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martedì 18 gennaio 2022
 
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«Anche a Natale si può celebrare in sicurezza, osservando le norme»

01/12/2020  Lo ha detto monsignor Mario Meini, pro-presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), introducendo i lavori (on line) del Consiglio permanente.

Monsignor Mario Meini (foto Cei)
Monsignor Mario Meini (foto Cei)

«In questi giorni ha avuto notevole risonanza mediatica la questione degli orari delle celebrazioni natalizie, particolarmente l’ora della Messa nella notte di Natale». Lo ha detto monsignor Mario Meini, 74 anni, vescovo di Fiesole (Firenze), pro-presidente della Conferenza episcopale italiana (Ce)i, introducendo il Consiglio episcopale permanente straordinario, in corso on line. Citando il recente Messaggio alle comunità cristiane in tempo di pandemia, il vescovo ha affermato: «Se le liturgie e gli incontri comunitari sono soggetti a una cura particolare e alla prudenza, ciò non deve scoraggiarci: in questi mesi è apparso chiaro come sia possibile celebrare nelle comunità in condizioni di sicurezza, nella piena osservanza delle norme».

 

Un momento dei lavori del Consiglio straordinario permanente della Conferenza episcopale italiana (Cei). Tutte le foto del servizio sono dell'agenzia di stampa Ansa.
Un momento dei lavori del Consiglio straordinario permanente della Conferenza episcopale italiana (Cei). Tutte le foto del servizio sono dell'agenzia di stampa Ansa.

«Siamo certi che sarà così anche nella prossima solennità del Natale e continuerà ad essere un bel segno di solidarietà con tutti», ha aggiunto. «I tempi di Avvento e Natale costituiscono un’occasione favorevole per trovare spazi di preghiera, capaci di sostenere e dare senso alla vita quotidiana», la raccomandazione del pro-presidente della Cei: «Preghiera individuale e comunitaria, comunque intensa, eventualmente anche utilizzando alcune possibilità offerte dalle tecnologie digitali. Il confinamento ha fatto emergere l’opportunità della preghiera domestica, che si è inserita nelle case – talvolta gravate da preoccupazioni per la malattia, il lavoro, la scuola… – favorendo l’incontro tra i coniugi, tra i genitori e i figli, tra le diverse generazioni. Sarà importante dare continuità e moltiplicare queste esperienze, con la famiglia credente che esprime la sua vocazione nel trasmettere la fede».

 
 
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