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Don Antonio risponde
 

I nostri figli e quei cellulari a luci rosse

09/02/2017 

Caro direttore, dalle indagini sulle condizioni dell’infanzia e dell’adolescenza emerge che cinque ragazzi su dieci hanno ricevuto messaggi o video a sfondo sessuale con il cellulare. Abbiamo parlato del problema in una riunione di genitori ed è emerso che anche ad alcuni nostri figli sono pervenuti messaggi e foto pornografiche inviati da amici, ma anche da istruttori di palestre, allenatori sportivi ecc. In qualche caso abbiamo scoperto di scambi di messaggi con pedofili, probabilmente conosciuti nelle chat. Consapevoli del pericolo che corrono i nostri figli, tramite le nuove tecnologie, consigliamo i genitori di vigilare sull’uso di Internet e soprattutto di controllare i messaggi che ricevono sui cellulari.

LUCIA ESTRAN A NOME DI UN GRUPPO DI GENITORI

Secondo una recente ricerca dell’Osservatorio nazionale adolescenza, il 98% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni ha uno smartphone personale, che usa da quando aveva 10 anni. Il 50% di questi ragazzi trascorre dalle 3 alle 6 ore extrascolastiche con il cellulare in mano, il 16% dalle 7 alle 10 ore, 1 su 10 va oltre le 10 ore. Ma a questo va aggiunto un altro dato, che proviene da una ricerca effettuata in Lombardia: è in costante crescita il fenomeno del sexting.

Questa parola indica l’invio attraverso cellulari, computer, tablet di immagini di sé o di altri con forti connotazioni sessuali. Ad esempio quando con leggerezza si manda al proprio ragazzo o ragazza un’immagine di sé sessualmente esplicita, quasi fosse una prova d’amore. Il problema è che una volta inviata la foto o il video, se ne perde il controllo. Il papà di Carolina, una ragazza di 14 anni che si è uccisa dopo che un suo video di questo genere era stato diffuso in Rete dai compagni di scuola, ha detto: «Armati di uno smartphone gli adolescenti sono capaci di rovinarsi la vita». Secondo la ricerca citata, il 25% degli adolescenti ammette di aver fatto sexting, quasi sempre prima dei 12 anni. Cosa fare di fronte a tutto questo, considerando che è l’intera società, attraverso la Tv e i mezzi di comunicazione, a spingere soprattutto le ragazze a essere sempre più “sexy” e “disponibili”? Penso che sia necessario un maggior controllo dei genitori sull’uso degli strumenti tecnologici, insegnando un uso circoscritto e responsabile. Ma subito, quando per la prima volta si mette in mano un cellulare al proprio figlio. Dopo è spesso troppo tardi. Più in generale, è un problema educativo, da affrontare in famiglia attraverso il dialogo, l’ascolto, l’esempio. Anche su tematiche legate alla sessualità. Su questo rimando anche a un intervento del nostro esperto Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta

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