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venerdì 27 maggio 2022
 
L'indagine
 

I nostri vicini, così lontani

30/04/2016  Il "condominio-famiglia" non esiste più. Un'indagine dimostra che pur di non incrociare i vicini si rallenta o accelera il passo, si fa finta di ascoltare la musica in cuffia, di telefonare, si fanno le scale. I motivi? La mancanza di tempo, ma anche la paura di non essere salutati.

“Mi scusi, sto cucinando il risotto, avrebbe una cipolla da darmi?”. Quante volte vi è capitato di dover suonare al vicino di casa per “un’emergenza” come questa? Un tempo forse succedeva spesso e dalla cipolla che mancava si iniziava una cordiale conoscenza che poteva trasformarsi in amicizia o se non altro in una sorta di rapporto di mutuo-aiuto per una raccomandata da firmare, per il bambino da lasciare il tempo di fare una piccola spesa, e così via. Dagli anni 50, quando si parlava di “condominio famiglia”, a oggi le cose sono  cambiate.

Pur di non incrociare i vicini si rallenta o accelera il passo, si fa finta di ascoltare la musica in cuffia, di telefonare, si fanno le scale a piedi anche se non si è degli atleti pur di non vivere quegli imbarazzanti secondi sull’ascensore con persone che abitano proprio sopra di noi, ma che fatichiamo a salutare. Un’indagine online promossa da Nescafé ha interpellato 1800 italiani sull’argomento, che ha confermato questa tendenza: il 61% ha dichiarato di far di tutto per non vedere i propri vicini. Chi sono i più schivi (o maleducati)? I milanesi, che raggiungono il 69% di insofferenza, seguiti dai Torinesi (68%) e dai Veneziani (66%). Come da tradizione più si va al Sud e più si diventa cordiali: Palermo è all’ultimo posto, ma comunque anche lì più di 1 condomino su 2 (il 52%) non ama incontrare chi abita nella porta accanto.

Tornando ai milanesi, sui quali la ricerca si è poi concentrata intervistando 700 persone fra i 18 e i 65 anni, sono interessanti le motivazioni di tanta apparente freddezza: evitano la socializzazione con i vicini a causa a causa della frenesia (il 77%), per mancanza di tempo (il 71%); e fin qui lo stereotipo meneghino di andare sempre di corsa si esprime al meglio. Ma curiosa è la scusa che hanno tirato fuori il 52% degli intervistati: non salutano perché temono di non essere salutati! Il 34% ha paura di essere invadente (sempre parlando per stereotipi questa voce non crediamo esista nei risultati provenienti dal Sud), il 23% dice di essere troppo timido, mentre figlia dei nostri tempi è la risposta che ha dato il 49%: perché ha paura di microcriminalità e terrorismo.

Ma conosciamo meglio questi cittadini così antipatici: il 76% sono uomini, hanno fra i 31 e i 50 anni (il 71%), mentre le percentuali scendono nella popolazione più matura e fra i giovani. Tra i metodi per evitare i vicini, oltre a quelli descritti all’inizio, c’è quello di assicurarsi che non ci sia nessuno quando si sta per uscire di casa. Dite la verità, chi di voi non lo ha mai fatto? Il docente del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna Marco Costa giustifica questi comportamenti così: “Gli impegni lavorativi possono far vivere la propria abitazione soprattutto come luogo di riposo e rifugio proprio perché l’attività sociale viene già coltivata in altri ambienti, come il luogo di lavoro. Di conseguenza quando si è a casa, si cerca anzitutto un nido in cui vivere la privacy, la riservatezza e il riposo. In secondo luogo, nella società sta aumentando la mobilità e diminuisce il senso di attaccamento al luogo e anche al vicinato”.      

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