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venerdì 17 settembre 2021
 
musica
 

I samaritani della pandemia nei concerti della Settimana Santa della Toscanini

31/03/2021  Dallo Stabat Mater di Vivaldi a Le ultime sette parole del nostro Redentore sulla Croce di Haydn. Da Giovedì a Sabato Santo, ogni giorno, un concerto della Filarmonica Toscanini in diretta streaming (visibili per un mese) per riflettere sulla Pasqua con nove testimoni in prima linea nella lotta alla pandemia

Le ultime sette parole del nostro Redentore sulla Croce è uno dei capolavori di Haydn. A leggere i versetti evangelici collegati alle ultime parole di Cristo crocifisso saranno i rappresentanti di alcune tra le categorie in prima linea nella lotta al Covid-19 o più colpite dalla pandemia. Nove angeli contemporanei ai piedi della Croce, frammenti di società, segni generosi di volontariato e di impegno. Nove testimoni-simbolo per un compianto che da religioso si fa universale. La condivisione di un dramma e la volontà di superarlo da parte di una nazione intera.

Ascoltare, meditare e riflettere. Questo l’obiettivo de “La Passione. Segni che restano”, tre concerti per la Settimana Santa 2021, organizzati dalla Fondazione Arturo Toscanini e trasmessi in streaming sui canali social della stessa Fondazione nell’ambito del Progetto “Valore Toscanini – la musica necessaria”. Tre tappe che scandiscono il Triduo pasquale di quest’anno, dal Giovedì Santo al Sabato della Risurrezione. Tutti i concerti saranno visibili in diretta e poi per un mese a questo link: https://linktr.ee/latoscanini

Giovedì 1° aprile alle 20.30, Federico Maria Sardelli dirigerà la Filarmonica Toscanini nello Stabat Mater di Vivaldi nella suggestiva cornice della Chiesa di San Giovanni Evangelista a Parma. Sempre di Antonio Vivaldi, l’Orchestra eseguirà il Concerto in do maggiore, RV 556 per la Solennità di San Lorenzo, il Concerto per archi e cembalo in sol minore, RV 157, e il Salve Regina. In programma anche il Concerto per Violino in sol minore e il Concerto per fagotto in sol maggiore, L’incostanza, dello stesso Federico Maria Sardelli. Ospite d’eccezione Sara Mingardo, una delle rarissime voci di autentico contralto della scena musicale odierna.

Venerdì 2 e sabato 3 aprile, sempre alle ore 20.30, Enrico Onofri dirigerà la Filarmonica nel contesto della splendida Certosa di Parma. Il 2 aprile lo Stabat Mater di Giovan Battista Pergolesi celebrerà il Venerdì Santo, con Carmela Remigio soprano e Marianna Pizzolato, contralto.

Sabato 3 aprile sarà la volta del capolavoro di Haydn, Le ultime sette parole del nostro Redentore sulla Croce, uno dei monumenti della musica sacra nella storia della cultura occidentale. In particolare, per il concerto del Sabato Santo, gli interventi recitati previsti dalla partitura saranno affidati a un coro di testimoni. L’adattamento drammaturgico di questa serata sarà a cura del regista Andrea Chiodi, interpretato dall’attrice Francesca Porrini che leggerà alcuni passi dal testo Chemin de la Croix di Paul Claudel, in un suggestivo contrappunto tra il classicismo di Haydn e la poesia novecentesca.

«I tre concerti per la Settimana Santa 2021 vedono protagonisti artisti di grande rilievo internazionale – primo tra tutti Enrico Onofri, il nostro direttore principale – e sprigionano ragioni di interesse che vanno ben al di là degli intrinseci, innegabili e preziosi meriti musicali e artistici», spiega Alberto Triola, Sovrintendente e direttore artistico della Fondazione Arturo Toscanini, «vanno letti come un unico grande appuntamento in tre tappe, pale di un trittico su cui è consigliato tenere uno sguardo aperto, intorno e soprattutto dentro di noi. Nonostante l’organicità della proposta, però, non avremmo potuto chiamarla microfestival: oltre a suonare pretenziosa, l’eventuale sottotitolatura avrebbe tradito, oltre allo spirito stesso del progetto, il carattere personale – intimo – dell’ascolto che sarà necessario attivare. Ognuno di noi potrà immergersi nella musica, nelle voci e nelle immagini delle due splendide chiese di Parma che ospitano i tre concerti, nella solitudine di un ascolto domestico. Magari – anzi, senza dubbio – meno suggestivo di quanto sarebbe dal vivo, seduti tra una folla. Ma certamente non meno vibrante sarà il silenzio che precederà e seguirà l’esecuzione e l’ascolto individuale. L’auspicio», prosegue, «è quello già esposto: che questi capolavori senza tempo, goduti nella propria silenziosa intimità domestica, possano essere pienamente eloquenti di un valore comunitario e rituale vasto e denso, che travalica il tempo e lo spazio, e che si mantiene intatto attraverso i secoli».

Triola si sofferma in particolare sul significato, simbolico e non solo musicale, del concerto del Sabato Santo: «Il significato probabilmente più evidente del progetto è proprio quello che abbiamo voluto dare al capolavoro di Haydn», sottolinea, «ci è sembrato che le vertiginose pagine delle Sette ultime parole possano assumere rilievo di un dramma che da sacro diventa civile e universale. Ai piedi della Croce, insieme alla Madre del Cristo, c’è oggi tutto un popolo, un vero e proprio coro tragico e laico che non toglie nulla, ma semmai amplifica il valore spirituale del testo. Per darne la più vivida e concreta raffigurazione abbiamo pensato a nove testimoni – simbolo: rappresentano alcune delle categorie più impegnate e coinvolte in prima linea nella lotta, nella tutela e nelle gravose difficoltà di persone, comunità, istituzioni».

 
 
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