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sabato 25 giugno 2022
 
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Parolin: «Nessuno stop al ddl Zan, discutere è sempre lecito»

24/06/2021  Intervistato da Andrea Tornielli su Vatican News, il cardinale Segretario di Stato puntualizza: «Siamo contro qualsiasi atteggiamento o gesto di intolleranza o di odio. La nostra preoccupazione riguarda i problemi interpretativi che potrebbero derivare nel caso fosse adottato un testo con contenuti vaghi e incerti, che finirebbe per spostare al momento giudiziario la definizione di ciò che è reato e ciò che non lo è»

«Non è stato in alcun modo chiesto di bloccare la legge». Intervistato da Andrea Tornielli su Vatican News in merito alle vicende relative al ddl Zan, lo precisa  il Segretario di Stato della Santa Sede, il cardinale Pietro Parolin. «Siamo contro qualsiasi atteggiamento o gesto di intolleranza o di odio verso le persone a motivo del loro orientamento sessuale, come pure della loro appartenenza etnica o del loro credo», sottolinea il cardinale: «La nostra preoccupazione riguarda i problemi interpretativi che potrebbero derivare nel caso fosse adottato un testo con contenuti vaghi e incerti, che finirebbe per spostare al momento giudiziario la definizione di ciò che è reato e ciò che non lo è. Senza però dare al giudice i parametri necessari per distinguere». 

«Avevo approvato la Nota Verbale trasmessa all’ambasciatore italiano e certamente avevo pensato che potevano esserci reazioni», spiega Parolin: «Si trattava, però, di un documento interno, scambiato tra amministrazioni governative per via diplomatica. Un testo scritto e pensato per comunicare alcune preoccupazioni e non certo per essere pubblicato». L’intervento della Santa Sede, quindi, è stato “preventivo”, ma nel senso di «fare presenti i problemi prima che sia troppo tardi. Il disegno di legge è stato già approvato, peraltro, da un ramo del Parlamento. Un intervento solo successivo, una volta cioè che la legge fosse stata adottata, sarebbe stato tardivo. Alla Santa Sede si sarebbe potuto imputare un colpevole silenzio, soprattutto quando la materia riguarda aspetti che sono oggetto di un accordo».

 

«La Conferenza episcopale italiana ha fatto tutto il possibile per far presenti le obiezioni al disegno di legge», prosegue il Segretario di Stato. «Ci sono state due dichiarazioni in proposito e il quotidiano dei cattolici italiani, Avvenire, ha seguito con molta attenzione il dibattito. Anche la Cei, con la quale c’è piena continuità di vedute e di azione, non ha chiesto di bloccare la legge, ma ha suggerito delle modifiche. Così anche la Nota Verbale, si conclude con la richiesta di una diversa ‘modulazione’ del testo. Discutere è sempre lecito».

 
 
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