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martedì 09 agosto 2022
 
Chiesa
 

I vicoli di Napoli come le polverose strade di Gerusalemme: Sinodo e lettera pastorale

19/10/2021  Il 18 ottobre l'arcivescovo, monsignor Domenico Battaglia, ha aperto ufficialmente i lavori della XXXIa assemblea diocesana. Comunione, partecipazione e missione i concetti chiave. Il dovere dell'ascolto, l'impegno al dialogo con tutti, il desiderio di portare ovunque la Parola di Dio che dà senso e libera. Volti e storie del momento d'avvio di un percorso che durerà mesi

La strada sassosa di Gerusalemme del racconto dei discepoli di Emmaus sono i vicoli di Napoli. In quel dedalo di stradine probabilmente l'arcivescovo di Napoli, monsignor Domenico Battaglia, per tutti: don Mimmo, ha camminato a lungo. Lo ha fatto per mesi e alla fine si è ‘perso’. Si è immerso a tal punto che ha capito che non poteva più uscire. Ma doveva restare in quei vicoli, tra quella gente. Perché quella gente ha necessità di essere ascoltata. E con il prezioso strumento dell’ascolto che il vescovo Battaglia ha inteso aprire i lavori del XXXI Sinodo Diocesano annunciando anche la sua prima lettera pastorale.

L’apertura dei lavori in cattedrale è stato solo un primo passo in quel cammino insieme che Battaglia intende fare con la Chiesa Italiana “iscrivendo il piccolo sentiero della nostra Chiesa in quello più ampio dell’intero popolo di Dio” ha detto Battaglia che sull’altare ha accolto i primi protagonisti di questo percorso. Come Esi, una donna africana da 5 anni in Italia. Incoraggiata dalla responsabile della casa famiglia racconta la sua storia che lei definisce difficilissima e bruttissima e di come sia cambiata solo grazie a delle persone che hanno saputo ascoltarla. “Con lei era sempre uno scontro e nello scontro poi ci siamo incontrati, noi operatori della casa famiglia che ospitava Esi ci siamo messi in ascolto ma non abbiamo ascoltato la sua voce, ma i suoi bisogni il suo vissuto e oggi doniamo delle mani, come promessa di continuare a servire il prossimo in una casa che è metafora del nostro cuore sempre pronto all’ ascolto”.

Lo stesso strumento utilizzato da Gianluca Guida direttore del carcere minorile di Nisida che ha aderito al ‘patto educativo’ che don Mimmo vuole portare avanti per i figli di Napoli perché  “gli occhi dei ragazzi di Nisida mi hanno chiesto aiuto, i loro sorrisi mi hanno detto grazie e i loro sguardi mi hanno lanciato sfide. I giovani di Napoli non sono più scugnizzi, le loro esperienze dure e disperate e sperano di recuperare tempi e modi di un adolescenza non vissuta come avrebbero meritato ma fatta di ansie e desideri insoddisfatti”. E così dal Giardino delle Emozioni del carcere di Nisida, in Cattedrale i ragazzi hanno mandato una pianta di rose “Perchè come recita il Piccolo Principe - conclude il direttore -  è il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante”.

A passo spedito con una forte emozione Angela, appena 26 anni racconta come nasce il suo grido di dolore. “Non posso essere indifferente a ciò che accade nel mio quartiere Ponticelli” e così anche lei ha deciso di mettersi al servizio del prossimo. È in questa Napoli che don Mimmo ha deciso di intercettare le domande della comunità, di addentrassi silenziosamente nei problemi quotidiani della gente, di comprendere le loro ferite e le loro paure. “Il punto di partenza del nostro itinerario sinodale è imparare ad ascoltare nel silenzio, che non è mera assenza di suoni, ma è piuttosto mescolanza di attesa e attenzione, vuoto che si lascia riempire, accoglienza incondizionata dell’amore capace di dare la giusta direzione al nostro pellegrinare - annuncia don Mimmo Battaglia - Se non ci esercitiamo nell’arte dell’ascolto, la preghiera rischia di diventare la proiezione delle proprie idee e non più accoglienza del sogno di Dio, e il dialogo con gli uomini e le donne del nostro tempo, finisce per trasformarsi in monologhi destinati allo scontro e non in vie di incontro, luoghi di annuncio, spazi e tempi di salvezza condivisa”.

Creare una rete solidale con l’intero popolo della Chiesa di Napoli in cammino è il sogno di don Mimmo. Un sogno che si concretizzerà presto grazie al lavoro della commissione preparatoria guidata dal pro vicario generale don Gennaro Matino  insieme con i 16 componenti. La prima parte del percorso sinodale sarà  di adesione e preparazione al Sinodo dei Vescovi indetto da Papa Francesco per il 2023. La seconda fase partirà da aprile del prossimo anno e avrà una dimensione totalmente diocesana, in continuità ideale con il XXX Sinodo celebrato negli anni Settanta dal Cardinale arcivescovo Corrado Ursi. Gli elementi chiave del Sinodo: comunione, ovvero camminare insieme pur nella diversità, ma uniti nel comune battesimo, partecipazione dunque includere coloro che a volte sono esclusi, comprese persone che sperimentano la povertà e l’emarginazione ed infine  missione dove i laici saranno testimoni del Vangelo nella società umana, perché tutti i battezzati sono pietre vive nell’edificazione del corpo di Cristo.

 
 
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