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sabato 28 maggio 2022
 
Essere genitori
 

Quel tunnel lungo quattro anni per diventare genitori che strema la coppia

18/01/2022  Una donna che non riesce ad avere figli riceve continue pressioni, ad esempio chiedendole perché non ne ha e quando ne avrà. Non sarà proprio questo un fattore di stress che le si ritorce contro?

Oggi una percentuale alta di coppie insegue il desiderio di avere un figlio, senza riuscirci. Queste coppie vivono mesi, addirittura molti anni con le famiglie di origine che spingono ed esasperano anche, inconsapevolmente, la coppia che si trova così dentro un “tunnel” di sofferenza silenziosa. Io e mio marito abbiamo atteso 4 lunghi anni prima di riuscire a diventare genitori. Il ginecologo che ci ha seguito ci ha detto che spesso non si trova una motivazione all’origine di questa impossibilità a concepire, perché scientificamente non c’è. Forse la causa è lo stress. Proprio in questi giorni, al telegiornale hanno detto che “le donne in media scelgono di diventare madri a 31 anni”: Ma siamo sicuri che sia una scelta? E soprattutto: siamo sicuri che continuare a fare pressione a una donna che non riesce ad avere figli, chiedendole perché non ne ha e interrogandola su quando ne avrà non rappresenti un fattore di stress che le si ritorce contro? Voi non avete mai parlato nella vostra rubrica di questo tema. Io invece credo che sia importante perché riguarda tantissime famiglie. DESIREE

— Cara Desiree, la tua lettera ci fa riflettere in molte direzioni. Da una parte ci mette davanti agli occhi uno degli eventi che oggi rappresenta per molte coppie un disagio e una fatica di immensa portata emotiva, ovvero il desiderio di avere un figlio senza riuscirci, nonostante l’impegnativo percorso che spesso si intraprende col supporto di specialisti.

È un percorso che espone la coppia ad ansia, paura, incertezza e frustrazione. Naturalmente anche alla speranza, ma lascia così stremate le coppie che vi si sottopongono da generare fatiche psicologiche e relazionali che sono impensabili a chi non le ha vissute e che tu descrivi molto bene con le tue parole. Il secondo aspetto su cui però ci inviti a riflettere è la totale mancanza di discrezione di chi continua a fare domande su sfere privatissime della vita di un individuo, con una leggerezza e un’insistenza che risultano totalmente fuori luogo.

Perché non siamo capaci di avvicinarci con discrezione alle vite degli altri? Perché quel continuo chiedere ben sapendo che ogni volta che facciamo una certa domanda nel cuore di chi ci sta di fronte si potrebbe aprire una ferita pronta a sanguinare?

Diventare genitori è la scelta più intima e privata che una coppia possa fare. Non va indagata, ma va attesa. Sarà quella coppia a darcene l’annuncio nel momento in cui ha la certezza di poterlo e volerlo fare. Chiedere a una figlia o a una nuora “Allora, quando mi dai (se non addirittura: mi fai) un nipotino?” è una frase che invade e intrude uno spazio della vita che non ci riguarda. Di cui giustamente possiamo avere speranza e desiderio, ma che in nessun modo deve essere buttato addosso all’altro con la leggerezza di chi pensa di avere dei diritti da pretendere su scelte di vita che non gli competono in alcun modo.

 
 
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