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Le storie: Il falegname delle croci

24/12/2013 

Ha iniziato per protesta, nel 2009, ai tempi del terremoto dell’Aquila, poi hanno cominciato a chiedergli di costruire croci un po’ dappertutto, «e adesso è diventato quasi un lavoro», dice sorridendo. Franco Tuccio, 47 anni, falegname, è ormai per tutti “l’uomo delle croci”, fatte con il legno delle barche affondate davanti a Lampedusa. «Nel 2009 ero arrabbiato perché, sì, certo, L’Aquila era una tragedia ed era giusto che tutti ne parlassero. Ma non era giusto, al contrario, che altre tragedie fossero dimenticate o addirittura nascoste. A 60 miglia da qui era affondata una barca ma niente, nessuno disse o scrisse niente.

Così, assieme all’ex parroco dell’isola, pensai di prendere i legni delle barche nella discarica e intagliare una croce, come simbolo di quello che non si voleva far vedere. L’abbiamo portata durante la Via Crucis ». Un’idea che ha avuto un consenso generalizzato. Prima la diocesi di Agrigento, che gliene ha chieste 400 piccole poi, prosegue Tuccio, «hanno cominciato a commissionarmele un po’ ovunque, da Milano a Bergamo, e poi Chieti, Napoli, Ventimiglia. Chiedono anche croci di un metro e mezzo, oltre a calici e pastorali».

Un altare per papa Francesco

Così, quando papa Francesco ha annunciato la visita sull’isola, chi poteva costruire un altare adatto a quell’ospite così straordinario? Lui. L’altare lo ha costruito Franco Tuccio, con quei legni simbolo dei naufragi e delle speranze tradite di quei profughi in fuga dalle loro terre. «Quando ho incontrato il Papa non camminavo, no, volavo dalla gioia», dice con gli occhi che si illuminano. Tuccio ha 47 anni e ci tiene a dirlo: «Hanno scritto che ne ho 48 ma non è vero. Almeno, per adesso...».
E sorride, soddisfatto. Sposato, ha quattro figli: «Chiara, 14 anni, Gloria di 13, Agnese di 6 e Calogero di 4». Sono tutti a Palermo, però: «A Lampedusa la scuola è un problema per tutti». Poi torna sugli sbarchi: «Non esiste gente di serie A e gente di serie B e bisogna darsi da fare tutti per aiutare chi arriva da noi perché bisogna condividere ciò che si ha con chi, invece, nulla ha. Provo rabbia certe volte: magari li salviamo a 150 chilometri di distanza e poi altri, invece, ci muoiono davanti alla costa».
Lampedusano, ma nato a Pantelleria, Tuccio è anche consigliere comunale. Le Tv di tutto il mondo sono entrate nel suo laboratorio per intervistarlo: «Sono arrivate anche la Bbc e la Cnn, perfino le Tv cinesi. Dopo tutto, era proprio quello che volevo ma non sono una star. Volevo dare interesse a questi pezzi di legno che sono il simbolo di troppe tragedie».

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