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martedì 05 luglio 2022
 
Festival della famiglia
 

Come sostenere chi sta diventando adulto e vuole metter su famiglia

30/11/2016  I giovani si rivolgono agli adulti e chiedono un futuro. La Provincia di Trento risponde con progetti che generano fiducia e ottimismo

Fiducia, futuro, sostegno, maggior peso in politica… Questo chiedono i giovani, che si affacciano all’età adulta e che, faticosamente in questo momento storico, cercano la loro strada verso un’affermazione che non sia solo professionale e che dia loro la possibilità di diventare adulti, di avere un lavoro, una famiglia e una presenza sensibile sul territorio in cui vivono.
Ai sogni di questi ragazzi ha risposto Strike!, fortemente voluto dall’Agenzia provinciale per la famiglia e per i giovani di Trento, che ha donato ai vincitori un assegno di 1.000 euro per svolgere un progetto che abbia ricadute sui giovani del territorio. Saranno loro i protagonisti del Festival della famiglia, organizzato non a caso da un’amministrazione da sempre fautrice di un modello di promozione della famiglia che andrebbe copiato ed esportato ovunque, visti i buoni risultati ottenuti in campo di natalità e conciliazione famiglia-lavoro.
Luciano Malfer, dirigente dell’Agenzia, intercetta le domande dei giovani: «Per quanto riguarda la ˆfiducia, voglio ricordare che offrire l’opportunità ai ragazzi di interpellare il mondo degli adulti è il nostro modo per fargli capire che crediamo in loro. Troppo spesso si sentono dire che non hanno iniziative, che sono troppo seduti. Noi li coinvolgiamo in un modello di co-progettazione in cui lavorano insieme alle famiglie e alle istituzioni. Questo dimostra che siamo pronti a consegnare il futuro nelle loro mani».
I ragazzi si aspettano sostegno prima di tutto dalla famiglia: «Si dice: “La famiglia è l’arco e il giovane è la freccia”. Il giovane non vuole tutela. Deve fare il salto da solo. Sta invece agli adulti valorizzare i talenti e le capacità».
E ai giovani che lamentano lo scarso peso in politica Malfer ricorda: «Nei livelli della nostra strutturazione abbiamo i Referenti dei Piani delle politiche territoriali e la Consulta dei giovani. Per noi sono interlocutori importanti. Lavoriamo per dar vita a politiche generative e per realizzare i progetti di vita, tra cui fare famiglia e fare ˆfigli. Con il Festival quest’anno vogliamo mettere in campo programmi per realizzare progetti, per passare dalla generatività alla natalità da cui i ragazzi sono distanti anni luce».
Anche per Francesco Belletti, sociologo e direttore del Cisf (Centro internazionale studi famiglia) e tra i relatori nei tre giorni di incontri, l’attenzione alla famiglia in Italia è presente in modo innovativo nel modello trentino: «Si parte non dal prodotto “ˆfiglio”, inteso come qualcosa di cui c’è carenza, ma dal sostegno ai futuri genitori e dei loro progetti di vita».
Generando così speranza e fiducia verso il futuro: «È quello di cui due potenziali genitori hanno davvero bisogno. Il Trentino dimostra che la comunità può fare molto in questa sˆfida», e molto possono fare anche le famiglie: «Le generazioni adulte dei genitori dovrebbero domandarsi se sono capaci di aiutare i figli a spiccare il volo. Troppo spesso esagerano in precauzioni e assicurazioni preventive per evitare rischi che invece non possono non essere affrontati».
I fiˆgli hanno bisogno di sentire che i genitori si fidano di loro e che ce la possono fare: «Forse anche a cena in casa, almeno per una volta, si potrebbe smettere di parlare della crisi e raccontare le opportunità, le possibilità, i sogni che diventano progetti concreti. Come è successo per i ragazzi di Strike! in Trentino.»

 
 
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