logo san paolo
giovedì 01 dicembre 2022
 
Chiesa
 

Il Centro della famiglia di Treviso sempre più "rosa": quattro donne nel direttivo

16/09/2022  Nominati dal Vescovo di Treviso, monsignor Michele Tomasi, i nuovi consiglieri. Cresce la rappresentanza femminile, per la prima volta in maggioranza nella storia della Fondazione. Un laico alla carica di vicedirettore. Confermata la direzione a don Francesco Pesce.

Il Centro della Famiglia di Treviso
Il Centro della Famiglia di Treviso

Sempre più spazio ai laici e soprattutto alle donne nei ruoli direttivi del “Centro della Famiglia” della diocesi di Treviso. Per la prima volta nella storia ultraquarantennale della Fondazione del Centro, le donne sono in maggioranza nel nuovo consiglio direttivo. In aggiunta, infatti, alla conferma di Antonella Santi, la designazione di ben tre nuove consigliere da parte del vescovo Michele Tomasi, porta infatti in maggioranza il numero delle donne in seno al consiglio di sette membri in carica per i prossimi cinque anni. Le new entry, assieme a Nicola Poloniato, sono Silvia Prearo, avvocata di Treviso, Paola Rossi, impiegata di Ponzano Veneto, e Mariella Salvadori, pensionata, sempre di Ponzano Veneto .

   Altra grande novità, l’inedita assegnazione dell’ufficio di vicedirettore a un componente laico, Roberto Miotto, avvocato di Ponte di Piave. Nel segno della continuità, l’affidamento della direzione a don Francesco Pesce, docente di teologia presso la Facoltà Teologica del Triveneto, già presidente della Fondazione. Un consigliere confermato è Davide Giorgi, classe 1964, imprenditore, di Castello di Godego. Confermato, inoltre, l’incarico di economo ad Adriano Bordignon, direttore del Consultorio Familiare e Presidente del Forum delle Associazioni Familiari del Veneto. Le nomine per la fondazione conferite dal vescovo sono state decise dopo una consultazione  con i volontari del Centro.  

   Questa istituzione, fondata e ideata da don Mario Cusinato, è uno dei fiori all’occhiello delle realtà diocesane trevigiane e  ha una storia di servizio a favore  delle coppie e della famiglia che parla da sé: oltre 17 mila persone preparate al matrimonio;  circa quattromila casi di consulenza e terapia familiare; 350 coppie formate come operatori pastorali familiari.   Oltre 40 anni fedeli alla propria mission: preparare fidanzati alla vita coniugale, accompagnare le coppie anche dopo il matrimonio, sostenendo famiglie in difficoltà e le parrocchie nella formazione  a questa delicata pastorale. Ma non solo: formando e qualificando operatori, cercando di tenere sempre le antenne sollevate sui nuovi segnali lanciati dalla società e i cambiamenti radicali delle relazioni interpersonali. Insomma un prezioso laboratorio sociale a servizio della famiglia e a sostegno delle sue fragilità; nel contempo un centro specializzato di competenze messe a disposizione delle parrocchie e della diocesi, capace di promuovere pastorale ma anche cultura.

«Sono felice di iniziare una nuova fase del Centro della Famiglia con il nuovo Consiglio Direttivo», ha affermato don Pesce. «Una storia feconda che parte da lontano e che grazie al patrimonio di studio e approfondimento, alla generosità e alle capacità degli interpreti, è destinata a portare ancora molto frutto. Anche a motivo della pandemia e delle sue conseguenze ci vengono rivolte nuove sfide nel prenderci cura delle relazioni familiari, sostenere chi è più fragile, offrire strumenti a chi vuole crescere. Vogliamo prendere sul serio i bisogni delle famiglie di oggi e siamo convinti che queste costituiscano lo snodo del benessere del nostro territorio. Sentiamo il compito primario di sostenere le famiglie perché siano protagoniste nella cura delle comunità locali e del Bene Comune cercando di costruire ponti e coesione sociale. Come Centro della Famiglia desideriamo continuare a farci portavoce dei bisogni delle famiglie e interlocutori con le istituzioni pubbliche, mettendo a disposizione il nostro bagaglio di competenze e la nostra rete di famiglie per la costruzione di un ambiente sociale che riconosca il valore di rapporti stabili, inclusivo, capace di sostenere e di pensare al futuro. Vorremmo essere un’espressione di Chiesa in uscita, come dice papa Francesco, capace di stare sulla strada, di camminare con le persone di oggi, di rialzare chi si fa male, di entusiasmare e guardare avanti. Un grazie ai tanti volontari che si sono preparati con percorsi formativi, i professionisti e i vari collaboratori che costituiscono la squadra con cui promuovere il bene delle famiglie».

(Nella foto grande: il nuovo consiglio con il Vicario Generale della Diocesi di Treviso, Don Giuliano Brugnotto).

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo