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mercoledì 10 agosto 2022
 
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Video shock: sniffare sui mezzi come fosse un gesto normale

28/06/2022  Seduti in metropolitana in pieno giorno a Milano due giovani assumono cocaina come se niente fosse davanti a tutti. Hanno perso il senso del limite, ma lascia sconcertati anche l'indifferenza di chi li sta a guardare senza intervenire (A. Pellai)

Così, alla luce del sole.

Mentre il convoglio della metropolitana sta raggiungendo la fermata De Angeli, due giovanissimi preparano due strisce di cocaina e le aspirano davanti a tutti. Sembra una scena di un film eppure ieri il video .- ripreso da un viaggiatore anonimo - è circolato praticamente dappertutto ed è diventato virale. Sconvolge per più ragioni.

Nel guardare il video si assiste a qualcosa che probabilmente i due protagonisti ritengono non problematico. Con la stessa naturalezza con cui una persona può offrire una caramella al proprio vicino di posto, loro si scambiano una sostanza stupefacente illegale. Come se non ci fosse nulla di sbagliato. Come se il mondo intorno non esistesse. Come se il loro mondo interno non avvertisse la pericolosità e la gravita di ciò che stanno facendo. Il primo elemento su cui riflettere come genitori e adulti è che una scena del genere fa davvero pensare che i due considerino la cocaina che stanno assumendo come una tra le tante sostanze che una persona può decidere di utilizzare durante un viaggio in metropolitana. C’è chi mangia una caramella, appunto. Chi invece una gomma americana. Chi beve una bibita fresca. Loro due scelgono di inalare una striscia di cocaina e lo fanno con la stessa naturalezza con cui avrebbero potuto compiere uno dei gesti appena citati. Nel guardare la scena non si trova nulla che faccia immaginare un atteggiamento che vuole provocare o scandalizzare. Si vede solo una tranquilla urgenza di voler fare lì, in quel “qui ed ora”, ciò che il video ci mostra.

Penso che se qualcuno gli avesse chiesto: “Ma vi rendete conto di quello che state facendo?” i due avrebbero dato risposte del genere: “Chissenefrega” oppure “Non ci rompere le scatole”. Come dire “è la cosa più normale del mondo, perché mi vieni a disturbare?”. Ed è su questo che conviene fare la prima riflessione. Cosa ha portato due ragazzi – probabilmente adolescenti - a immaginare che consumare cocaina in metropolitana sia una cosa normale? Dove hanno imparato che procurarsi una sostanza psicotropa - terribilmente dipendentigena e pericolosa per la loro salute psicofisica – e consumarla in pubblico sia una delle opzioni che puoi selezionare dalla checklist delle attività con cui vivere il tuo tempo libero? Il video ci sconvolge perché mette in scena il fallimento di un progetto educativo, di una strategia preventiva, di un bisogno di fornire direzione e senso a chi cresce, che nei 50 secondi ripresi da un anonimo spettatore non solo sembrano evaporati, ma non sembrano nemmeno essere stati mai pensati. La scena su cui stiamo riflettendo ci deve interpellare come mondo adulto perché se da una parte ci mostra come le sostanze psicotrope circolino abbondantemente nei luoghi di vita frequentati dai nostri figli (e questo è un problema che deve essere gestito dalle forze dell’ordine), dall’altra parte ci conferma che alcuni nostri figli si sono persi in un territorio in cui tutto ciò che per loro rappresenterebbe un rischio enorme è invece da loro percepito come normale e divertente. Ciò che sconvolge è la normalizzazione messa in scena da due giovanissimi di qualcosa che invece è gravissimo sia dal punto di vista legale che in una prospettiva di autotutela e autoprotezione.

Altro elemento sconvolgente è che questa scena viene ripresa da uno sconosciuto, ma nessuno lì presente decide di intervenire. Il vero fallimento educativo giace in questa distanza fisica e mentale del mondo adulto dalla zona in cui i nostri figli si stanno facendo male, abitando il territorio di un rischio, che loro non sanno nemmeno più riconoscere come tale. La totale normalità con cui tutto succede nel video è indice di un’incapacità generalizzata di comprendere l’importanza del limite, di proporre in modo chiaro e definitivo a chi cresce che nella vita ci sono linee di confine da non superare. Mai. Quel limite può essere appreso solo se c’è chi te lo insegna, te lo mostra e soprattutto è lì, costantemente a supervisionarlo e presidiarlo. Così, tu sai che oltrepassare quel limite significa trasgredire e che ogni tua trasgressione può avere conseguenze molto serie quando viene intercettata dall’adulto che diviene garante e testimone in prima persona dell’importanza e dell’irrinunciabilità di quell’educazione al limite. Il video della metropolitana ci sconvolge perché in esso non si vedono solo due giovanissimi che consumano cocaina, come se niente fosse. Si vede anche la totale distruzione del limite e un mondo di adulti che di tale distruzione è – purtroppo – complice silenzioso.

 
 
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