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martedì 30 novembre 2021
 
Giornata mondiale
 

Commercio equo solidale, festa per un milione di lavoratori

13/05/2017  Il 13 maggio si celebra la giornata mondiale del commercio equo solidale. Una realtà che coinvolge un milione di lavoratori nel mondo per un fatturato di 8 miliardi di euro. Il rapporto di Equo garantito, aspettando la legge arenata al Senato

Il 13 maggio è la Giornata mondiale del Commercio equo e solidale, una realtà ormai consolidata e che vede in Italia un punto di riferimento in  Equo Garantito - Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale, l’associazione che rappresenta le Organizzazioni di commercio Equo e Solidale. Nell’occasione del giornata ha presentato un dettagliato rapporto che analizza la situazione di questa fascia di mercato, che sta incrementando diffusione e profitti. In Italia i punti vendita che faanno capo a questa organizzazione sono 234,  a cui si aggiungono 5 caffetterie.  
Continua ad aumentare il numero dei soci totali, quasi 35.000, mentre si mantiene intorno ai 4.700 il numero totale dei volontari. Anche il numero dei dipendenti è tornato a salire leggermente, arrivando a 939, di cui il 49% è donna. I ricavi totali del commercio equo e solidale in Italia sono di 150 milioni di euro di cui la metà,  quasi 75milioni di euro  di organizzazioni che fanno parte di Equo garantito. 
I ricavi totali dalla vendita di prodotti del commercio equo e solidale sono pari a 64.327.301 €,Il 29% dei ricavi da Commercio Equo e Solidale proviene dalla vendita al pubblico, il 45% dalla vendita a soggetti dell’economia solidale ed il 24% a soggetti commerciali (2% altri canali). E’ aumentato del 12% dal 2013 il numero dei trasformati di propria produzione (609) di cui il 47% è prodotto di Commercio Equo e Solidale, ovvero con materie prime equosolidali almeno al 70% del peso o valore. Il 27% sono biologici Il valore delle importazioni dirette dai produttori è in aumento, quasi 13milioni di euro nel 2015, mentre erano quasi 12milioni nel 2013. Il dato più interessante è sicuramente che nel 2015 sono stati inseriti 24 nuovi produttori che non avevano contatti pregressi con importatori italiani e questo significa continua apertura e ampliamento delle relazioni e dei prodotti per le nostre attività. . Il numero di produttori partner dei nostri soci più alto è in Asia (ben 93 produttori), ma la % maggiore del valore delle importazioni dirette proviene dall’America Latina (51%). Il 10% del valore delle importazioni dirette proviene dall’Africa.

Se allarghiamo lo sguardo al mondo  scopriamo (fonte Altreconomia) che in totale i lavoratori del Commercio equo e solidale sono un milione, tra cooperative e piccoli produttori, per 2.000 realtà produttive che coinvolgono 50 Paesi.  Il fatturato complessivo è di 8 miliardi di euro. Uno su 3 gli italiani che hanno comprato almeno un prodotto di commercio equo e solidale, mentre il 20 % è un acquirente regolare. 
Equo garantito sta seguendo l’iter della Legge nazionale sul Commercio Equo e Solidale.

Equo garantito sta seguendo l’iter della Legge nazionale sul Commercio Equo e Solidale.Nel marzo 2016  è stata approvato il disegno di legge alla Camera ma si è tutt’oggi in attesa dell’approvazione definitiva in Senato. Il Senato non sembra ancora pronto a chiudere questo lungo cammino e nuovamente i passi verso la decisione finale sono rallentati, apparentemente senza motivazioni sostanziali. « Più volte abbiamo sottolineato ed evidenziato come le pratiche e i valori del Commercio Equo e Solidale siano stati promossi in Italia e nel mondo a prescindere da normative di settore», si legge nel rapporto di Equo garantito. «Tuttavia, siamo persuasi dell’importanza di un riconoscimento formale che darebbe concreto sostegno e visibilità all’impegno ultra-trentennale di migliaia di operatori, volontari e sostenitori del Commercio Equo e Solidale nel nostro Paese. 
Una normativa dedicata al Commercio Equo e Solidale, dunque, riconoscendo semplicemente ciò che già esiste, contribuirebbe a garantire maggiormente i consumatori nelle loro scelte di acquisto. Sarebbe altresì “giusta”, perché il Fair Trade rappresenta un mercato in espansione e denota – insieme al mondo del biologico – una sempre maggiore attenzione dei cittadini alle questioni sociali ed ambientali e “utile”, perché il Commercio Equo e Solidale, da sempre, punta a coniugare impresa e solidarietà, prodotti di qualità e supporto alle realtà produttive svantaggiate (nel Sud e oggi anche nel Nord del mondo). 
Aggiungiamo, infine, che l’approvazione di una disciplina sul Commercio Equo e Solidale costituirebbe una significativa innovazione che potrebbe orientare in maniera rilevante il futuro sviluppo del sistema produttivo italiano». 

 
 
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