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lunedì 02 agosto 2021
 
 

Il Papa: silenzio e parola nel web

24/01/2012  Nel messaggio per la Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali, Benedetto XVI sottolinea come "silenzio" e "parola" sono due momenti che devono equilibrarsi soprattutto in Internet.

Silenzio e parola sono «due momenti della comunicazione che devono equilibrarsi, succedersi e integrarsi per ottenere un autentico dialogo e una profonda vicinanza tra le persone». Lo ha scritto Benedetto XVI nel messaggio per la 46a Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali, che quest’anno si celebrerà domenica 20 maggio proprio sul tema «Silenzio e parola: cammino di evangelizzazione».

Particolare attenzione il Pontefice ha in questa occasione riservato alla dinamica attuale della comunicazione, orientata da domande alla ricerca di risposte: «I motori di ricerca e le reti sociali sono il punto di partenza della comunicazione per molte persone che cercano consigli, suggerimenti, informazioni, risposte. Ai nostri giorni, la Rete sta diventando sempre di più il luogo delle domande e delle risposte; anzi, spesso l’uomo contemporaneo è bombardato da risposte a quesiti che egli non si è mai posto e a bisogni che non avverte».

È un incessante flusso di domande che «manifesta, in fondo, l’inquietudine dell’essere umano sempre alla ricerca di verità, piccole o grandi, che diano senso e speranza all’esistenza». Di qui la consapevolezza che «il silenzio è prezioso per favorire il necessario discernimento tra i tanti stimoli e le tante risposte che riceviamo, proprio per riconoscere e focalizzare le domande veramente importanti». E chiaramente, come sintetizza Benedetto XVI, «la domanda fondamentale sul senso dell’uomo trova nel Mistero di Cristo la risposta capace di dare pace all’inquietudine del cuore umano: da questo Mistero nasce la missione della Chiesa ed è questo Mistero che spinge i cristiani a farsi annunciatori di speranza e di salvezza».

Con interesse papa Ratzinger considera dunque «le varie forme di siti, applicazioni e reti sociali che possono aiutare l’uomo di oggi a vivere momenti di riflessione e di autentica domanda, ma anche a trovare spazi di silenzio, occasioni di preghiera, meditazione o condivisione della Parola di Dio. Nella essenzialità di brevi messaggi, spesso non più lunghi di un versetto biblico, si possono esprimere pensieri profondi se ciascuno non trascura di coltivare la propria interiorità».

                                                                                          Saverio Gaeta

Non passa inosservata la festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. Nelle diocesi si moltiplicano iniziative e incontri. Quasi ovunque è il momento in cui il vescovo dialoga con i giornalisti della sua diocesi: cattolici e laici impegnati nel campo dell’informazione. Un momento di riflessione e di approfondimento per capire le risorse, le ricchezze e i limiti di un mestiere tanto vituperato e tanto bello.
Su e giù per la penisola c’è l’imbarazzo della scelta nel raccontare la varietà delle proposte. A Salerno, l’arcivescovo monsignor Luigi Moretti ha colto l’occasione, ieri 23 gennaio, per presentare la nuova veste grafica del sito web diocesano e la nuova struttura di “Radio Stella-New Generation”, storica emittente radiofonica salernitana a servizio della diocesi. Nel salutare i giornalisti, alla vigilia della loro festa, l’arcivescovo ha anche voluto spronarli a «Non fermarsi al bene quando possiamo giungere al meglio».
Sempre in Campania, a Benevento, monsignor Andrea Mugione, ha invece voluto programmare nel tardo pomeriggio una messa animata dal coro della cattedrale e dedicata, in particolare, ai giornalisti defunti.
A Milano, il cardinale Angelo Scola, ha avviato già dallo scorso 29 settembre un dialogo serrato con il mondo della comunicazione. Adesso, in prossimità della ricorrenza di San Francesco di Sales, il 28 gennaio, ha in programma un incontro con i giornalisti presso l’Istituto dei Ciechi. In un primo momento il cardinale dialogherà con Roberto Napoletano, direttore del Sole 24 Ore, e poi cederà la parola ai giornalisti. Al termine è previsto un aperitivo “al buio” offerto dall’Istituto per far immedesimare gli operatori della comunicazione nella loro situazione.
Per restare al Nord, a Trieste, l’arcivescovo monsignor Giampaolo Crepaldi, ha anticipato a ieri la tradizionale messa dei giornalisti. Nell’omelia ha sottolineato l’importanza di una comunicazione che crei interesse culturale, etico e sociale. È poi sceso anche ad affrontare i problemi concreti della città parlando della difficile situazione della Ferriera la cui chiusura farebbe perdere oltre mille posti di lavoro.
Festeggiano in due, invece, a Trani e Andria. I vescovi delle due diocesi, infatti, si sono accordati per un’unica solenne celebrazione presieduta da monsignor Giovan Battista Pichierri, Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, con la partecipazione dei giornalisti e degli operatori della comunicazione delle diocesi sia di Trani che di Andria. « È ormai diventata una consuetudine la celebrazione unitaria da parte delle due Diocesi - Trani e Andria - di questa giornata», ha spiegato l’arcivescovo, «un rapporto che tende ad unire e rafforzare i vincoli di collaborazione tra le due realtà ecclesiali. Una collaborazione che favorisca anche una unità di intenti e di amicizia tra tutti coloro che operano nel mondo della comunicazione. Che la Vergine della Fonte, presso cui celebriamo questa nostra festa, ci sostenga nel delicato lavoro che svolgiamo, animati dalla comune passione per la verità, a servizio e difesa della dignità dell'uomo e della società civile».
Infine, tra le tante altre iniziative, anche il consueto incontro del vescovo di Brescia, monsignor Luciano Monari, con i giornalisti locali. Una fitta conferenza, che ha quest’anno per tema “Giornalisti credibili e incredibili” che vuole sottolineare l’importanza di una professione che può rendere gli operatori “menzogneri”, “poco credibili”, ma che ha in sé il dono grande della meraviglia. L’incredibile allora può diventare sia ciò che non può essere creduto che ciò che fa scoprire la bellezza della realtà, il prodigio di ciò che ci sta accanto e che i giornalisti, con il loro mestiere, possono riuscire ad illuminare.  
                                                                                                                Annachiara Valle

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