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Valori, astuzie e sbadigli: così il 9 maggio nacque l'Europa

09/05/2020  Era il 1950. Settant'anni fa, esatti. A Parigi, l'allora ministro degli Esteri francese, il cattolico Robert Schuman, presentò al Consiglio dei ministri un piano di cooperazione economica che segnò l'inizio dell'integrazione europea. Lo fece alla fine della riunione, contando sull'appoggio di colleghi amici e puntando sulla distrazione - per stanchezza - di altri ministri, più ostili alla Germania. L'adesione dei cattolici Adenauer e De Gasperi

C'è una data storica. E' il 9 maggio 1950. L'Europa nasce grazie ad alti ideali e provvidenziali dosi d'astuzia. Il cattolico Robert Schuman è ministro degli Esteri del Governo Bidault. A Parigi è convocato il Consiglio dei ministri. Schuman vuole presentare un piano elaborato da politico esperto d'economia, Jean Monnet, un piano semplice quanto rivoluzionario perché propone di porre l’intera produzione franco-tedesca di carbone ed acciaio sotto l’egida di un’Alta autorità. L’idea sottostante di Monnet, condivisa da Schuman, è che se la produzione di tali risorse è condivisa dalle due più potenti nazioni del continente, si può realisticamente evitare che in futuro il Vecchio Continente sia insaguinato da altre guerre.

Schuman sa però anche che l'ostilità antitedesca è ancora molto forte in Francia e dunque teme che il piano venga bocciato.  Da politico lungimirante, decide che prima di proporre il progetto della "Comunità del carbone e delll'acciaio" al Consiglio dei ministri francese, ha bisogno di avere il consenso preventivo della Germania, così affida ad un collaboratore di fiducia una lettera da portare al Cancelliere Konrad Adenauer. Costui, letta la missiva, chiama telefonicamente Schumann, durante la seduta del Consiglio dei ministri francese, e annuncia l'assenso al progetto della Ceca da parte della Germania Federale.

Tra i membri del Governo solo due ministri fidati, René Mayer e René Pleven, sono messi al corrente da Schuman delle sue intenzioni. Verso la fine del Consiglio, quando i ministri sono ormai stanchi e distratti, Schuman legge la dichiarazione che ha preparato e che illustra il progetto "Comunità del carbone e dell'acciaio", chiedendo che venga approvata questo nucleo embrionale di Europa unita. Il Presidente del Consiglio, Georges Bidault, si rivolge agli altri ministri sollecitando un loro parere. Come concordato, prendono subito la parola sia Mayer che Pleven che perorano la causa della "Comunità del carbone e dell'acciaio", insistendo per la sua adozione immediata.  Il Presidente Bidault non si oppone ed il progetto viene approvato.

Mentre al Quai d'Orsay, la "Farnesina" di Parigi, si preparano sala, tavoli, sedie e microfoni per la conferenza stampa convocata per rendere di dominio pubblico l'adozione del nuovo progetto, la Germania Federale annuncia la sua adesione al Consiglio d'Europa. Schuman legge la sua dichiarazione: «La pace mondiale non potrebbe essere salvaguardata senza sforzi proporzionali ai pericoli che la minacciano. L'Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto. La fusione delle produzioni di carbone e di acciaio cambierà il destino di queste regioni che per lungo tempo si sono dedicate alla fabbricazione di strumenti bellici di cui più costantemente sono state le vittime». 

Non a caso l'Europa festeggia con orgoglio se stessa il 9 maggio. Quel giorno, nel 1950, Alcide De Gasperi viene informato del progetto dall'ambasciatore italiano a Parigi, Pietro Quaroni. Il giorno dopo comunica l'adesione da parte dell'Italia al progetto della Ceca, aprendo in tal modo la strada alle adesioni successive di Belgio, Olanda e Lussemburgo.

La Cee, la Comunità economica europea ha deciso di adottare come "Giorno dell'Europa" il 9 maggio in occasione del vertice tenutosi a Milano nel 1985.,

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