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martedì 07 dicembre 2021
 
femminicidi
 

Vanessa uccisa dall'ex. L'ultima vittima di una lista troppo lunga

23/08/2021  L'ex fidanzato le ha sparato nella notte del 23 agosto mentre la ragazza 26enne passeggiava con gli amici. Lei lo aveva denunciato per stalking ed era sottoposto a divieto di avvicinamento. Ma, allora, come ci si può difendere dalla furia omicida?

Capelli di seta, occhi profondi è stata uccisa come un cane per strada. 26 anni e tutta la vita davanti, Vanessa Zappalà, la notte del 23 agosto mentre passeggiava in compagnia di amici sul lungomare di Acitrezza, frazione marinara di Aci Castello, nel Catanese è stata raggiunta da diversi colpi di arma da fuoco. A sparare l'ex fidanzato della vittima con il quale aveva interrotto la relazione in maniera brusca che si è presentato, pare chiedendo un chiarimento e le ha sparato, uccidendola. L'uomo – 38enne che poi si è impiccato in un casolare nelle campagne di Trecastagni - era stato denunciato per stalking da Vanessa. E per quel reato la Procura di Catania aveva chiesto e ottenuto dal Gip che fosse posto agli arresti domiciliari. Attualmente era sottoposto al divieto di avvicinamento.

Ed questo che lascia spiazzati e disarmati. L'uccisione di una giovane innocente che aveva cercato di difendersi, in ogni modo, dal suo carnefice. Che fare allora? Come tutelarsi dalla violenza, dalla furia cieca di un uomo se non basta denunciare? Le volontarie del Telefono Rosa si stringono alla famiglia di Vanessa in un post allarmato: «Ancora un #femminicidio!» si legge sulla loro pagina Facebook. «Continuiamo a contare le #donne ammazzate per mano di un #uomo». E ancora: «La giovane lo aveva già denunciato per #stalking, la procura di Catania aveva infatti ottenuto gli arresti domiciliari e sottoposto il ragazzo al divieto di avvicinamento. Non è servito a niente, perché Vanessa è stata ammazzata. Questo dovrebbe farci riflettere. Bisognava fare un’analisi più approfondita sulla pericolosità di questa persona e soprattutto controllare che rispettasse il divieto e le regole. Una maggiore attenzione avrebbe forse salvato Vanessa». E concludono con un appello: «Ci chiediamo se non fosse necessario, in casi come questo, il reinserimento del braccialetto elettronico per controllare situazioni di pericolo. Vogliamo che ci sia una protezione maggiore per le donne che denunciano, affinché vengano realmente sostenute».

Il lungomare di Acritrezza (Catania)
Il lungomare di Acritrezza (Catania)

Sono 38, infatti, le donne morte da inizio anno per mano di un amore criminale. Drammaticamente uccise soprattutto da fidanzati, mariti e compagni. È nelle relazioni più intime che si consuma il dramma. Ed ecco allora Victoria, Roberta, Teodora, Sonia, Luljeta... una lista troppo troppo lunga dove l'ultima all'appello è purtroppo Vanessa. Che nell'ultimo post social scriveva: «Non puoi mostrare il mare che hai dentro a chi non sa nuotare». Ora sulle stesse pagine si riversano i commenti di amici e conoscenti, di chi le voleva bene e non si rassegna: «"Principessa. Sarai l'angelo più bello. Non mi do pace quante volte ti mandavo messaggi 'stai attenta Vane...', 'Vane ho paura...' E tu 'Tranquilla non mi fa niente è solo geloso....' Facevi casa e lavoro una ragazza tranquilla, buona, gentile, educata. Ho senso di vuoto. Di angoscia"».

 
 
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