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lunedì 20 maggio 2024
 
VERSO IL GIUBILEO
 

Il cardinale Matteo Zuppi: «Roma diventi la capitale della Fratelli tutti»

09/02/2023  È il messaggio lanciato dal presidente della Cei, richiamando l’enciclica di papa Francesco, all’incontro “Imparare Roma”, promosso nella capitale da Carità Politica, ente di diritto pontificio, che ha lanciato un progetto per promuovere il dialogo fra diverse Nazioni e ha lanciato l'idea di "Expo Creatività" in vista dell'Anno Santo 2025

Il cardinale Matteo Zuppi, 67 anni, al tavolo del convegno promosso 8 febbraio a palazzo San Calisto, da Carità Politica, ente di diritto pontificio, riconosciuto come ente morale dallo Stato italiano, che si propone l’obiettivo di fare rete tra gli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede. Foto: Vatican News. In alto e in copertina: il Papa, 86, e altri leader religiosi, all'incontro ecumenico per la pace organizzato il 25 ottobre 2022, a  Roma, dalla Comunità di Sant'Egidio. Foto: Ansa.
Il cardinale Matteo Zuppi, 67 anni, al tavolo del convegno promosso 8 febbraio a palazzo San Calisto, da Carità Politica, ente di diritto pontificio, riconosciuto come ente morale dallo Stato italiano, che si propone l’obiettivo di fare rete tra gli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede. Foto: Vatican News. In alto e in copertina: il Papa, 86, e altri leader religiosi, all'incontro ecumenico per la pace organizzato il 25 ottobre 2022, a Roma, dalla Comunità di Sant'Egidio. Foto: Ansa.

«Roma metta a frutto la sua naturale vocazione all’universalità e diventi la città della Fratelli tutti». È il messaggio lanciato dal presidente della Cei e arcivescovo di Bologna, cardinale Matteo Zuppi, richiamando l’enciclica datata 4 ottobre 2020 di papa Francesco, all’incontro “Imparare Roma”, promosso nella capitale a palazzo San Calisto, da Carità Politica, ente di diritto pontificio, riconosciuto come ente morale dallo Stato italiano, che si propone l’obiettivo di fare rete tra gli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede, stimolando la collaborazione fra loro, e organizzando dibattiti per l’approfondimento di tematiche di carattere internazionale. Tra i relatori, oltre al cardinale, l’ambasciatore di Israele presso la Santa Sede Raphael Schutz, il ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano e il fondatore dell’associazione Alfredo Luciani, che hanno preceduto l’intervento di diversi diplomatici convenuti all’evento.

«La vostra stessa presenza qui», ha detto il cardinale, «è segno della vocazione universale di questa città. Tutti noi dobbiamo imparare Roma, anche noi romani che a volte tendiamo a vederla come una città qualunque, senza renderci conto che questo la relega a una dimensione provinciale. È significativo il fatto che molti romani non sono mai entrati in San Pietro o non abbiano mai visto l’interno del Colosseo. Non si tratta di vederla come un posto mitico o pregno di storia e di arte, ma di coglierne la dimensione universale, crocevia di culture e credi diversi, di realtà sociali contrapposte. Di certo è anche la città santa, punto di riferimento per i cattolici a causa della presenza della Chiesa, ma va scoperta e apprezzata da diversi punti di vista, colta anche nelle sue contraddizioni, visibili in una periferia che, come sottolineava Pasolini, “ha distrutto la bellezza senza crearne un’altra”. Una città accogliente, ma anche solcata dalla solitudine, dove è alto il numero dei nuclei familiari composti da una sola persona e la solitudine degli anziani è un interrogativo pure da imparare. Roma vive la contraddizione tra ciò che è realmente, in concreto, e il suo potenziale di sempre».

Proprio questo potenziale, altamente simbolico, frutto di tutta una lunga storia, ha aggiunto il presidente della Cei, fa della capitale la potenziale città di Fratelli tutti, il luogo ideale di un’autentica koiné, di una civiltà comune accettata da popolazioni diverse,  di una cultura del dialogo e della pace. «Un luogo», ha spiegato Zuppi, «in cui possono prevalere la spiritualità, la bonomia e il rispetto per la forza del relativismo cristiano. Papa Benedetto XVI non ha mai smesso di stigmatizzare, e a ragione, i relativismi, ma quello cristiano è particolare perché spinge alla tolleranza, al confronto reciproco, a non abbandonarsi al compulsivo bisogno di trovare risposte immediate, dando al tempo una dimensione più ampia, a beneficio della saggezza e della ponderatezza. Delle quattro coordinate indicate da papa Francesco in Evangelii Gaudium, il tempo e lo spazio sono quelle più rilevanti a Roma, non a caso detta “Città Eterna”. Il fluire del tempo ci aiuta a comprendere fino in fondo lo spazio in tutte le sue sfaccettature. Questa consapevolezza grazie alla presenza e l’incontro di tante realtà diverse qui, e tutta la storia di Roma, possono davvero renderla la città di Fratelli tutti. Mi viene in mente lo storico Mommsen, quando all’arrivo dei Piemontesi a Roma disse a Quintino Sella che bisognava cogliere gli “universalismi” di questa città. Questo è possibile guardandola in tutte le sue specificità».  A conclusione del suo applauditissimo intervento Zuppi ha ricordato le parole di Paolo VI che nel 1974 sottolineo come  «Roma non è solo storia, non solo è arte, non solo è tipo di una civiltà; Roma è mistero», un mistero tra storia e fede alla presenza proprio qui dei successori di Pietro, che portò papa Montini, oggi santo a parlare di “senso di Roma”, per far comprendere ai romani che tanti pellegrini e turisti vengono nella capitale «per osservare se Roma sia davvero cosciente della sua peculiarissima posizione morale nel mondo».

Nel corso del meeting Carità politica ha annunciato due importanti progetti in occasione del Giubileo del 2025. Una “Expo Creatività” aperta a cultura, scienza e arte dal tema “La riconciliazione nella religione e nella società” in cui «la creatività è in se stessa un annuncio ed una testimonianza di riconciliazione fra gli uomini» con l’obiettivo di estendere il raggio d’azione della giustizia e dell’amore in ogni Paese e nei rapporti fra le nazioni, promuovendo la coscienza della fraternità e l’universalità della famiglia umana. Altro grande progetto è quello di una rassegna d’arte, sulla scia di quella promossa per il Giubileo del 2000, in grado di evidenziare la capacità delle varie forme espressive di rendersi veicolo di dialogo tra popoli diversi.

 

 
 
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