoli educativi discordanti fra loro. I genitori chiedono in particolare un maggior controllo degli operatori di rete e dei social network.

La ricerca dimostra che la nuova Authority per l'infanzia e l'adolescenza è ancora poco conosciuta, tuttavia il suo ruolo è percepito in modo positivo e ci sono molte attese per quello che potrà fare.

 
 
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