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martedì 19 ottobre 2021
 
Il Rapporto di Oxfam
 

Il boom delle disuguaglianze

02/11/2014  Ecco una serie di dati-chiave per capire lo "stato del pianeta" rispetto a ricchezza e povertà crescenti.

Le dimensioni della disuguaglianza

Il divario tra ricchi e poveri cresce sempre di più. Nonostante la crisi finanziaria, il numero di miliardari è più che raddoppiato dal 2008 ad oggi. Dalla classifica dei miliardari stilata dalla rivista americana “Forbes”, nel marzo 2009, dopo la crisi finanziaria, si contavano 793 super ricchi nel mondo. Oggi il numero è di 1.645.

Oggi nell’ Africa sub-sahariana si contano 16 super ricchi1 e 358 milioni di persone che vivono in estrema povertà.

Oxfam ha rilevato, nel gennaio 2014, che gli 85 uomini più ricchi del pianeta possiedono quanto la metà più povera della popolazione mondiale. Il dato sconvolgente è che da allora il loro capitale è andato aumentando ogni giorno di 668 milioni di dollari - quasi mezzo milione di dollari al minuto.

Nel mondo 7 persone su 10 vivono in Paesi in cui il divario tra ricchi e poveri è aumentato negli ultimi 30 anni.

La grande disuguaglianza, un male per tutti


L’aumento della disuguaglianza di reddito è correlato ad un più alto tasso di criminalità, (in particolar modo criminalità violenta) malattia mentale, dipendenze e detenuti.

L’America latina ha il primato della regione più “disuguale ed insicura al mondo”- ciò dimostra che la disuguaglianza porta all’instabilità - 41 delle prime 50 città più pericolose al mondo si trovano in America Latina che è di gran lunga la regione che registra il più alto tasso di omicidi al mondo tra il 2000 e il 2010.

La grande disuguaglianza, un ostacolo alla riduzione della povertà

Secondo l’analisi di Oxfam, in Paesi come Kenya, Indonesia e India milioni di persone potrebbero uscire dalla povertà se solo potesse essere ridotta la disuguaglianza. L’obiettivo di sradicare la povertà nei Paesi africani sarà raggiunto solo nel 2075 se non vi sarà una riduzione nella disuguaglianza di reddito.

Negli ultimi 2 decenni, il mondo ha fatto enormi progressi per combattere la povertà estrema; milioni di persone oggi hanno accesso a cure sanitarie ed istruzione. La disuguaglianza rischia però di minare e in alcuni casi invertire questo progresso.

La disuguaglianza economica e la diseguaglianza di genere

In Etiopia, quasi il 70% delle donne più povere non frequenta la scuola, rispetto al 14% circa degli uomini più ricchi.

Al ritmo attuale, ci vorranno 75 anni per diminuire il divario della differenza retributiva e lavorativa tra i sessi e far diventare realtà il principio della parità.

La disuguaglianza ha un forte impatto su chi è già colpito da crisi e calamità ambientali

Nelle società il rischio non è mai equamente distribuito; i più vulnerabili ed emarginati sono i più colpiti da crisi e calamità, che generano ulteriore povertà. L’81% dei decessi causati dai disastri colpisce le aree a basso reddito e a reddito medio-basso, anche se rappresentano solo il 33% dei disastri.

Il 7% più ricco della popolazione mondiale (mezzo miliardo di persone) è responsabile per il 50% delle emissioni globali di CO2; mentre il 50% più povero emette solo il 7% delle emissioni in tutto il mondo.

La terra intesa come proprietà terriera, rappresenta la fonte più antica di ricchezza, cruciale per il cibo e il reddito dei più poveri che possono esserne cacciati non avendo titoli di proprietà certa. La terra è il bene sul quale si realizza la più antica forma di disuguaglianza.

Mobilità Sociale

In Pakistan un ragazzo nato in una zona rurale, da una madre e un padre che appartengono al 20% della popolazione più povera ha solo l’1.9 % di probabilità di entrare a far parte del 20% più ricco.

Negli Stati Uniti, circa la metà dei bambini nati nelle famiglie a basso reddito sono destinati a diventare adulti a basso reddito.

Oxfam e povertà

Sanità e Istruzione

Ogni anno 100 milioni di persone entrano nella soglia di povertà perché devono pagare di tasca propria l’assistenza sanitaria.

Dall’inizio della crisi finanziaria almeno 1 milione di madri muore di parto per mancanza di servizi sanitari adeguati. I dati sulla mortalità materna disponibili si riferiscono al 2010-2013.

Nel 2010 si calcolano 287.000 morti per parto mentre 2013 circa 289.000. Oxfam calcola siano circa 1,4 milioni i decessi per parto dovuti a mancanza di servizi sanitari dal 2009 al 2013.

In Ghana le famiglie più povere pagano il 40% del loro reddito per poter mandare un figlio a scuola.

In Etiopia, il 20% più povero della popolazione ha meno del 3% di possibilità di andare a scuola rispetto al 20% più ricco.

Lavoro e salari

In Sud Africa un operaio di una miniera di platino dovrebbe lavorare 93 anni per guadagnare il bonus annuale di un amministratore delegato.

Sia nei Paesi ricchi che in quelli più poveri dal 1990 un piccolo calo nella percentuale del Pil si è riflessa sui salari. Così i lavoratori portano a casa una fetta sempre più piccola della torta.

Nel Regno Unito, nel 2014 i top 100 executives hanno guadagnato 131 volte di più di un impiegato medio, tuttavia solo 15 di queste aziende si è impegnata a dare ai loro dipendenti un salario minimo.

Oxfam e povertà

 
 
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