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la recensione
 

Il film per i cervelli che non vogliono fuggire

06/04/2017  Esce nelle sale The Startup-Accendi il tuo futuro, la pellicola di Alessandro D'Alatri ispirata alla storia di Matteo Achilli, il giovane che ha inventato un social network per trovare lavoro grazie al quale è stato paragonato a Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook. Al di là della sua storia, il film è un bel romanzo di formazione che invita i ragazzi a credere in sè stessi e nelle proprie idee, nonostante tutto.

Il cast di The Startup. Il primo a sinistra è il vero Matteo Achilli
Il cast di The Startup. Il primo a sinistra è il vero Matteo Achilli

Chi è davvero Matteo Achilli? Il "Mark Zuckerberg italiano" o un ragazzo abilissimo a promuovere sè stesso al di là dei propri reali meriti? La verità, probabilmente, come spesso capita sta nel mezzo. Ma ciò che conta è il messaggio che The Startup-Accendi il tuo futuro, il film che esce oggi ispirato alla sua storia, lancia: ragazzi, se avete una buona idea per creare un'impresa, credeteci e non è detto che sarà necessario andare all'estero per vederla realizzata. Achilli è un giovane romano di 25 anni, ma il film ne racconta la storia a partire dal periodo in cui preparava la maturità.

Nato e cresciuto in quartiere di periferia, ha genitori che non navigano nell'oro (anzi, il padre è stato appena licenziato), ma che credono fortemente in lui. Mentre prepara la maturità, stanco dell'ennesima ingiustizia subita (è una promessa del nuoto, ma l'allenatore gli preferisce un compagno altolocato) ha un'idea: creare un social network per far incontrare domanda e offerta di lavoro sulla base di un unico criterio: il merito. Ma servono soldi per concretizzare il progetto e allora intervengono i suoi genitori: "Abbiamo un solo figlio e con le idee chiare. A costo di mangiare pane e cipolla dobbiamo aiutarlo". 


Così, con l'apporto determinante di Giuseppe, un ingegnere che lavora in uno scantinato pagato due lire, Matteo crea un algoritmo che assegna a ogni candidato un punteggio. Nasce così Egomnia che appena viene messo in rete viene subissato da adesioni. Matteo intanto si è trasferito a Milano per studiare alla Bocconi e nella nuova città inizia a ricevere offerte sempre più allettanti per cedere la sua creatura. Ma lui non molla e però si convince sempre più che il vero prodotto vincente non è Egomnia, ma lui stesso. Così inizia a trascurare i suoi affetti e anche il suo social network che, dopo il boom iniziale, viene drasticamente ridimensionato.

Non andiamo oltre per non rovinare il piacere di chi vorrà andare a vedere il film. Diciamo solo che Egomnia è stato ed è oggetto di critiche anche furenti da parte di esperti di settore che giudicano il  suo valore ampiamente sopravvalutato rispetto alla copertura mediatica che ha ottenuto e che questo film alimenterà ulteriormente; e che il vero Achilli si è difeso da questo accuse sostenendo che la sua impresa funziona e dà lavoro ad altre persone. In quanto al film, The Startup ammicca, a partire dalla somiglianza fisica tra i attori protagonisti (Jesse Eisenberg e Andrea Arcangeli) a The Social Network, il film di David Fincher dedicato a Zuckerberg. Ma ciò non è in sè un male, anzi perchè il regista Alessandro D'Alatri, oltre a dare un buon ritmo alla narrazione, disegna come Fincher un personaggio in chiaroscuro, evitando così la facile agiografia e dando un valore più universale alla sua storia: come dicevamo all'inizio l'invito ai giovani che hanno un'idea di impresa, che sia un software, un ristorante, un'azienda che produce materassi a crederci, a dispetto di tutto e di tutti. Ma mantenendo sempre i piedi per terra.

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