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I prossimi viaggi del Papa: America Latina e New York, poi l'Africa

22/01/2015  Il pontificato di Bergoglio si allarga al mondo e i viaggi, come per Karol Wojtyla, il più globetrotter dei papi nella storia della Chiesa, diventano l’occasione per dispiegare la missione di Francesco e per mettere al centro i poveri di tutte le latitudini. A luglio andrà in Bolivia, Ecuador e Paraguay, poi a fine anno Uganda e Centrafrica

Tre  viaggi internazionali e tre viaggi in Italia. Per papa Francesco appena tornato dall’Asia dovrebbe essere questo il programma da qui alla fine dell’anno, come ha detto lui stesso ai giornalisti sull’aereo. E poi l’anno prossimo altri tre Paesi dell’America Latina, cioè Argentina, Cile e Uruguay. Bergoglio ha ammesso che resta fuori il Perù. Ma si vedrà.

Il Pontificato si allarga al mondo e i viaggi, come per Karol Wojtyla, che è stato il più globetrotter dei papi nella storia della Chiesa, diventano l’occasione per dispiegare la missione di Bergoglio e per mettere al centro i poveri di tutte le latitudini. Poi ci sono questi colloqui lunghissimi con i giornalisti a bordo del volo papale, che lo connotano. Nel viaggio in Asia ha parlato nella sala stampa volante per più di due ore. Anche Wojtyla lo faceva, ma con caratteristiche diverse. Rispondeva personalmente ad ogni giornalista. E anche Ratzinger, ma con domande preparate in anticipo e sottoposte prima alla verifica della Sala Stampa. Poi c’è lo stile che è diverso. Quello di Bergoglio assomiglia più da vicino a quello di Wojtyla e si discosta da quello di Ratzinger.   

Francesco sul volo di ritorno da Manila ha annunciato un viaggio in America Latina con tappe in Bolivia, Paraguay ed Ecuador, probabilmente a luglio.  Praticamente nello stesso momento la visita veniva confermata dal presidente della Bolivia Evo Morales in un’intervista al quotidiano nazionale “la Paz” e smentito dal vescovi del Paraguay.

Invece sul volo di rientro dalle Filippine il Papa ha confermato quello che proprio i quei momenti annunciava il rappresentante permanente alle Nazioni Unite, l’arcivescovo Bernardito Auza,  che è anche rappresentante vaticano presso l’ Organizzazione degli Stati americani. Papa Francesco andrà negli Usa e visiterà tre città: Philadelphia, New York e Washington. La diocesi di Philadelphia aveva già annunciato che il Papa sarebbe andato all’incontro mondiale delle famiglie in programma dal 25 settembre. Prima  il Pontefice va alla Casa Bianca dal presidente Barack Obama e potrebbe anche compiere una storica visita al Congresso, accogliendo l’invito rivoltogli formalmente a marzo 2014 dal repubblicano John Boehner e dalla democratica Nancy Pelosi, entrambi cattolici. Sarebbe il primo Pontefice a pronunciare un discorso davanti al Parlamento Usa.

A New York parlerà alle Nazioni Unite e visiterà Gound Zero, come fece già Benedetto XVI. Allo studio anche la messa nella Cattedrale di San Patrizio. Ma per le grandi folle previste c’è l’ipotesi che la celebrazione possa tenuta nel Madison Square Garden. Il sindaco di New York ha già annunciato la visita dicendosi «emozionato e compiaciuto». Poi il Papa si sposta a Philadelphia per presiedere la veglia alla sera del 26 settembre con le famiglie di tutto il mondo e celebrare il giorno dopo la messa.

Per ora non c’è il Messico. Il Papa si sa che ha in mente qualcosa per visitare la frontiera tra Messico e Stati Uniti, definita la “Lampedusa d’America”. Avrebbe voluto entrate in Usa da quella frontiera. Ma tutto è per ora rimandato. Bergoglio ha spiegato in aereo che se va in Messico bisogna visitare la Madonna di Guadalupe «altrimenti scoppia la guerra».

Il presidente del Messico Enrique Peña Nieto, aveva annunciato a giugno che Bergoglio aveva accettato l’invito a visitare il Paese. Invece c’è l’Africa, forse a fine anno dopo la stagione delle piogge: tappe in Uganda e Repubblica Centrafricana. In Uganda avrebbe voluto già andare per ricordare i 45 anni del viaggio di Paolo VI, nel luglio 1969. Sull’aereo Bergoglio ha spiegato che è stata l’epidemia di Ebola a fermare tutto. Nella Repubblica Centrafricana è in corso un difficile processo di pace e di dialogo tra etnie e religioni che vede la Chiesa protagonista, con l’aiuto della Comunità di sant’Egidio e la sua diplomazia corsara, ma efficace. La visita di Bergoglio potrebbe segnare una svolta impostante per il Paese.  

In Europa lo attendono gli spagnoli e i francesi. La Spagna vuole accoglierlo in occasione del quinto centenario della nascita di Santa Teresa d'Avila in primavera. Dopo la visita di novembre al Parlamento Europeo a Strasburgo, anche la Francia vuole ospitare il papa. Il viaggio dovrebbe, secondo alcune fonti, comprendere Parigi, Lourdes e Lisieux, la città di Santa Teresina del Bambin Gesù, uno dei santi preferiti di Bergoglio. Eppure l’ipotesi più accreditata è che il viaggio slitti al 2016, poiché quest’anno l’agenda è già fitta visto anche il Sinodo ordinario dei vescovi sulla famiglia che occuperà l’intero mese di ottobre. In Italia sono in calendario i viaggi a Napoli e Pompei il 21 marzo, a Torino il 21 e 22 giugno per l'ostensione della Sindone, a Firenze in una data tra il 9 e il 13 novembre per il Convegno ecclesiale nazionale della Cei.  

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