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lunedì 15 agosto 2022
 
 

I pittori ci svelano il mistero della maternità

07/05/2015  A Parma, la mostra "Mater. Percorsi simbolici sulla maternità" affronta il mistero della vita, tema che ha sempre affascinato e interrogato gli artisti di ogni tempo. Un'occasione per riflettere sulla figura della madre e della donna per la Festa della mamma.

Maternità di Gino Severini
Maternità di Gino Severini

Il mistero della maternità ha sempre affascinato- interrogato- gli artisti. Forse ha addirittura dato il via alla storia dell’arte, con immagini che ci riportano alle origini della vita, come ci racconta la mostra Mater. Percorsi simbolici sulla maternità che si apre l’8 marzo a Parma (Palazzo dei Governatori, fino al 28 giugno, info www.mostramaterparma.it ). La rassegna, che parte dalle Grandi Madri archetipe degli antichi popoli mediterranei e arriva agli artisti contemporanei, da Casorati a Giacometti a Pistoletto, ci aiuta a riflettere sull’idea che la donna ha di se stessa e del suo ruolo di madre, un’idea che è cambiata nel corso dei secoli e che inevitabilmente ha influenzato la sua propensione alla maternità. Perché gli artisti molto spesso sono profeti e intuiscono cambiamenti che arriveranno a condizionare il nostro presente. Inutile dire che mettere al mondo un figlio è anche- soprattutto- un atto di adesione e di fiducia che non sempre va dato per scontato, al di là della contingenza economica e sociale. Una decisione che ha a che fare prima di tutto con l’idea che la donna ha di se stessa e col suo universo di valori.

Annunciazione di Luca Signorelli
Annunciazione di Luca Signorelli

Se le madri idolo degli antichi miti non hanno un volto, dopo la grande svolta del Concilio di Nicea, che riconosce Maria come la madre di Dio, è il volto delle tante Marie ad essere protagonista del dialogo col Bambino, prima nei tratti ancora stilizzati delle icone, e poi nelle Madonne umanissime che danno il via alla storia dell’arte cristiano occidentale. Dal ‘300 toscano a Filippo Lippi al  Veronese e a Tiepolo sono spesso le donne amate dagli artisti, aristocratiche e popolane, a prestare i loro tratti alla Vergine, ma sempre con un’idea sacrale della maternità che  nelle Annunciazioni di un genio come Signorelli sembra essere scossa dai primi dubbi, in quelle mani protese a schermo, che accennano un brivido  di ribellione.

Le madri di Raffaele Borella
Le madri di Raffaele Borella

Passano i secoli e la Sacra Famiglia diventa una famiglia borghese, senza rinunciare però a quella serena solidità che traspare, per esempio, nella splendida Maternità di Gino Severini. Ma l’inquietudine del secolo breve, con tutte le sue contraddizioni, non poteva risparmiare il senso di sé delle donne, in un equilibrio precario tra la libera accettazione del ruolo di madri, nuove responsabilità e legittime aspirazioni. Emblematico il capolavoro di Raffaele Borella, Le Madri. Due madri in scena, su uno sfondo a tinte accese, quasi di tragedia. La madre anziana, una Sant’Anna laica, bacia teneramente la fronte della figlia, lei pure madre a sua volta, come per consolarla da un peso-forse un lutto- che la opprime. La mamma figlia ci interroga con gli occhi sbarrati nel volto diafano, come per chiedere aiuto.

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La maternità è un'opera d'arte
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