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domenica 28 novembre 2021
 
 

Nozze gay all'estero, congedo in Italia

05/12/2013 

E’ andato a sposarsi all’estero, visto che in Italia i matrimoni tra persone dello stesso sesso non sono possibili. Una volta tornato, però, come novello sposo ha potuto regolarmente godere delle due settimane di congedo retribuite che spettano a chi contrae matrimonio in chiesa o in civile.

Il caso del tecnico specializzato dell’ Università di Bologna sta occupando le cronache. Fino a questo momento l’Alma mater aveva gestito la vicenda con discrezione, ma la notizia è uscita e ha suscitato reazioni discordanti.

D’altra parte questa è la terza volta che succede, ultima solo in ordine di tempo.
Prima del tecnico specializzato, espatriato per sposare il suo compagno, avevano ottenuto i quindici giorni di congedo matrimoniale retribuito anche un professore associato, che era andato a sposarsi in Islanda col fidanzato, e una dipendente tecnico amministrativa.

Qualcuno ha parlato di una svolta arcobaleno
dell’Università di Bologna, che di fatto ha dimostrato di riconoscere la validità dei matrimoni omosessuali, non previsti dal nostro ordinamento.

«All'interno di una materia notoriamente discussa, abbiamo ritenuto di confermare anche in questo caso una prassi amministrativa, già in atto da tempo, nel pieno rispetto della privacy delle singole persone. Ciò appare coerente anche con la dimensione e composizione internazionale dell'Ateneo», ha dichiarato Patrizia Tullini, prorettore al personale dell’università bolognese.

Il rispetto delle persone è inoppugnabile, ma qui il problema è un altro
e cioè che il certificato di matrimonio prodotto dagli interessati per reclamare il loro diritto al congedo matrimoniale (che è altra cosa rispetto alle ferie, beninteso) nel nostro paese non ha alcun valore legale. E invece in questi casi tutto il procedimento è filato via liscio come l’olio, senza nessuno degli intoppi burocratici cui, ahimè, siamo anche troppo abituati quando abbiamo a che fare con i pubblici uffici.

Altri in questi giorni hanno evidenziato come diverse aziende private, a cominciare dalla Coop Adriatica, per restare in Emilia Romagna, stiano riconoscendo gli stessi diritti ai loro dipendenti conviventi o sposati all’estero con persone dello stesso sesso, equiparando le coppie arcobaleno in genere alle coppie eterosessuali regolarmente sposate.
Ma l’Università di Bologna, fino a prova contraria, non è un’azienda privata.

 
 
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