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martedì 28 maggio 2024
 
La foto
 

Il destino della ragazza afghana, simbolo dei profughi senza patria

27/10/2016  La donna resa un'icona dal fotografo Steve McCurry è stata arrestata per aver falsificato una carta d'identità. Era fuggita dall'Afghanistan e aveva trovato rifugio in un campo profughi in Pakistan. Il suo ritratto entrò non solo nei manuali di storia della fotografia, ma nelle coscienze del mondo occidentale.

Sopra: Steve McCurry fra i due ritratti di Sharbat Gula. In alto: i due ritratti.
Sopra: Steve McCurry fra i due ritratti di Sharbat Gula. In alto: i due ritratti.

ARRESTATA LA RAGAZZA AFGHANA FOTOGRAFATA DA STEVE MCCURRY  È scritto nel destino di Sharbat Gula di essere eternamente il simbolo dei profughi privati di una casa, di una patria. La donna resa un'icona da Steve McCurry è stata arrestata per aver falsificato una carta d'identità.

Sharbat Gula fu immortalata nel 1985, all'età di 12 anni, dal fotografo Steve McCurry: lei, come tanti suoi connazionali, era fuggita dall'Afghanistan e aveva trovato rifugio in un campo profughi in Pakistan. Il ritratto di McCurry entrò non solo nei manuali di storia della fotografia, ma nelle coscienze del mondo occidentale: quegli occhi verdi, nudi, senza protezione che spuntarono dalla copertina del National Geographic fecero conoscere la condizione di migliaia di esuli. Sharbat Gula era allora un'orfana sfuggita all'invasione sovietica dopo aver attraversato le montagne a piedi con la nonna e i fratelli. 

Quegli occhi che lui stesso aveva reso celebri non gli davano pace, così il fotografo cercò la ragazza, ormai divenuta donna, finché non la ritrovò nel 2002 in un villaggio afghano. "La Monna Lisa afghana" si era sposata poco dopo lo scatto - sposa bambina come tante altre sue coetanee - aveva avuto tre figli e ne aveva perso uno. Raccontò a McCurry che nella sua vita non si era mai sentita al sicuro e che la sua famiglia si spostava di continuo al di qua e al di là del confine, a seconda della situazione politica e dei pericoli.  La fotografò anche quella volta: gli stessi occhi verdi, un destino tragico, una domanda inespressa di dignità...

IL PAKISTAN CACCIA I PROFUGHI AFGHANI

Poi, ieri, la notizia che Sharbat Gula è stata arrestata per aver falsificato dei documenti. Una pratica assai diffusa fra i profughi afghani che, se privi della carta d'identità, non hanno diritto ad alcuna forma di assistenza in Pakistan. Ancora una volta, la donna vive sulla propria pelle i conflitti della geografia e della storia: dopo aver prorogato più volte il permesso di soggiorno ai tre milioni di esuli afghani che vivono dentro i suoi confini, il Pakistan sembra ora determinato a mandarli a casa, non oltre il termine del marzo 2017. Cominciare da chi, per necessità, ha falsificato i documenti è un modo per attuare il piano.

McCurry ha dichiarato che farà il possibile per garantire sostegno legale e finanziario alla donna e alla sua famiglia. Certamente, Sharbat Gula è oggi più che mai il simbolo di quella parte di umanità che, senza colpa alcuna, paga le violenze ideologiche di altri.

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