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domenica 26 giugno 2022
 
 

«Il fidanzato di nostra figlia: divorziato, con gli anni di papà...»

31/10/2017  Trentacinque anni lei e sessanta lui. I genitori della donna non approvano e i nostri esperti Gillini consigliano come comportarsi e come parlare con la figlia.

La nostra è una famiglia unita, abbiamo tre figli, ma la maggiore di 35 anni ora si è messa con un uomo di 60, quasi nostro coetaneo, divorziato e con figli grandi. Abbiamo avuto molte discussioni per metterla di fronte alle infinite conseguenze negative di questa relazione. Lei ci ascolta, lo molla, e poi lo riprende; dice che non può farne a meno, che le dà sicurezza... Ma dove abbiamo sbagliato?

MAMMA MICHELA

— Potreste dirle che può fare le prove su come si accudisce un anziano, fra dieci anni, così sarà pronta ad accudire voi! Scusate la battuta un po’ amara, cara mamma Michela; le tue/vostre ragioni per mettere in guardia vostra figlia da una relazione così anomala le avete già spese tutte. Tu ci descrivi vostra figlia come una persona mite, insicura, un po’ chiusa, con qualche rara amica e un buon lavoro. Chiedersi dove avete sbagliato a renderla così insicura è tempo perso e oltretutto è una falsa domanda. Lei è lei, con la sua personalità e le sue scelte. Ci sembra, per quanto scrivete, che abbiate fatto tutto quello che è in vostro potere per mostrarle le conseguenze della sua relazione con il vostro quasi-coetaneo. Ora lei ha deciso di andare a convivere e voi avete davanti, ci pare, due scelte. La prima suonerebbe: siamo così in disaccordo con te che per mostrarti la nostra disapprovazione noi tagliamo i ponti con te, tu ti prendi tutte le tue responsabilità e ci lasci in pace, fa’ bene i tuoi bagagli perché qui non tornerai mai più. La seconda suonerebbe: tu sai che siamo in disaccordo con la tua scelta e che quell’uomo così tenero e rassicurante per te non ci piace; ma abbiamo piacere che lui frequenti la nostra casa, anche se gli diremo severamente che a nostro parere non ha diritto a rubarti la tua giovane età. Vi scusate per la vostra chiarezza e poi lo accogliete come fate con la nuora e il genero degli altri due figli sposati. Direte la vostra disapprovazione una volta sola e poi più. Lo tratterete amichevolmente. La speranza è che vostra figlia cominci a guardarlo con i vostri occhi e si renda conto che la sicurezza che lui offre è solo “provvisoria”. Noi pensiamo che possiate avere fiducia nel suo buon senso, anche se a voi sembra “spaesata”. E, consolatevi, non siete gli unici a trovare incomprensibili le scelte dei figli: sono tante le lettere che riceviamo di genitori stupiti! Ma dobbiamo sapere, noi come voi, che i figli non sono affidati solo a noi genitori. Sono nelle mani del Padre!

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