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«Preghiamo per le vittime, accogliamo gli sfollati; la città è ferita, non piegata»

14/08/2018  L'arcivescovo, il cardinale Angelo Bagnasco, interviene dopo il crollo del Ponte Morandi (gli ultimi bollettini parlano di 35 morti e di una decina di dispersi): Genova ne uscirà consolidata nel suo spirito di solidarietà che fa parte del suo animo e per quell’aiuto concreto di cui ha sempre dato prova al suo interno e anche oltre se stessa”.

Il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, si reca sui luoghi colpiti dall'alluvione nell'ottobre 2014. Foto Ansa. Le fotografie in alto in copertina sono, invece, dell'agenzia Reuters.
Il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, si reca sui luoghi colpiti dall'alluvione nell'ottobre 2014. Foto Ansa. Le fotografie in alto in copertina sono, invece, dell'agenzia Reuters.

Genova è attonita. Un'altra tragedia l'ha sfregiata. Alle 11,50 è crollato il Ponte Morandi trascinando giù con sè gli automobilisti che lo stavano percorrendo e schiacciando case e altre edifici sottostanti. Gli ultimi bollettini parlando di 35 morti, di numerosi feriti (alcuni gravisimi, ricoverati con il codice rosso) e di una decina di dispersi.

Il 15 agosto, festività dell'Assunta, è dedicato in particolar modo alla preghiera per le vittime. Le comunità ecclesiali pregano Dio per chi è deceduto, per chi è ferito, per i familiari degli uni e degli altri, per la città intera. Lo ha detto all'agenzia Ansa l'arcivescovo di Genova, il cardinale Angelo Bagnasco, che ha anche annunciato come la diocesi, con le sue strutture, stia attivandosi per gli sfollati. 

Il cardinale ha anche parlato con l'agenzia di stampa Sir.  «Genova è stata ferita da questa tragedia, ma non sarà assolutamente piegata», ha affermato l'arcivescovo: «ne uscirà, anzi, consolidata nel suo spirito di solidarietà che fa parte del suo animo e per quell’aiuto concreto di cui ha sempre dato prova. La Chiesa è vicina, come già avvenuto in passato, nelle alluvioni e nella caduta del molo Giano. Tragedie che sono ancora nel cuore della città. Attraverso le parrocchie, in modo particolare, attraverso i parroci più interessati nel territorio in cui si è consumata la tragedia, sono già in atto delle operazioni per alcune persone sfollate per motivi di prudenza. Ai familiari esprimo tutto il dolore della diocesi e la preghiera per raccomandare le vittime al Signore. Ai feriti auguro una pronta guarigione. Auguro che la città si compatti sempre di più in questi momenti e guardi avanti, stringendosi ma non chiudendosi in se stessa». 

«Ora bisogna pensare soprattutto a chi è mancato, alle famiglie disagiate, ai feriti, ai problemi per la città», ha con cluso l'intervista al Sir il cardinale Bagnasco: «disagi molto gravi, da tutto dobbiamo prendere spunto per guardare al futuro con sempre maggiore responsabilità, con prudenza e con spirito costruttivo».

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