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venerdì 24 maggio 2024
 
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Così insultano la redazione di Famiglia Cristiana

03/07/2019  Il nostro giornale on line e la pagina Facebook non sono esenti dagli attacchi degli hater. I vigliacchi leoni da tastiera, spesso anonimi, sono ripetitivi, violenti e incapaci di dialogare. Non lasciano spazio ai commenti, anche negativi, più pacati ed educati.

Famiglia Cristiana ama il dialogo con i lettori. È sempre stato proficuo e sereno anche nella differenza. Lo dimostrano le numerose lettere, spesso su temi caldi e delicati: complimenti, richieste di aiuto. A volte critiche. Il tutto sul piano del rispetto e della tolleranza. Vorremmo fosse così anche quando si tratta dei numerosi commenti che compaiono sul nostro sito on line o sulla pagina Facebook. Purtroppo accanto a chi dissente con rispetto, ecco comparire numerosi gli haters. Tanti nemici, tanto onore, si dice. Ma non è una consolazione per chi si trova a leggere osservazioni che potrebbero essere dette con altri toni. “Brandendo” una tastiera dietro uno schermo, c’è chi preferisce esprimere contrarietà offendendo. Tralasciamo di citare bestemmie e volgarità. I messaggi che le contengono vengono immediatamente cestinati. Ma soffermiamoci sui numerosi nostri odiatori che a qualunque articolo rispondono con banali e inutili osservazioni, spesso ripetitive e fuori luogo, ispirate da rancore e ideologia.  I vigliacchi leoni da tastiera spesso si nascondono dietro un nick name o un falso nome. Sono ripetitivi, violenti e incapaci di dialogare. Soprattutto non lasciano spazio ai commenti, anche negativi, di lettori più pacati ed educati.

Tra i temi ricorrenti: gli immigrati, “ospitateli nelle vostre case”; la Chiesa che invita all’accoglienza, “pensate piuttosto ai vostri preti pedoli o all’attico di Bertone”; lotta alla povertà, “siete diventati comunisti... sembra di leggere l’Unità”; il rispetto per le altre religioni, “dovreste chiamarvi “Famiglia Musulmana”, “siete diventati adoratori di Allah”. E poi le accuse a Francesco, non un Papa ma un “usurpatore”, un “eretico”, la “causa della fine del cattolicesimo”. Ci fermiamo e preferiamo pensare ai tanti lettori sobri e intelligenti che cercano il confronto senza offendere.

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