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Il cinema maestro di vita

01/04/2011  "Il tempo delle scelte - La sfida educativa” è la rassegna di 55 film lanciata dall'Acec nelle sale della comunità italiane

Cosa hanno in comune film come  “Alice in wonderland” di Tim Burton e “Il discorso del re” di Tom Hooper? E “La prima cosa bella” di Paolo Virzì con “La solitudine dei numeri primi” di Saverio Costanzo? Con sensibilità e modalità espressive differenti, sono pellicole che interrogano le coscienze degli spettatori. Per questo sono state scelte dall’Associazione cattolica esercenti cinema (Acec) per la rassegna nazionale “Il tempo delle scelte – La sfida educativa”, realizzata in collaborazione con il Progetto culturale della Cei e il ministero per i Beni e le Attività culturali, che dal 1° aprile al 15 giugno coinvolgerà 51 sale della comunità (così si chiamano i cinema parrocchiali, molti dei quali sono all’avanguardia grazie alla tecnologia digitale) in tutta Italia.

Per il settimo anno consecutivo Acec e Cei si impegnano a offrire attraverso l’intrattenimento culturale, spunti di riflessione sui grandi temi della vita. Dopo aver ragionato nelle precedenti stagioni sull’importanza dell’infanzia, della multiculturalità, della festa, dell’ecologia, del viaggio come cammino, della ricerca dell’Assoluto, l’attenzione va ora all’educazione, intesa non tanto o non solo come scolarizzazione, ma come cultura. «L’educazione è una delle grandi emergenze del nostro Paese» – ha spiegato il segretario generale dell’Acec Francesco Giraldo. «Non è solo un problema di istruzione o di avviamento al lavoro, è in crisi la capacità di una generazione di adulti di educare i propri figli. È diventato normale pensare che tutte le cose hanno lo stesso valore, vivere come se la verità non esistesse. L’incertezza dei ragazzi è figlia di una cultura che ha sistematicamente demolito le condizioni e i luoghi stessi dell’educazione: la famiglia, la scuola, la chiesa». E allora cosa c’è di meglio per avviare una discussione su questi temi di un film come  “In un mondo migliore” che offre uno dei ritratti più intensi e ricchi di suggestioni della figura del padre apparsi in questi ultimi anni al cinema?

Ma le scelte dell’Acec non sono affatto scontate, anzi: accanto a titoli che offrono modelli positivi come “La donna che canta”, storia di una madre che costruisce la sua vita tormentata sul perdono, ce ne sono altri molto più problematici, da “La pecora nera” di Ascanio Celestini sulla malattia psichiatrica a “Perdona e dimentica” di Todd Solodz, «un confronto inesorabile con se stessi, con la paura, i desideri, le speranze, forse soprattutto con l'America puritana e peccatrice», come scrive l’Acec nella scheda di presentazione del film. Non solo drammi, comunque. La riflessione può partire anche da pellicole più leggere e divertenti come “Genitori & figli: agitare bene prima dell’uso” di Giovanni Veronesi o “Happy Family” di Gabriele Salvatores. Le 51 sale selezionate (l’elenco si può leggere nell’allegato) sceglieranno quale pellicole programmare, accompagnando ciascuna proiezione con spettacoli teatrali, concerti e tavole rotonde sui temi sollevati dai film. “No, il dibattito no!”, implorava Nanni Moretti nei politicizzati anni ’70 di “Io sono un autarchico”. Ma in questi anni così confusi, forse è giusto che torni di moda.

 
 
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