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mercoledì 08 dicembre 2021
 
La decisione di Papa Francesco
 

Il 1° settembre la Giornata mondiale per la cura del creato

10/08/2015  Si celebrerà ogni anno il primo giorno di settembre. Si tratta di una giornata con carattere ecumenico perché nella stessa data la celebra anche la Chiesa ortodossa. Bergoglio parla di «passione per la cura del Creato», alimentata dal «ricco patrimonio spirituale cristiano». E il Papa esorta tutti a considerarla una «preziosa opportunità per chiedere perdono dei peccati commessi contro il mondo in cui viviamo».

Si celebrerà ogni anno il primo settembre la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato. Lo ha stabilito papa Francesco con una lettera inviata ai cardinali Peter Turkson e Kurt Koch, presidenti – rispettivamente – dei Pontifici Consigli “Giustizia e pace” e “Unità dei cristiani”. Si tratta di una giornata con carattere ecumenico perché nella stessa data la celebra anche la Chiesa ortodossa. Va detto che in Italia la Cei da dieci anni dedica proprio il primo settembre alla preghiera per la salvaguardia del creato. L'istituzione della Giornata è il primo frutto dell'enciclica Laudato si. L'auspicio di una giornata comune di preghiera di tutti i cristiani cattolici e ortodossi era stato formulato proprio alla presentazione del testo papale da parte della metropolita di Pergamo Zizoulas, in rappresentanza del Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo.

Nella lettera il papa cita infatti i contributi del Patriarca Bartolomeo e del Metropolita Ioannis alla Laudato si. Nel testo Bergoglio parla di “passione per la cura del Creato”, alimentata dal “ricco patrimonio spirituale” cristiano. Ed è per questo che i cristiani vogliono “offrire il loro contributo al superamento della crisi ecologica che l’umanità sta vivendo”. Poi riprende alcuni spunti dell'enciclica, soprattutto dove spiega che “la spiritualità non è disgiunta dalla natura, ma piuttosto vive in comunione con essa”. E sottolinea la necessità di una“conversione ecologica” a cui i cristiani sono chiamati, perché “vivere la vocazione di essere custodi dell’opera di Dio è parte essenziale” di una vita virtuosa. E sottolinea "essenziale" e non “opzionale o secondaria”, nell’esperienza cristiana. Bergoglio esorta tutti a considerarla una "preziosa opportunità" per chiedere perdono dei "peccati commessi contro il mondo in cui viviamo". 

Anche il risvolto ecumenico della Giornata viene indicato dal papa come una "occasione per testimoniare la crescente comunione" tra i cristiani. Bergoglio scrive che "In un tempo in cui i cristiani affrontano sfide identiche ed importanti”, è necessario “dare risposte comuni, per risultare più credibili ed efficaci”. L’auspicio, quindi, è che la Giornata possa coinvolgere anche altre Chiese ed essere celebrata “in sintonia con le iniziative” promosse dal Consiglio ecumenico delle Chiese. Al cardinale Turkson chiede di promuovere la Giornata non solo tra i cristiani, ma anche presso gli Organismi internazionali, sottolinenando dunque anche il carattere politico che intende assegnare ad essa.

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