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Afghanistan, quei bimbi appesi nel vuoto pur di sperare in un futuro migliore

20/08/2021  Portateli con voi, urlano ai soldati. È tale la tragedia degli afgani dopo il ritorno dei talebani da spingerli a scelte estreme. Come dividersi dai propri piccoli per sperare che abbiano un domani

Un corpicino penzolante nel vuoto, il pianto disperato di un neonato. Buca il cuore l'immagine di un piccolo afgano passato dal padre a un soldato americano dall'altra parte del filo spinato del muro perimetrale dell'aeroporto di Kabul. Mani che si incrociano per promettere a questi piccoli un futuro migliore; genitori, donne e madri che affrontano la scelta più difficile, quella che vorresti non ti capitasse mai di dover fare. Separarsi nella speranza di un domani o stare, condannando anche i propri cuccioli all'ecatombe.

Perché questo sta succedendo dal 15 agosto quando per ultima anche Kabul è capitolata in mano ai talebani. Uno scenario drammatico nella capitale afghana con uomini che imbiancano le immagini di giovani donne sulle vetrine, con la ferocia e la violenza di chi cancellandone il volto vuole cancellarne anche la dignità. Ragazze che tramite i social chiedono aiuto “A nessuno importa realmente di noi. Moriremo lentamente nella storia” dando voce così all'angoscia di tante coetanee terrorizzate e nascoste chissà dove.

E mentre il terrore dilaga - tanto da spingere le persone ad aggrapparsi ai carrelli degli aerei in fase di decollo pur di scappare perché tra morire travolti dalla virulenza dei motori e morire per mano dei talebani, è meglio provare fino all'ultimo a salvarsi la pelle - le giovani pregano e si eclissano per non diventare bottino di guerra, le bambine tornano a scuola con l’hijab (il velo) e le mamme affrontano la scelta più dolorosa. “Portateli con voi” urlano ai soldati. Dove, con chi? Non è dato sapere. Ma per loro è comunque meglio che crescerli in un Paese dove lentamente sta tornando il buio.

Foto di copertina Reuters

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