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giovedì 19 maggio 2022
 
Festival della famiglia di Trento
 

I giovani raccontano agli adulti tutti i loro desideri

30/11/2016  Progetti innovativi con ricadute positive sul territorio. Il bando “Strike!” ne ha premiati quattro e aiuterà gli ideatori a realizzarli. Così i ragazzi diventano protagonisti del loro futuro

Sono giovani chiamati a raccontarsi, quelli coinvolti nel Festival della famiglia di Trento dall’1 al 3 dicembre. Giovani portatori sani di desideri, alla ricerca di nuove forme per praticare il proprio appuntamento con il mondo.
Giovani che porteranno idee e proposte ad adulti vogliosi di ascoltarli e prefiˆgurare nuovi orizzonti. Quegli stessi, che siano istituzioni o famiglia, che dovranno immaginare risposte per loro e costruire insieme nuovi futuri possibili.
Gianluigi Rosa, di Lavis, a 17 anni perde una gamba in seguito a un incidente. Per lui inizia così una seconda vita, prima in carrozzina e poi con una protesi. All’inizio non è facile, ma capisce che la sua condizione non è necessariamente un limite. Lo sport, in particolare lo sledge hockey (una variante dell’hockey su ghiaccio) gli offre una nuova opportunità di esprimersi. E si scopre un campione. Viene convocato in Nazionale, partecipa alle Olimpiadi di Vancouver, vince nel 2011 l’Europeo, poi le Olimpiadi di Sochi, e ancora agli Europei, dove con l’Italia torna a casa con la medaglia d’argento.
Vittoria Demare, residente a Canova di Gardolo, dopo un’esperienza nell’animazione parrocchiale si accorge che nel quartiere manca un centro giovanile che accolga anche i tanti ragazzi di origine straniera. Nel 2003, a 19 anni, fonda assieme a un gruppo di amici l’associazione Carpe Diem con cui gestisce un centro per bambini, rispondendo alle esigenze dei nuovi residenti. Oggi guida due centri per bambini a Canova e Spini di Gardolo e nel 2015 ha inaugurato il Forno sociale di Gardolo.

INVENTARSI IL FUTURO

Andrea Morandi non si ritrova più nel suo lavoro di geometra e la carenza di commesse lo spinge a cambiare strada. Nasce così il progetto Ortociclo, che avvicina contadini produttori e consumatori; si basa su un sito internet ma soprattutto sul metodo di consegna. Andrea inventa la bicicletta “Ortociclo”, costruita per lui da artigiani. Con la bici-cargo a pedalata assistita consegna porta a porta i prodotti dell’agricoltura locale, a Brescia e dintorni.  Martina Dei Cas di Ala, a 19 anni, dopo un viaggio nel Nicaragua rurale nel 2011, decide di raccontare la sua esperienza in un libro, Cacao Amaro. Con i diritti d'autore da vita al progetto "Un libro per una biblioteca" che fornisce materiali didattici ai bambini e ai ragazzi di Waslala, affinché possano continuare a studiare e a lottare per realizzare i loro sogni. Martina torna in Nicaragua nel 2013 e da lì nasce il suo secondo romanzo "Il quaderno del destino" (2015), con il quale continua il progetto.

Sono loro i quattro vincitori di “Strike! Storie di giovani che cambiano le cose”, il bando promosso dall’Incarico speciale per le politiche giovanili dell’Agenzia per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili della Provincia autonoma di Trento destinato a giovani sotto i 35 anni residenti in provincia di Trento o nelle province limitrofe che hanno avuto successo, ovvero... “hanno fatto strike!”. Quaranta storie raccolte tra cui, a quattro di queste, è stato riconosciuto un premio di 1.000 euro per svolgere un progetto che abbia ricadute sui giovani del territorio.

Perché? «Per parlare dei giovani e della condizione giovanile – attualmente considerata, nel linguaggio comune, una situazione di svantaggio – in modo positivo, per creare ˆfiducia» spiega Debora Nicoletto, 45 anni, coordinatrice del distretto Famiglia e referente della formazione Piani giovani di zona di Trento. «Valorizzare ciò che i giovani del nostro territorio hanno realizzato, anche fuori degli ambiti presidiati dalle politiche pubbliche; ispirare e contaminare chi si affaccia alla fase adulta della vita a promuovere lo spirito generativo nei giovani; ascoltare quello che i giovani hanno da dire e suggerire rispetto alle politiche che li riguardano».

GENERAZIONE PESO PIUMA

  

E proprio dall’ascolto è nato un decalogo di proposte, istanze, richieste da presentare alle istituzioni e alle famiglie. «I ragazzi principalmente chiedono ˆfiducia, che il mondo adulto creda in loro, nelle loro capacità, competenze e nei loro sogni. E che gli deleghino a piene mani il futuro. Poi segnalano la grande importanza in tutti i loro processi di vita, tra cadute e riprese, della presenza della famiglia e degli adulti di riferimento (che siano l’insegnante, il professionista o il vicino di casa). Alle istituzioni, inˆne, domandano di presidiare il terreno della loro popolazione che ormai è un “peso piuma” nelle politiche» spiega Nicoletto.
«Noi come Provincia autonoma di Trento crediamo fortemente nei giovani e nelle scelte da effettuare. Per questo attuiamo un modello nuovo, che è praticato e non è teorico, di partecipazione attiva e coinvolgimento dei ragazzi nei processi decisionali. Strike! stesso nasce da una “ricerca- azione” di tantissime persone che hanno creduto nella bontà di un progetto che ascoltasse davvero le istanze dei ragazzi, con un premio minimo in denaro ma un grande ritorno in termini di una loro valorizzazione e di restituzione dei loro desideri all’interno del Festival della famiglia».

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