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martedì 30 novembre 2021
 
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I family caregiver: dimenticati dallo Stato

01/10/2013  Nei prossimi giorni sarà depositato un ricorso collettivo per chiedere il riconoscimento della figura del "family caregiver". Per il momento da parte dello Stato nessun provvedimento né sostegno. Addirittura, con la riforma Fornero i permessi goduti con la legge 104 non vengono conteggiati per la pensione.

La loro vita è scandita dalla cura quotidiana alle persone care malate. Disabili, malati affetti da patologie croniche e degenerative, genitori anziani e/o figli. Sono tecnicamente i "family caregiver". E alla fatica e al dolore della loro condizione di tutti i giorni si aggiunge il fatto di sentirsi abbandonati dallo Stato.

Per questo sarà depositato nei prossimi giorni nei tribunali di Milano, Palermo e Roma, un ricorso collettivo per chiedere il riconoscimento della figura del "family caregiver", le tutele e i diritti collegati. Ne dà notizia un gruppo di cittadini che vive questa particolare condizione di vita e che denuncia il disinteresse delle istituzioni.

«Una figura fondamentale ma in Italia misconosciuta - spiegano i cittadini in una nota - nonostante tutti i Paesi Europei ne riconoscano, invece, l'altissima rilevanza con leggi e provvedimenti specifici. Dopo un'attesa di quasi vent'anni, durante i quali il Parlamento italiano non è riuscito a legiferare nemmeno sul prepensionamento dei "family caregiver", nonostante in tutte le passate legislature centinaia di parlamentari avessero caldamente appoggiato il provvedimento, su iniziativa di due caregiver molto agguerrite, Chiara Bonanno e Maria Simona Bellini, si è deciso di passare ad azioni concrete».

Oltre ai ricorsi in tribunale, da ogni angolo d'Italia stanno partendo migliaia di lettere indirizzate all'Inps, con le quali i "family caregiver" chiedono che vengano riconosciuti i diritti più elementari rispetto al loro impegno di assistenza e cura, che può durare anche 24 ore su 24 per 365 giorni l'anno. «Dato che lo Stato volutamente ci ignora, pur sapendo a quale impegno siamo sottoposti e quanto rappresentiamo per il welfare italiano - afferma Bellini - i nostri diritti andremo a reclamarli nei Tribunali e siamo molto ottimisti».

Speriamo che l'ottimismo sia ben riposto, anche perché altre notizie sembrano mostrare una ben altra direzione. Come il fatto che l'Inps ha recentemente segnalato che nel conteggio degli anni per andare in pensione anticipata secondo la legge Fornero entrano solo i giorni "effettivamente lavorati" e non quelli coperti da contributi figurativi. Pertanto rivolgendosi allo sportello Inps si scopre che i giorni in cui un lavoratore è stato assente per permessi retribuiti per motivi familiari, lutto, diritto allo studio, donazione del sangue e sciopero non sono validi per il conteggio. Lo stesso vale per chi avrà usufruito dei giorni di assenza per via della legge 104/1992 (che riconosce permessi retribuiti per l’assistenza di un figlio disabile) e, addirittura, per il congedo parentale (ex maternità facoltativa).

 
 
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