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giovedì 18 agosto 2022
 
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«Il celibato è una sfida, attenti a cosa guardate sul web»

06/06/2018  Il Papa agli studenti dei Collegi ecclesiastici romani: «C’è la cultura contemporanea che entra nell’anima e la sporca. Non lasciatevi lusingare dall’attrattiva del potere e della ricchezza»

Michael Aguilar: Buongiorno, Santo Padre. Mi chiamo don Michael Aguilar, sacerdote dalle Filippine: io vengo dal continente dell’Asia, dove è nato Gesù, dove è nata la Chiesa. [ridono] Vorrei farLe questa domanda: noi sacerdoti presenti a Roma troviamo un’opportunità per la formazione permanente. Come prendersi cura della propria formazione durante questo periodo straordinario, e anche di fronte al futuro? Grazie.

Essere coscienti delle proprie debolezze: «Non ti danno un certificato di santità perpetua quando ti ordinano»

Papa Francesco:

Ti ringrazio. Non ho capito bene: Gesù è nato a Manila? [ridono, applausi]

La formazione permanente è molto importante, perché è l’accompagnamento della vita. Vediamo prima i quattro pilastri della formazione: la formazione spirituale, la formazione intellettuale, la formazione apostolica e la formazione comunitaria nel presbiterio: quattro. Nella vita, questi rapporti devono maturare sempre ed essere formati sempre più. Per esempio, nella parte pastorale ci saranno novità pastorali, nuovi approcci pastorali, essere un po’ aggiornati su questo; la parte intellettuale, lo stesso; la parte spirituale: gli esercizi annuali, gli incontri tra voi e tutte queste cose. E la parte comunitaria, un po’ ne ho parlato a proposito del presbiterio.

Ma adesso, rispondendo alla tua domanda io dirò qualcosa che dobbiamo capire bene. Prima di tutto, la formazione permanente nasce un po’ dall’esperienza della propria debolezza; non ti danno un certificato di santità perpetua quando ti ordinano: ti mandano lì, a lavorare, e che Dio ti aiuti e che non ti mangino i corvi. Un punto chiaro: sei cosciente della tua debolezza? Questa domanda fatevela tutti i giorni. “Sono cosciente della mia debolezza? E quali sono i punti dove sono più debole?”. Non è una cosa tetra, ma è la verità: siamo deboli. Tu sei cosciente del tuo punto debole? E’ la prima domanda che vi dovete fare sempre, e se tu non lo trovi oggi [il tuo punto debole], sarà domani e se non lo trovi domani, sarà dopodomani. E se non lo trovi, il tuo punto debole, se non te ne accorgi, vai da qualcuno che ti aiuti a trovarlo, nel dialogo spirituale.

Un sacerdote non è un "funzionario del sacro"

  

E poi c’è un altro rischio: il rischio di [pensare] “Sì, io faccio la Messa, faccio questo, è una parrocchia…” – “E come va la parrocchia?” – “Ah, va benissimo: sto facendo questo, questo, questo…”. Il rischio di diventare funzionario del sacro. No, tu sei sacerdote. Tu non sei funzionario del sacro. A me è accaduto una volta che è venuto un avvocato – giovane, 26 anni, più o meno – e ha detto: “Padre, io mi sposerò tra 15 giorni – era a breve – e sono andato a cercare i certificati, tutto, in quella parrocchia dove sono stato battezzato; mi hanno fatto subito il certificato di battesimo e mi hanno fatto gli auguri e io ho chiesto: devo pagare qualcosa? No, no, ma se vuoi lasciare un’offerta, lasciala lì, ma non si deve pagare nulla. Ma ieri sono andato alla parrocchia dove devo fare il permesso per sposarmi, un’altra parrocchia, e mi hanno detto: Sì, sì, domani lo faremo, ma torni con tanto, deve pagare questo, una bella somma”. Almeno l’equivalente di 70 dollari, sarebbero. E lui ha avuto il coraggio, siccome lavorava al centro della città, di entrare in episcopio e chiedere se il vescovo era lì, e lo ha ricevuto; e lui era addolorato e diceva: “Padre, io voglio fare le cose bene: non ho voluto andare a convivere, ci siamo preparati bene per il matrimonio e tutto questo… ma vado alla chiesa e mi fanno…” – “Stai tranquillo, vai domani e quando ti dicono di pagare di’ che sei passato da me e io ho detto che pagherò io”. Quel parroco era un funzionario del sacro. E’ un esempio brutto ma succede, questo, succede! Con i soldi e anche con gli atteggiamenti. Per favore, state attenti a non diventare funzionari del sacro.

“Tarde piaste”: la sfida del celibato "se avessi conosciuto questa donna prima di ordinarmi"

Poi, c’è la cultura contemporanea. Come entro, io, nel mio telefonino, nelle mie comunicazioni virtuali? Voi sapete bene di cosa parlo: cosa cerco di guardare, per curiosità? E voi lo sapete. C’è la cultura contemporanea che entra nella mia anima e la sporca. Poi, c’è l’attrattiva del potere e delle ricchezze: è sempre così. Sant’Ignazio insegna, negli Esercizi, che ci sono tre scalini. Il primo la ricchezza, il secondo la vanità e il terzo la superbia, cioè il potere. Il diavolo entra dalle tasche, no? E mi piacciono i soldi? Mi piace la vanità? Questa è una delle difficoltà. Io sto elencando alcune delle difficoltà della vita sacerdotale, poi ti dirò un po’ della formazione permanente.

La sfida del celibato. Su questo, state preparati perché: “Se io avessi conosciuto questa donna prima di ordinarmi!”. In spagnolo si dice: “tarde piaste”, cioè “te ne sei accorto tardi”. Ma voi siete uomini normali, voi avete il desiderio di avere una donna, per amare. E quando venisse questa possibilità, come reagireste? Voi avete il desiderio di generare dei figli? Non solo spirituali, ma degli altri? Questa è una cosa che abbiamo nella nostra natura data da Dio. E poi, la comodità nel proprio ministero: “ma, se è un po’ più comodo, non farlo con tanto sforzo…”. Queste cose che ho elencato, adesso che voi siete negli studi, sono facili da risolvere; ma poi, nella vita, sarete più soli e queste cose ci saranno. Alcune sono cattive, altre buone; ma ci saranno. E per questo la formazione permanente deve essere così, sempre importante. Non solo per risolvere le tentazioni, ma anche per stare un po’ nell’attualità, nello sviluppo della pastorale, della teologia, della vita della Chiesa. Ma per favore andate sempre ai corsi spirituali della diocesi, ai corsi di aggiornamento e poi, se voi credete necessario, dopo alcuni anni e più, chiedete al vescovo di fare uno o due mesi di formazione; ma sempre, per tutte queste cose che succedono.

Il Papa consiglia due libri ai seminaristi

  

E’ quasi l’ora. Dobbiamo finire. Prima di finire, farò un po’ di pubblicità. [ridono]

Ci sono due libri che vi aiuteranno. Il primo è una Lettera pastorale che ha scritto recentemente il vescovo di Albano: “Custodiamo il nostro desiderio”, parla del desiderio sacerdotale, di come custodire il desiderio. E’ un gioiello, lo raccomando, è buono. Cercate, questo bisogna leggerlo. Forse si trova in internet, ma leggetelo, perché aiuterà a custodire il desiderio interiore, il desiderio di Dio, il desiderio dell’apostolato, il desiderio buono che ci dà. Allora, questo mi raccomando: è molto buono.

E poi un altro, appena uscito da due settimane: “10 cose che Papa Francesco propone ai sacerdoti”. [ridono, ride] Sono semplici. E questo può essere un vademecum: è piccolino, si legge bene ma bisogna rileggerlo per non dimenticarlo.

Vi ringrazio di questa riunione: mi piace tanto incontrarvi; è una delle cose che ci fa bene sempre, incontrarci per aiutarci ad andare avanti nella comunicazione della fede comune. Così Paolo giustifica la Lettera ai Romani, cap. I, versetto 12: comunicare la propria fede per andare avanti.

Pregate per me. Pregate gli uni per gli altri. Pregate per i vostri superiori. Pregate per il vostro vescovo. Che il Signore vi benedica.

Vi invito a pregare l’Angelus: Angelus Domini …

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