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«Non si può costruire il futuro senza tener conto delle radici»

28/03/2022  Il cardinale Gualtiero Bassetti a Catanzaro per i 900 anni della consacrazione della sua Cattedrale, con il rammarico di non poter celebrare l’evento all’interno del Duomo. La chiesa più importante del capoluogo della Calabria, infatti, è chiusa al culto da quattro anni, per via di lavori di ristrutturazione che procedono a rilento

Un cammino di storia e di fede che ha attraversato vicissitudini complesse, guerre comprese, senza perdere di vista i valori su cui costruire le solide basi una comunità cristiana, quella di Catanzaro, che festeggia i 900 anni della consacrazione della sua Cattedrale, con il rammarico di non poter celebrare l’evento all’interno del Duomo. La chiesa più importante del Capoluogo della Calabria, infatti, è chiusa al culto da quattro anni, per via di lavori di ristrutturazione dopo il crollo di una parte del soffitto, che procedono assai a rilento.

Una tristezza profonda che si leva ogni giorno, nei cittadini e nel clero, attraversando la piazza chiusa su cui si affaccia anche la sede dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, dal 9 gennaio scorso affidata da monsignor Claudio Maniago. Ma la presenza del cardinale Gualtiero Bassetti, domenica scorsa, ha impreziosito un evento molto sentito: il presidente della Conferenza episcopale italiana, infatti, ha aperto le solenni celebrazioni per i 900 anni della consacrazione della Cattedrale, celebrando assieme a monsignor Maniago la solenne cerimonia eucaristica nella Basilica dell’Immacolata.

“Novecento anni di storia, di vicende, anche di guerre, perché ci sono state anche quelle, novecento anni di vita, di santità, sono valori a cui è necessario fare riferimento perché non si può costruire il nostro futuro senza tenere conto delle radici, e grazie a Dio siamo su radici consistenti, di civiltà dell'amore e anche di progresso continuo – ha dichiarato a margine della celebrazione il cardinale Bassetti, accompagnato dall'arcivescovo di Catanzaro-Squillace monsignor Claudio Maniago -. Speriamo che questa giornata stimoli a un impegno a riaprirla e che possa esserci un'attenzione e una premura perché il popolo ha bisogno della sua Cattedrale”, ha sostenuto il cardinale Bassetti, accompagnato dall’arcivescovo Maniago.

Dal cardinale Bassetti arriva anche un messaggio di speranza alla comunità ecclesiastica di Catanzaro, provata di recente da alcune vicende traumatiche come la soppressione del Movimento Apostolico e le dimissioni anticipate del predecessore di monsignor Maniago, monsignor Vincenzo Bertolone. “Avete un giovane vescovo, ben preparato spiritualmente e culturalmente, pieno di energie e soprattutto desideroso di fare il pastore e di essere il vescovo di tutti. E quindi Catanzaro parte bene - ha aggiunto il cardinale Bassetti -. Ogni chiesa, specialmente la cattedrale, racchiude in sé qualcosa di particolare, nella semplicità o nello splendore dell'arte costruttiva esprime una primordiale esigenza umana, oggi ancora più avvertita: incontrare Dio che si fa presente in mezzo agli uomini e con loro vuole comunicare. Per questo – ha sostenuto ancora il cardinale Bassetti - ogni chiesa è davvero casa di Dio, il tempio di Dio, il luogo della grazia”.

Al centro dell'attenzione, naturalmente, le vicende della guerra in Ucraina: “C'è un ruolo più importante per la Chiesa in questi tempi, perché la Chiesa deve svolgere la sua maternità, è madre di tutti i popolo. La Chiesa Cattolica non guarda in faccia a nessuna religione, ogni uomo per noi è figlio di Dio e fratello, come scrive il Santo Padre nella “Fratelli tutti”, riprendendo un pensiero anche di San Francesco. Ho sentito l’appello accorato del Papa e quello che dice, che riguarda veramente tutti, senza distinzioni, una religione o un'altra, un colore o un altro, quello che dice il Papa è il messaggio di un padre che supplica i figli a ristabilire la pace, che è il dono più grande che Dio abbia fatto all'umanità”.

“La presenza del cardinale Bassetti – ha detto, non senza emozione, l'arcivescovo di Catanzaro-Squillace monsignor Maniago:  - è fonte di gioia e rappresenta un'ulteriore vicinanza del Santo Padre, e noi abbiamo bisogno di sentirci uniti in questo momento faticoso non solo per la nostra Diocesi ma per la Chiesa e il mondo intero. La presenza del cardinale Bassetti testimonia il valore dell'unità della Chiesa, che è il valore aggiunto. Oggi Catanzaro fa festa, ricorda questa Cattedrale che presto vuole tornare a vivere, ma la fa come Chiesa che è patrimonio di tutti i cristiani». E sulla situazione della Cattedrale, chiusa da quattro anni ha aggiunto: «Questa situazione stende un velo di rammarico e di tristezza e ci fa sentire un po' orfani. Sui tempi di riapertura bisognerebbe ovviamente chiedere ai tecnici ma ho avuto rassicurazioni sul fatto che la procedura sta andando avanti, si tratta di una realtà molto ampia e complessa ma il cammino – ci è stato assicurato – è seguito adeguatamente e quindi in tempi speriamo ragionevolmente brevi potremo tornare a godere di questa Cattedrale. Questa è la rassicurazione. Dobbiamo avere pazienza, del resto – ha concluso l’arcivescovo - si tratta di un grande monumento, ci sono di mezzo il ministero, le autorità che giustamente devono vigilare affinché stavolta sia fatta un'’opera stabile e accogliente, all'altezza di uno dei monumenti più importanti non solo di Catanzaro ma dell'intera Calabria e d'Italia. La cattedrale è la chiesa madre, quindi non può non essere la mia principale preoccupazione. Con pazienza ma con attenzione speriamo di entrare presto nella nuova Cattedrale”.

Le celebrazioni per i 900 anni della Cattedrale continuano giovedì 31 marzo con la presentazione del volume “Storia della Diocesi di Catanzaro” dell’arcivescovo emerito, scomparso lo scorso 1 luglio, monsignor Antonio Cantisani.

 
 
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