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martedì 27 luglio 2021
 
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Mario Draghi: «I vaccini ci salveranno, la via d'uscita è vicina»

09/03/2021  Il messaggio agli italiani nel giorno in cui si sono superate le 100 mila vittime della pandemia. Il premier promette di accelerare sulle vaccinazioni ma non nasconde le difficoltà e il peggioramento dell'emergenza sanitaria

Nel suo messaggio agli italiani Mario Draghi ci dice tutto su quel che ci attende nei prossimi giorni, mesi, forse anni. Ovvero: sangue, sudore e lacrime. Nel giorno in cui si raggiunge la terribile soglia dei 100 mila morti, il premier ha il volto teso. Sta in piedi, quasi sull’attenti e legge su un "gobbo" accanto alla telecamera un testo ponderato, meditato, per dirci che «ci troviamo tutti di fronte, in questi giorni, a un nuovo peggioramento dell’emergenza sanitaria». La terza ondata ormai è un dato di fatto, gli indici del contagio sono tutti al rialzo. Ma subito dopo ci indica la luce in fondo al tunnel. La pandemia non è ancora sconfitta «ma si intravede, con l’accelerazione del piano dei vaccini, una via d’uscita non lontana». Ringrazia tutti Draghi. Le famiglie, gli studenti, le forze dell’ordine, le forze armate, la protezione civile, i lavoratori, li ringrazia per l’impegno e l’infinita pazienza, «soprattutto coloro che soffrono le conseguenze anche economiche della pandemia». Siamo solo all’inizio, dice. «Il nostro compito è quello di salvaguardare con ogni mezzo la vita degli italiani e permettere al più presto un ritorno alla normalità». Ogni vita conta, sottolinea. Ed è un modo per indicare una priorità che spesso viene dimenticata per le ristrettezze dei provvedimenti governativi e le difficoltà di tanti settori economici. Ma lotta alla pandemia e ripresa economica procedono di pari passo. La seconda non è possibile senza la prima. E dunque è necessario non perdere un attimo, non lasciare nulla di intentato, compiere «scelte meditate, ma rapide». Non voglio promettere nulla, dice Draghi, che non sia veramente realizzabile. «Le mie preoccupazioni sono le vostre preoccupazioni. Il mio pensiero costante è diretto a rendere efficace ed efficiente l’azione dell’esecutivo nel tutelare la salute, sostenere chi è in difficoltà, favorire la ripresa economica, accelerare le riforme».

Il premier ha ricordato la situazione dal punto di vista epidemiologico, la tragedia che stiamo vivendo. «Il 10 marzo di un anno fa l’Italia si chiudeva diventando per la prima volta una grande zona rossa. Un nostro concittadino su venti è stato contagiato, secondo i dati ufficiali che, come è noto, sottostimano la diffusione del virus. Mai avremmo pensato che un anno dopo ci saremmo trovati a fronteggiare un’emergenza analoga e che il conto ufficiale delle vittime si sarebbe avvicinato alla terribile soglia dei centomila morti. Dobbiamo al rispetto della memoria dei tanti cittadini che hanno perso la vita il dovere del nostro impegno. Nel piano di vaccinazioni, che nei prossimi giorni sarà decisamente potenziato, si privilegeranno le persone più fragili e le categorie a rischio. Aspettare il proprio turno è un modo anche per tutelare la salute dei nostri concittadini più deboli».

Per Draghi «questo non è il momento di dividerci o di riaffermare le nostre identità. Ma è il momento di dare una risposta alle tante persone che soffrono per la crisi economica, che rischiano di perdere il posto di lavoro, di combattere le disuguaglianze. In un solo anno il numero di italiani che vivono in una situazione di povertà assoluta è aumentato di oltre un milione, mentre si sono acuite altre disparità, prima fra tutte quella tra donne e uomini».

La seconda parte del suo intervento è tutto dedicato alle donne e alla «mobilitazione delle energie femminili, un non solo simbolico riconoscimento della funzione e del talento delle donne, sono essenziali per la costruzione del futuro della nostra nazione». Azioni mirate e profonde riforme sono necessarie per coinvolgere pienamente le donne nella vita economica, sociale e istituzionale del Paese. «Ma dobbiamo prima di tutto cambiare noi stessi nella quotidianità della vita familiare. Lo Stato e gli enti territoriali dovranno assistere le famiglie, specie le più giovani, anche quando questa fase di emergenza sarà terminata. Gli strumenti che dobbiamo impiegare sono vari, penso tra gli altri ai congedi parentali, penso al numero dei posti negli asili nido che ci vede inferiori agli obbiettivi europei, e sulla loro distribuzione territoriale che va resa ben più equa di quanto non sia oggi. Tutto ciò è obbiettivo di questo governo».

Sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere, spiega, «sono da condividere le proposte della Commissione parlamentare d’inchiesta». Confida nel programma NextGeneration EU, che comprende il Recovery Plan, ovvero i finanziamenti dell’Unione per la ripresa economica, «per diventare realtà nell’azione di governo, del mio governo». E ricorda i vari criteri che verranno usati per valutare i progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ci sarà anche il loro contributo alla parità di genere. Nel congedarsi con gli italiani augura loro «buon lavoro». Perché ci aspettano tempi difficili, anche se la via d’uscita non è lontana.

 

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