Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
giovedì 25 aprile 2024
 
Il dramma dei papà separati
 

Il divorzio e poi la povertà, il caso del comico di Zelig

20/10/2017  «I bambini stanno bene se stanno bene entrambi i genitori», ricorda Marino Maglietta padre della legge sull'affido condiviso, commentando il caso del comico Marco Della Noce. Il capomeccanico Ferrari di Zelig, a causa di un divorzio conflittuale, ha perso tutto e ora dorme in macchina. E punta il dito sul problema dei papà separati ridotti in povertà

Era il più celebre capomeccanico della Ferrari. Ora però non è più in grado di farci ridere come faceva dal palco di Zelig perché Marco Della Noce si trova al centro di una vicenda dolorosa che lo ha portato a vivere come un senzatetto e a dormire in un'auto. Dopo venti notti trascorse nella sua macchina, a Lissone, nella ricca Brianza,  ha trovato la solidarietà di amici e colleghi che hanno raccolto dei soldi per farlo dormire in un ostello, e forse presto in un appartamento. Il caso  del comico è uno dei tanti che ormai coinvolgono mariti separati o divorziati, spesso con figli, che non riescono a far fronte alle spese di una vita normale a causa degli impegni economici previsti dalle sentenze dei tribunali:  «È successo così anche a me. Ho avuto un divorzio un pò troppo conflittuale e mi è stato imposto di versare per il mantenimento dei miei due figli una cifra alta, prima di 2.500 euro e adesso, dopo alcuni ricorsi, di 1.500, ma la crisi ha diminuito il lavoro, le serate, le ospitate, e così non sono riuscito a far fronte ai miei impegni e ho accumulato debiti che hanno dato corso a pignoramenti, e infine, anche allo sfratto. La cosa più triste è che, non avendo io un luogo idoneo dove incontrare i miei figli, non posso portarli a casa quando mi spetta tenerli». Della Noce dice di voler dare voce, esponendosi mediaticamente anche a tanti papà che vivono la sua stessa sventura. Ha raccontato che da anni infatti, come succede a molti che finiscono a fare la fila alle mense per i poveri, è caduto nel baratro della depressione, e adesso si trova in cura all'ospedale milanese di Niguarda.

«Questo caso non è eccezionale. Colpisce una persona pubblica e con visibilità e quindi finisce sui giornali», commenta Marino Maglietta, presidente dell’associazione nazionale Crescere Insieme e padre della legge 54 sull’Affido condiviso: «La separazione impoverisce la famiglia separata quando la distribuzione degli oneri non è equa. Questo perché c’è una falsa credenza che il bambino stia bene se tutte le risorse economiche sono date al genitore collocatario. Ma il fatto è che il bambino ha due genitori e per legge dovrebbe frequentarli entrambi. Se il totale, per fare un esempio, delle risorse di una famiglia è 2.000 euro dovrebbero disporne 1000 a testa i due genitori. Ma se, come capita spesso, si divide 1500 e 500, il bambino quando sta col genitore più povero sta male». Maglietta sottoline a che questo atteggiamento della magistratura che fa star bene il bambino gonfiando la parte del collocatario  è uno stravolgimento di quelli che sono gli equilibri  di legge e di opportunità: «Perché oltretutto questo squilibrio comporta la perdita di risorse. Per intenderci…  se entrambi i genitori stanno un “pochino male” si attiveranno per produrre più reddito»

Purtroppo abbiamo una magistratura che, invece, spacca la famiglia separata in due tronconi: «Da una parte il genitore collocatario con i figli e dall’altra il genitore residuale. Che è un’appendice cui si chiede di produrre ma cui molto spesso non si permette di avere le condizioni per farlo. Se un padre non ha nemmeno un alloggio decente dove accogliere i figli e deve produrre solo per dare più soldi alla persona da cui si è separato non sarà molto propenso a darsi da fare…».

Per quanto riguarda poi la legge 54 in cui si sancisce l’affido condiviso, Maglietta denuncia che si tratta di una legge tradita: «In questo momento sono a Savona in un convegno a sostenere le buone prassi dei pochissimi tribunali che lo hanno messe in pratica (Brindisi e Salerno). Porterò i miei ragionamenti sulle pratiche per un vero affido condiviso.  Perché, al momento, in realtà tra la collocazione prevalente e il meccanismo dell’assegno e la riduzione dei tempi di visita, di “condiviso” non esiste nulla. Non abbiamo elementi per dire se la legge “funziona o non funzione”. L’affido condiviso, nella pratica,  non è mai stato praticato».

I vostri commenti
7

Stai visualizzando  dei 7 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo